Emilien Jacquelin dalla Tre Valli Varesine: “Sto coronando il sogno da bambino, ma verrò a guardare le gare di biathlon”
di Alberto Dolfin
Una passione viscerale per il ciclismo sin da bambino e l’amore per il Pirata Marco Pantani. Quando Émilien Jacquelin ha coronato il sogno di diventare campione olimpico grazie al trionfo a squadre della sua Francia sulle nevi di Anterselva, ha capito che era il momento di riaprire il cassetto per far spazio a un altro sogno di quando era piccino: correre in bicicletta.
Così, subito dopo l’apoteosi di Milano Cortina 2026, ha messo da parte la carabina e gli sci, ha indossato casco e guanti e si è messo in sella, firmando con la formazione World Tour francese Decathlon CMA CGM. Poche settimane fa poi, ha confermato l’intenzione di proseguire la sua avventura sulle due ruote anche per la stagione 2027 e noi questa mattina l’abbiamo incontrato a Busto Arsizio alla partenza della Tre Valli Varesine, sempre con l’inseparabile orecchino donatogli da Tonina Pantani, mamma del compianto campione del pedale che vent’anni fa faceva impazzire il mondo.
Non a caso, proprio lei fa ora un tifo sfegatato per l’asso francese in prestito dal biathlon, sentendosi grata per quell’amore che l’olimpionico francese prova ancora dopo anni nei confronti di suo figlio. «Émilien sei un grande. Pure Marco amava tutti gli sport e diceva che volere è potere. Vai avanti così, l’importante è che ti diverti. Un abbraccio da Cesenatico», ha scritto mamma Pantani sui social a commento della nostra video intervista.
«È incredibile essere qui oggi a fare gare in Italia, perché sto coronando il sogno che avevo da bambino – ha dichiarato a BA il trentunenne francese, vincitore di 5 medaglie olimpiche e 10 mondiali sulla neve -. Spero di aiutare la squadra a fare del suo meglio anche per la prossima stagione. Lo scorso inverno ho vinto due medaglie ai Giochi Olimpici invernali e ora sono qui a correre con i grandi nomi del ciclismo: è qualcosa di incredibile». Tra i concorrenti al via oggi, infatti, c’era anche il fresco campione mondiale Brandon McNulty, oltre a un altro campione olimpico come lui, seppur nella mountain bike: Tom Pidcock (poi 2° al traguardo dietro al vincitore belga Jarno Widar).
Seguendo le orme di Primoz Roglic, che fu una speranza del salto con gli sci, Jacquelin continua a cullare il suo sogno: «Quando sei un atleta puoi fare tante cose differenti e hai la possibilità e la forza di cambiare sport. Quando ho fatto questa scelta, non ero sicuro di potermela giocare con i migliori, ma ci sto mettendo tutto il mio cuore e, come ha fatto Roglic, sto provando a costruirmi una nuova carriera sportiva. Sono contento di essere un ragazzo degli sport invernali che ora fa bici».
L’amore per il biathlon però resta viscerale e quest’inverno potremmo incrociarlo alle gare sul manto bianco, seppur da spettatore: «Penso che andrò a vedere qualche gara, magari i Mondiali a Otepaa o a Le Grand Bornand. Non so ancora quali saranno i piani per la prossima stagione, lo decideremo a dicembre e poi si vedrà».
