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IBU Youth International Camp 2025, Arber: il raduno dei giovani talenti azzurri

Dal 27 settembre al 4 ottobre 2025, l’Arber Hohenzollern Ski Stadium, nel cuore del Bayerischer Wald (Foresta Bavarese), ha ospitato l’IBU Youth International Camp, l’appuntamento internazionale dedicato ai giovani biatleti nati tra il 2008 e il 2009. L’iniziativa, promossa dall’International Biathlon Union (IBU), rappresenta un momento di formazione, confronto e crescita per gli atleti emergenti provenienti da tutto il mondo.

Durante il camp, i giovani atleti hanno partecipato a sessioni di allenamento variegate: skiroll, tiro, attività in palestra, atletica e momenti di formazione guidati da allenatori professionisti. Il programma prevede anche seminari e lezioni serali su temi come antidoping, preparazione gara e motivazione sportiva. Non mancherà un tocco di divertimento, con una giornata dedicata a un evento sociale e una competizione internazionale giovanile prevista per giovedì e venerdì.

Ogni federazione nazionale ha potuto iscrivere quattro atleti (due uomini e due donne) e un allenatore. A rappresentare l’Italia c’erano Viola Camperi, Lucia Brocchiero, Samuele Degano e Jan Steinkasserer, coordinati da Dominik Windisch che ha tratto delle importanti indicazioni dal raduno:

“Il raduno è andato molto bene: è stata un’ottima esperienza, soprattutto per i ragazzi. È stato bello vederli confrontarsi con coetanei di altri paesi, perché queste sono le prime vere occasioni in cui si incontrano con atleti provenienti da diverse nazioni e hanno la possibilità di conoscere nuove persone e realtà.

Dal punto di vista del lavoro, è stato importante anche per noi osservare il livello generale e capire dove ci posizioniamo. Si è visto che in Italia stiamo lavorando bene: i nostri ragazzi hanno già un’impostazione più professionale rispetto ad altre nazioni che sono ancora in fase di sviluppo. Tuttavia, è stato utile anche rendersi conto che alcune di queste nazioni, tra un paio d’anni, potrebbero raggiungere il nostro livello. Non sono affatto meno forti: semplicemente, partono da condizioni diverse.

Ho voluto che i ragazzi si confrontassero con gli altri, che parlassero con atleti di paesi differenti, per far capire loro anche le differenze strutturali. Per esempio, in molte nazioni non esistono ancora piste da skiroll, quindi non hanno la possibilità di allenarsi su quel tipo di fondo come facciamo noi. Infatti, quando si correva, si vedeva che gli altri erano forti fisicamente – il “motore” c’era – ma appena si passava agli skiroll emergeva la nostra superiorità, proprio perché i nostri ragazzi hanno la possibilità di allenarsi regolarmente su queste superfici. È stato quindi molto importante per loro capire queste differenze e apprezzare le opportunità che abbiamo in Italia.

Dall’altra parte, il camp è stato anche molto divertente e stimolante. I ragazzi hanno ricevuto nuovi input tecnici e hanno partecipato a diverse lezioni serali. Il programma era piuttosto intenso – sicuramente stancante – ma ricco di contenuti utili. Si è parlato, ad esempio, di antidoping, di preparazione alla gara e anche di motivazione, con incontri dal titolo “How to become a champion” e simili. Erano lezioni davvero interessanti e coinvolgenti.

In conclusione, è stata un’esperienza importante e completa, che ha permesso di imparare da entrambe le parti: noi abbiamo potuto osservare e confrontarci con altre nazioni, e al tempo stesso gli altri hanno guardato ai nostri ragazzi come a un esempio. Si percepiva chiaramente l’attenzione e la curiosità verso di loro, segno che il lavoro fatto in Italia è riconosciuto e apprezzato anche all’estero”.

Soddisfatto anche Samuele Degano: “La settimana trascorsa ad Arber è stata una bella esperienza, ho fatto tante amicizie ed è stato bello allenarsi con le altre nazioni e vedere a che livello sono rispetto a noi, ho imparato molte cose sia dagli altri atleti che dagli allenatori delle altre nazioni e dagli istruttori IBU”.