Coppa del Mondo, Östersund 2025: Norvegia regina tra colpi di scena e vento nella staffetta maschile, azzurri sesti con rimpianto
La staffetta maschile di Östersund regala un pomeriggio di emozioni forti, colpi di scena e continui ribaltamenti di fronte a causa del vento insidioso. A spuntarla è la Norvegia, che domina dalla prima alla terza frazione salvo poi complicarsi la vita nel finale con Christiansen. Il successo scandinavo, apparso scontato per gran parte della gara, si trasforma così in un finale thrilling che tiene tutti col fiato sospeso fino all’ultimo metro.
1ª frazione: Braunhofer brillante, Uldal prende il largo
La gara si apre con grande attesa per il duello annunciato tra Francia e Norvegia, ma è l’Italia a prendersi subito la scena grazie a un Patrick Braunhofer impeccabile: 5/5 a terra, ottima sciata e leadership momentanea. Dietro, un gruppo di big già costretto alle ricariche si ritrova a oltre 20 secondi.
Il vento aumenta nel tiro in piedi, trasformando il poligono in una lotteria. Tra gli errori generali, emergono ancora una volta Braunhofer e Uldal, che però è più rapido e allunga. L’azzurro esce con una sola ricarica, mentre la Francia sprofonda con due giri di penalità. Al cambio la Norvegia vola via con 25″, Italia ottima seconda, seguita da Austria, Belgio e Svizzera. Svezia e Germania in ritardo.
2ª frazione: Frey controlla, Hofer gestisce con esperienza
Nella seconda frazione Lukas Hofer prova a gestire il margine, mentre il giovane Frey per la Norvegia consolida il vantaggio. A terra il norvegese è perfetto, mentre Hofer deve ricorrere a due ricariche, cedendo momentaneamente la posizione all’Austria. Da dietro rientra però un indemoniato Fillon Maillet, che ricuce sul gruppo in lotta per il podio.
Al tiro in piedi Frey è rapido e pulito, mentre sia Hofer che Fillon Maillet usano una ricarica. L’Italia resta nel terzetto degli inseguitori, chiudendo la frazione in un’ottima seconda posizione. Germania e Svezia sono già molto lontane.
3ª frazione: Laegreid solido, Jacquelin ci prova, Bionaz gira nella seconda serie
La terza frazione sembra scolpire i destini della gara. Laegreid parte con circa 50″ di margine e, pur non perfetto, mantiene un controllo totale. Dietro Jacquelin accelera, mentre Didier Bionaz sceglie saggiamente di non forzare il ritmo.
A terra Laegreid usa una ricarica, Jacquelin fa zero e recupera qualche secondo. Bionaz tiene il terzo posto con una ricarica. Tutto sembra sotto controllo, ma il poligono in piedi è fatale per molti: Laegreid usa due ricariche, Jacquelin sbaglia e finisce al giro… ma Bionaz vive un vero incubo a causa delle raffiche di vento. Tre giri di penalità che di fatto tagliano fuori l’Italia dalla lotta per il podio.
Ne approfitta la Germania, che sale in terza posizione, seguita dagli USA di un ottimo Wright. L’Italia crolla al nono posto.
4ª frazione: Christiansen rischia il disastro, Perrot non completa la rimonta, Samuelsson fa impazzire Östersund
La frazione finale si apre con un inatteso colpo di scena: Christiansen sbaglia a terra ed è costretto al giro di penalità. La gara si riapre, ma Perrot non riesce ad approfittarne appieno: due ricariche rallentano il francese. A sorprendere tutti è la Svezia di Samuelsson, che con uno zero perfetto rientra clamorosamente in gioco, passando da 1’16’’ a soli 10’’ dalla vetta.
Il pubblico svedese esplode. Samuelsson ci crede e parte all’attacco, ma Christiansen ritrova la freddezza al tiro in piedi, chiudendo lo zero con tempismo perfetto. Perrot è fenomenale e risponde con un’altra serie rapidissima, tornando a caccia della vittoria.
Negli ultimi 2,5 km il francese si avvicina, ma non quanto basta:
🏆 Norvegia prima, Francia seconda, Svezia terza, con un podio deciso solo negli ultimi metri.
Italia: un’occasione sprecata
L’Italia, fuori dai giochi dopo la terza frazione, affida le ultime speranze a Tommaso Giacomel, che risale fino al sesto posto grazie alla sua consueta potenza sugli sci e una gestione pulita del poligono.
Un risultato positivo, ma che lascia inevitabilmente l’amaro in bocca considerando che gli azzurri erano pienamente in corsa per il podio fino a metà gara.
Foto: Gioele Natoli

