“Ho sempre pensato fosse importante, una volta smesso, creare qualcosa che potesse durare nel tempo. Con DW Experience l’ho fatto, mettendo la mia storia a disposizione anche di persone legate ad ambienti extra sportivi”.
Dorothea Wierer non smette mai di avere nuove idee. Già nella fase finale della sua carriera, la campionessa di Anterselva ha dato vita a diversi progetti e iniziative. Dalla “Doro Hunt” organizzata con Red Bull, format ripreso alcune settimane fa addirittura da Max Verstappen ovviamente in ambito motori, alla presenza da inviata per Discovery ed Eurosport alle Olimpiadi Estive di Parigi 2024, passando per DW One, azienda che produce calcioli ed altri accessori per le carabine di biathlon, e tanto altro.
L’ultima sua idea, destinata a riscuotere successo, è DW Experience, un progetto che porta le sue iniziali e si rivolge in particolare ad aziende.

«L’idea è nata due anni fa – ha raccontato Dorothea Wierer a Biathlon Azzurro – perché volevamo creare qualcosa che interessasse anche coloro che solitamente non sono coinvolti nel mondo dello sport. Abbiamo cambiato diverse volte direzione e grazie alle persone che conosciamo in vari ambienti lavorativi, in grado di dare sempre spunti, siamo riusciti a trovare il format giusto, che ci ha immediatamente convinto».
Ma di cosa si tratta? «DW Experience è stata creata per rivolgersi soprattutto alle aziende, ritenendo che il mondo dello sport e quello del lavoro abbiano molti punti in comune: ricerca di prestazione, risultato, estrema concentrazione, capacità di rendere al massimo sotto pressione e soprattutto importanza della squadra, perché si lavora assieme al raggiungimento dello stesso obiettivo».

Wierer ha quindi descritto il suo progetto: «Abbiamo voluto organizzare qualcosa di altissimo livello. Il gruppo che prenota, almeno di dieci persone, ha un pacchetto di tre giorni all inclusive, comprensivo di un albergo con wellness, servizio navetta e cene in ristoranti stellati, in quanto la parte culinaria va pari passo con quella fisica. È poi in programma lo svolgimento di qualche attività sportiva, che può andare dal nordic walking, una corsa o un giro in bici durante l’estate, oppure sci di fondo, ciaspolata oppure anche la slitta durante l’inverno. La fortuna è che il territorio di Anterselva offre tantissime opportunità, in quanto oltre allo stadio del biathlon, che è il migliore al mondo, ha il lago e tante strutture per organizzare eventi. Ci appoggiamo poi alla scuola sci locale per le nostre attività».
Ecco, poi l’aspetto più importante di DW Experience. «La parte fondamentale è quella dedicata al team building – ha detto la vincitrice di quattro ori mondiali – nella quale non mi limito a raccontare la mia carriera, ma concentrarmi soprattutto su determinati valori, in particolare quello di un ambiente di squadra sano, che è utile nello sport come nel mondo del lavoro. È qualcosa di più complesso del semplice racconto della mia carriera, è la descrizione di come si agisce sotto pressione, di come ci si deve fidare dei componenti del team. Ma a me piace anche il confronto, quindi diventa un incontro con chi fa parte dell’azienda, ascoltare le loro di storie, saperne di più, perché dal confronto ci si stimola a vicenda. Credo che esperienze così siano molto utili a chi fa parte di un'azienda, perché si possono incontrare i propri colleghi ogni giorno sul posto di lavoro, ma poi ognuno ha la propria vita. È bello avere un’occasione di conoscersi meglio, parlare di altro, scoprire il proprio collega da un altro punto di vista e sfruttare poi tutto ciò per riuscire a creare un maggiore spirito di gruppo e lavora con risultati migliori».

Poi, tutti insieme al poligono dell’arena olimpica di Anterselva per sparare, un’attività divertente da fare in gruppo. Insomma, Wierer ha messo tutto il suo mondo in questo progetto. «Ovviamente potevo farlo solo qui ad Anterselva, non riuscivo ad immaginarlo da un’altra parte. Qui è dove sono cresciuta ed è un posto bellissimo. Il Comitato Organizzatore della Coppa del Mondo mi ha anche messo a disposizione un locale per la showroom. Sono stati tutti molto disponibili e li ringrazio. È stato bello poter unire tutte le cose».

Dopo l’ottimo risultato dello stress test, che è stato svolto con il board della Manifattura Valcismon, che con il brand Sportful è parte del progetto, Wierer è pronta a partire: «Abbiamo già avuto tante richieste, anche da privati. Puntiamo sulla qualità, non sulla quantità. Per questo motivo lavoreremo in gruppi, rivolgendoci ad aziende. Non è però da escludere che potremmo mettere insieme anche persone provenienti da mondi diversi, rendendo l’esperienza molto interessante».
Proprio vero, Wierer non si ferma mai.





