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Caso Julia Simon: una sospensione, una multa e diversi interrogativi

Dopo aver ascoltato Julia Simon, condannata a una pena detentiva con sospensione condizionale e a una multa per furto e frode, la commissione disciplinare della Federazione Francese di Sci (FFS) ha inflitto giovedì sera all’atleta savoiarda una sospensione di sei mesi, di cui cinque con sospensione condizionale, e una multa di 30.000 euro (di cui 15.000 con sospensione condizionale). La Federazione definisce la sanzione “severa”, ma solleva diversi interrogativi.

La decisione della commissione disciplinare della Federazione Francese di Sci è arrivata nella tarda serata di giovedì. Mentre Julia Simon è stata ascoltata intorno alle 18:00, la FFS ha annunciato la sanzione inflitta alla biatleta savoiarda alle 23:46.

In primo luogo, un divieto temporaneo di sei mesi di partecipazione a gare e allenamenti organizzati o autorizzati dalla FFS (Federazione Francese di Sci) e dall’IBU (Unione Internazionale di Biathlon), di cui cinque mesi sospesi. In secondo luogo, una multa di 30.000 euro, di cui 15.000 euro sospesi, dovrà essere versata alla FFS entro sei mesi e destinata all’allenamento dei giovani biatleti. La sanzione entrerà in vigore venerdì 7 novembre e Julia Simon avrà sette giorni di tempo per presentare ricorso (anche la FFS può presentare ricorso).

Una punizione davvero “severa”?
Nel comunicato stampa si legge che “la commissione disciplinare della FFS sanziona severamente Julia Simon”.

Un’affermazione che potrebbe far storcere il naso, visto che in realtà la biatleta, condannata dai tribunali (che l’hanno accusata in particolare di aver negato i fatti per tre anni) a tre mesi di reclusione con sospensione condizionale e a una multa di 15.000 euro per furto e frode ai danni della compagna di squadra Justine Braisaz-Bouchet e di un ex fisioterapista della squadra francese, salterà solo l’ultimo ritiro di allenamento che inizierà questo venerdì a Bessans, in Savoia, e la prima tappa della Coppa del mondo di biathlon in programma a Östersund dal 29 novembre al 7 dicembre .

Diverse domande
Questa decisione, definita dalla Federazione “molto severa”, non impedirà a Julia Simon di partecipare alla Coppa del Mondo di Grand-Bornand (18-21 dicembre) e alle Olimpiadi del 2026 (6-22 febbraio), qualora si qualificasse. Tuttavia, solleva diversi interrogativi.

Come accoglieranno le sue compagne di squadra Julia Simon al suo ritorno in gruppo? E prima di tutto Justine Braisaz-Bouchet, il cui avvocato, durante il processo del 24 ottobre, ha spiegato alla corte di essere stata “linciata” sui social media e “insultata” in gara a causa di questa vicenda.

L’IBU sarà soddisfatta di questa sanzione? Giovedì 30 ottobre, Greg McKenna, direttore dell’unità per l’integrità del biathlon, ha dichiarato che “tale comportamento potrebbe rientrare nel codice di integrità in quanto atto che potrebbe danneggiare l’immagine o la reputazione dello sport”; e quindi soggetto a sanzioni da parte dell’IBU.

Anche diversi sponsor di Julia Simon (Salomon, Somfy, ecc.) attendevano la decisione della commissione disciplinare della FFS prima di prendere posizione. Cosa faranno? È già noto che è molto probabile che la dogana, dove ha un contratto a tempo determinato, decida di sanzionarla, dato che la sua condanna in tribunale è presente nel suo casellario giudiziale.

Verso un ritorno a Hochfilzen
Se non presenterà ricorso, Julia Simon tornerà in gara il 12 dicembre a Hochfilzen, in Austria. Ma quale sarà il suo stato d’animo? Sarà l’occasione per un nuovo inizio e la fine di un capitolo triennale che ha profondamente sconvolto la squadra francese? Solo il tempo lo dirà.

Foto: Federico Angiolini