Cosa ci ha detto il Loop One? Da Vittozzi a Ponsiluoma, l’analisi di Biathlon Azzurro
Non una kermesse, ma molto di più. Nonostante un format diverso da quelli abituali in Coppa del Mondo e un poligono posto sul lago che ha dato agli atleti qualche problema di stabilità, Il Loop One a Monaco di Baviera ha messo in mostra gare di alto livello, confermandosi quell’anteprima della stagione che era negli obiettivi dell’IBU.
Gareggiare su due giorni anziché uno, ha evitato che atleti arrivassero fino in Germania per pochi minuti di gara, come accaduto lo scorso anno. Mentre i diversi format di qualificazione, hanno anche permesso di allenarsi in una prova contro il cronometro, prima delle tipiche mass start di finale.
I risultati hanno poi mostrato che i big hanno preso molto seriamente la manifestazione, utilizzandola per mettersi alla prova a poco più da un mese dalla stagione. Lo conferma il fatto che a vincere siano stati tutti campioni olimpici: Michelon e Vittozzi tra le donne, doppietta di Ponsiluoma tra gli uomini. Inoltre, dei dieci atleti saliti sul podio nella due giorni bavarese, solo Mengin non ha ancora ottenuto alcuna vittoria in Coppa del Mondo, anche perché ha partecipato ad appena due tappe, vista la giovane età.

Foto credit: Dmytro Yevenko
VITTOZZI C’È.
Al femminile arriva la bella notizia per l’Italia. Lisa Vittozzi è già in buona condizione ed è affamata, ma su quest’ultimo punto non c’erano dubbi. Apparsa un po’ stanca, anche perché veniva da tanti giorni ricchi di impegni extra sportivi e un viaggio pesante per raggiungere la Germania, la sappadina non era andata oltre un quinto posto nella prima gara. A darle fastidio era stato soprattutto quel tre nella seconda serei a terra. Un po’ come accaduto lo scorso anno a Kontiolahti, dopo le Olimpiadi, Vittozzi ha subito reagito. La sappadina non accetta gli errori e il giorno successivo ha preso le misure del poligono, tirando fuori una prestazione delle sue. Bello anche l’approccio alla gara, quella leggerezza e tranquillità che potrebbero essere punti chiave nella prossima stagione, per darle un vantaggio rispetto a chi non ha il suo palmares.

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LE AVVERSARIE DI LISA.
Trattandosi di una kermesse, ci sono stati un po’ di alti e bassi. Sicuramente una bella impressione l’ha fatta Michelon, vincitrice nella gara di sabato. La francese ha confermato che se dovesse trovare maggiore stabilità al tiro potrebbe rivelarsi un’atleta con cui fare i conti. Chissà, forse anche per la generale, nonostante la giovane età. Certamente può essere lì in lotta.
Discorso simile anche per Elvira Öberg, ottima nella gara di sabato dove ha fatto bene anche al tiro, più in difficoltò domenica. Se Kähkönen dovesse trovare la chiave giusta per farlo fare quel passo avanti al tiro, visto il potenziale della svedese sugli sci, allora i tifosi svedesi potrebbero sognare. Al momento, però, la si vede sempre come super pericolosa nelle gare di un giorno, mentre restano i dubbi sulla sua continuità.
La gara di domenica ha consegnato un’ottima Julia Simon. La francese, come sempre in questa fase, è indietro dal punto di vista fisico, ma al poligono è la solita lottatrice. Fuori dalla finale sabato, si è rifatta domenica regalando anche un bel duello con Vittozzi. Attenzione, perché sugli sci non sarà quella vista questo weekend. Sicuramente la fame è ancora tanta.
Ovviamente una buona impressione l’ha destata anche Kirkeeide, che sugli sci fa sempre più paura. La norvegese ha mostrato ancora qualche problema nel trovare giusta continuità al tiro. Ma il percorso è quello giusto. Nella Norvegia ha ben impressionato Johansen, mentre Tandrevold è ancora indietro. Nella Svezia, bene ha fatto Magnusson, sfortunata nella seconda finale, mentre la Francia ha messo in mostra anche un’ottima Mengin, altra giovane davvero interessante. Ci sarà tanto bisogno di lei nelle gare a squadre, considerando gli stop di Hanna Öberg e Gestblom.
La Germania ha fatto passi avanti, ma ancora manca continuità al tiro. Sicuramente la bella notizia è il rientro di Puff, che si somma a una Tannheimer che ha un potenziale enorme sugli sci, ma è ancora troppo discontinua al tiro, e una Voigt che appare in crescita dopo le difficoltà della passata stagione. Poi c’è sempre Hettich-Walz, atleta che può tirar fuori la grande gara in ogni momento. Pur senza Preuss, se dovesse mettere a posto tutti i pezzi, la Germania potrebbe anche scoprirsi seconda forza in staffetta dietro l’irraggiungibile Francia. Come sempre precisa al tiro Suvi Minkkinen, che nel prossimo mese deve trovare la giusta condizione sugli sci. Lei è sempre lì, pronta ad approfittare di eventuali passaggi a vuoto altrui.
In Germania era assente però Lou Jeanmonnot, che ha gareggiato in patria. Peccato, perché quelle due gare concluse senza errori, anche se in un contesto diverso da quello di Monaco, fanno crescere la curiosità di vederla all’opera contro le altre. Sicuramente resta lei l’atleta da battere, almeno per la Coppa del Mondo.

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CHE PONSILUOMA!
Sarà il fatto che sta diventando papà, la tranquillità del titolo olimpico o il lavoro che sta svolgendo con Jonne Kähkönen, ma il Ponsiluoma visto a Monaco di Baviera ha sicuramente rubato l’occhio. Al di là del contesto di gara particolare, lo svedese si è confermato il solito atleta competitivo sugli sci, ma anche evolito al tiro. Dovesse ripeterlo in stagione, potrebbe essere un uomo con cui fare i conti. Difficile immaginare possa fare certe prestazioni con continuità per la generale, ma sicuramente più spesso rispetto alle abitudini.
È piaciuto tanto Botn, sempre competitivo sugli sci, ma più veloce al tiro rispetto al passato. Un atleta dal grandissimo potenziale che forse potrebbe essere il favorito per la classifica generale. Certamente l’evento tedesco ha mostrato che lui e Perrot sono pronti a battagliare e sono probabilmente i due candidati più seri per il pettorale giallo, ma altri potrebbero unirsi alla lotta.
Uno di questi può essere Lægreid, che al tiro è indiscutibile, mentre sugli sci è un po’ indietro, ma si era ammalato nel corso del raduno a Passo di Lavazè, tanto che non avevamo avuto l’occasione di intervistarlo. Lui ha nella sua natura quella continuità ideale per lottare per la classifica generale. Insomma, quanto visto a Monaco, nel suo caso, conta poco.
Per il resto, tutto è sembrato abbastanza in linea con le aspettative. Peccato l’assenza di Giacomel, che sta cercando di trovare la giusta condizione. Il livello è davvero alto e per lottare per la generale, oltre a trovare continuità al tiro, bisogna essere al meglio nel corso di tutta la stagione. Lui sta lavorando tanto per farlo, anche se al momento è difficile candidarlo per la generale.
Da segnalare un giovane che si è ben messo in mostra il primo giorno, il 2007 polacco Galica. Il vincitore del titolo mondiale juniores nella sprint lo scorso anno ad Arber si è qualificato per la finale nel primo giorno contro atleti ben più navigati di lui. Peccato per quella disastrosa terza serie in piedi che ha rovinato la sua prestazione. Il ragazzo è però da seguire per il futuro.

Foto credit: Dmytro Yevenko
GLI ITALIANI.
Nonostante non sia innamorato di questo tipo di format, Lukas Hofer ha mostrato di essere molto motivato. Dopo aver fatto fatica il sabato, ha reagito da campione la domenica, qualificandosi per la finale. La seconda serie a terra ha rovinato la sua gara, ma certamente il veterano azzurro si conferma una certezza.
Buoni segnali anche dagli altri uomini. Pircher ha sfiorato la qualificazione alla finale nella giornata di sabato. Un atleta giovane, dal grande entusiasmo e molto istintivo, che se dovesse incanalare bene questa sua grande motivazione potrebbe togliersi soddisfazioni anche quest’anno, soprattutto facendo esperienza.

Foto credit: Dmytro Yevenko
Su un tracciato non adatto a lui, Nicola Romanin ha però mostrato domenica la propria miglior versione al tiro, confermandosi un atleta affidabile, anche in un contesto per lui totalmente nuovo come quello di Monaco di Baviera.
Capitolo a parte Bionaz. Il valdostano è stato portato al Loop One proprio con l’obiettivo di metterlo alla prova sotto pressione. Il valdostano ha reagito bene nella giornata di domenica, tentando di velocizzare il proprio tiro e accettare qualche errore. Dido sta affrontando un percorso per riuscire nuovamente a tirare fuori il meglio da sé stesso. Segnali positivi ci sono, lasciamolo lavorare.
Al femminile, oltre a Vittozzi, era presente la sola Martina Trabucchi. La valdostana si è trovata in un contesto di gara per lei nuovo, una buona esperienza nel corso della preparazione. Da rivedere tra un mese a Geilo, quando sarà vero biathlon.
