Tommaso Giacomel, una crescita costruita nel tempo che oggi lo proietta verso la generale
La parabola agonistica di Tommaso Giacomel è l’esempio più evidente di come, nel biathlon moderno, la continuità del lavoro e la maturazione progressiva possano trasformare un talento precoce in un atleta da vertice assoluto. I risultati ottenuti stagione dopo stagione raccontano una crescita lineare, mai improvvisata, che oggi consente all’azzurro di essere considerato, a pieno titolo, uno dei possibili protagonisti della classifica generale di Coppa del Mondo.
L’ingresso stabile nel massimo circuito avviene tra il 2021 e il 2022, anni in cui Giacomel inizia a confrontarsi con l’élite mondiale, dopo un magico esordio avvenuto a Nove Mesto a marzo 2020. Le prime apparizioni sono inevitabilmente segnate dall’alternanza: il passo sugli sci è già di alto livello, ma il rendimento al poligono e la gestione delle diverse fasi di gara risentono dell’inesperienza. I risultati non sono ancora di grande spicco, ma emergono segnali chiari di competitività, soprattutto nelle prove veloci, dove riesce a restare in scia ai migliori fondisti del circuito.
Il vero primo spartiacque arriva nella stagione 2022/23. È qui che Giacomel smette di essere soltanto una promessa e comincia a ottenere piazzamenti di peso. Il sesto posto nell’inseguimento di Hochfilzen, ma soprattutto il podio ottenuto a Oestersund rappresentano molto più di un semplice risultato: è la dimostrazione che l’azzurro può reggere il confronto diretto con i big, recuperare posizioni sugli sci e gestire la pressione di una gara ad alta intensità. Da quel momento, la percezione del suo status cambia anche all’interno del circuito.
La stagione 2023/24 è quella della conferma. Giacomel diventa un atleta affidabile, capace di entrare con continuità in zona punti e di avvicinare con sempre maggiore frequenza la top ten. Le prestazioni e i podi ottenuti a Ruhpolding e Canmore, certificano la sua solidità su tracciati diversi e in condizioni non sempre favorevoli. È il periodo in cui il suo biathlon si fa più maturo: meno errori forzati, maggiore lucidità nelle serie in piedi e una crescente capacità di leggere la gara in funzione del risultato finale. I Mondiali di Oberhof, nonostante le medaglie conquistate nelle prove a squadre, rappresentano però la più grande delusione per i risultati delle gare individuali.
La vera svolta, però, è arrivata con la stagione 2024/25, quella della definitiva consacrazione. Le vittoria di Ruhpolding nella mass start e i podi ottenuti in Coppa del Mondo tra Anterselva e Nove Mestohanno collocato Giacomel stabilmente tra i protagonisti del circuito, ma è nei Mondiali di Lenzerheide che l’azzurro ha dimostrato di possedere anche lo spessore necessario per brillare nei grandi appuntamenti. Il quinto posto nella sprint iridata, confermato dall’inseguimento e soprattutto l’argento nell’individuale, ottenuto in un contesto di altissima pressione e con il meglio del biathlon mondiale al via, ha evidenziato una gestione della gara lucida e matura, confermando che Giacomel sa esprimere il proprio potenziale anche quando la posta in palio è massima.
Questa prestazione mondiale assume un valore ancora più rilevante se letta in prospettiva olimpica. Milano Cortina non è più soltanto un sogno lontano, ma un obiettivo concreto che richiede equilibrio, continuità e capacità di non farsi travolgere dall’attesa. I risultati di Lenzerheide indicano chiaramente che Giacomel è pronto ad affrontare un palcoscenico di tale portata, con la consapevolezza necessaria per gestire l’evento senza snaturare il proprio percorso agonistico.
Ed è proprio qui che emerge un ulteriore elemento di forza: l’ambizione olimpica non compromette, ma anzi si integra perfettamente con l’obiettivo della classifica generale di Coppa del Mondo. Giacomel ha dimostrato di saper mantenere un rendimento elevato su tutto l’arco della stagione, qualità indispensabile per inseguire il globo. La sua capacità di essere competitivo in sprint, pursuit e mass start, unita alla crescente affidabilità al tiro, gli consente di guardare ai grandi eventi senza perdere di vista la continuità richiesta dal circuito.
L’attuale stagione rappresenta la naturale prosecuzione di questo percorso. La vittoria nella sprint di Hochfilzen e il secondo posto nell’inseguimento confermano che Giacomel ha ormai acquisito quella continuità indispensabile per puntare in alto nella generale. Il suo nome staziona stabilmente nelle prime posizioni della classifica complessiva e, soprattutto, la sua competitività si estende a tutte le specialità individuali, elemento chiave per chi ambisce al globo più prestigioso.
La crescita di Tommaso Giacomel non è frutto di una singola stagione eccezionale, ma di un accumulo progressivo di esperienza, risultati e consapevolezza. Oggi l’azzurro dispone di un passo sugli sci tra i migliori del circuito, di percentuali al tiro ormai affidabili e di una maturità mentale che gli consente di reggere la pressione settimana dopo settimana. Alla luce di quanto mostrato finora, l’ipotesi di vederlo giocarsi la classifica generale non è più un esercizio teorico, ma uno scenario concreto, costruito con pazienza e risultati alla mano. La vittoria ottenuta ieri nella mass start di Annecy Le Grand Bornand è un altro piccolo tassello che si è incastrato dopo una giornata difficile, quella della sprint, che ha voluto riscattare nel migliore dei modi.
Oggi Tommaso Giacomel si trova in una fase della carriera in cui i traguardi non si escludono a vicenda. I Mondiali di Lenzerheide hanno certificato la sua maturità nei contesti di massimo livello, Milano Cortina rappresenta un obiettivo naturale e stimolante, mentre la classifica generale di Coppa del Mondo resta un sogno concreto, sostenuto da risultati e prestazioni di alto profilo. È il segnale più evidente di un atleta che non corre più per imparare, ma per lasciare il segno. La gara di ieri non è un exploit straordinario, ma la consapevolezza dei propri mezzi, aggiunta a un mix di arroganza, che ad oggi è difficile fissare dei limiti.





