Coppa del Mondo, Oberhof: le dichiarazioni di Tommaso Giacomel e degli azzurri dopo il successo ottenuto nella sprint
La vittoria di Tommaso Giacomel nella sprint di Oberhof, primo appuntamento del 2026 della Coppa del Mondo di biathlon, va ben oltre il risultato sportivo. Il 25enne altoatesino ha conquistato il successo al termine di una gara di grande spessore tecnico ed emotivo, diventando il primo italiano della storia a vincere due gare consecutive in ambito maschile, ma soprattutto dedicando il trionfo all’amico norvegese, scomparso tragicamente lo scorso 23 dicembre.
Una giornata carica di sentimenti contrastanti, come raccontato dallo stesso Giacomel ai microfoni dell’IBU:
«È una delle giornate più controverse della mia vita, una delle più tristi, ma allo stesso tempo una delle più belle dal punto di vista sportivo. È stato un mix di emozioni molto forti e sono convinto che Sivert Bakken ne sarebbe stato orgoglioso».
In pista, il finanziere azzurro ha confermato uno stato di forma eccellente, imponendo il proprio ritmo sin dai primi chilometri e facendo segnare i migliori riferimenti cronometrici ai primi intermedi. Nonostante un errore al poligono nella serie a terra, Giacomel è rimasto pienamente in corsa per il successo, mostrando grande solidità mentale. Decisivo il poligono finale, affrontato senza sbavature, prima di un ultimo giro gestito con autorità.
All’arrivo, il gesto simbolico: il dito rivolto al cielo in ricordo dell’amico scomparso e l’abbraccio con Johannes Dale-Skjevdal, a suggellare una vittoria dal forte valore umano.
«Ho cercato di non pensare troppo a quanto accaduto e di calmarmi dopo la commemorazione – ha aggiunto Giacomel –. Quando all’ultimo giro i tecnici mi hanno detto che lo stavo facendo per me stesso, ma anche per Sivert, mi hanno dato quella spinta in più per vincere questa gara».
“Credo sia uno dei giorni più controversi della mia vita. Uno dei più tristi ed uno dei più belli a livello sportivo. Vincere una gara di Coppa del Mondo dovrebbe dare tanta gioia, ma non ho nulla di cui essere felice oggi, se non per la mia performance che è stata buona. Ho tante sensazioni nella testa: tristezza e rabbia. E’ difficile spiegare come mi sento, quando viene a mancare qualcuno molto speciale, si stravolge un po’ il quotidiano. Ma bisogna tornare a fare il proprio lavoro nel miglior modo possibile e credo di averlo fatto nei giorni scorsi, anche se è stato difficile. E’ il mio lavoro, ma non è divertente al momento.
La mia bravura nel fare biathlon oggi mi ha trasportato completamente; prima della gara non avrei puntato nulla su un buon risultato. Ho cercato di mantenere il focus sulla gara il più possibile, di fare le cose semplici e sono riuscite bene, da quel punto di vista sono soddisfatto. Nel giro finale i tecnici mi urlavano che lo stavo facendo per me e anche per Sivert e questo mi ha dato qualcosa in più da dare. Credo che Sivert sarebbe stato orgoglioso di me oggi”.
Il trentino delle Fiamme Gialle torna quindi ai giorni passati: ”Ringrazio la mia compagna Elisa e la mia famiglia: avere avuto loro al mio fianco in quei giorni mi ha aiutato molto, hanno saputo distrarre la mia attenzione e sono felice di avere persone come loro al mio fianco”.
Lukas Hofer trova spazio nella top ten con un prezioso ottavo posto: “Peccato solo per quell’ultimo errore al poligono. Volevo proprio prenderlo ma mi è sfuggito a sinistra: sono però riuscito a gestire bene la gara e sono molto contento. Dopo la tappa francese mi serviva qualche giorno di riposo per via dell’influenza: meglio a dicembre che non a febbraio, ma ho recuperato e sono contento di essere in questa condizione ad Oberhof”.
Gara senza errori al tiro per Patrick Braunhofer: “Sono molto contento della gara di oggi, era da Hochfilzen che non sentivo le giuste sensazioni. Il doppio zero mi soddisfa molto: durante la pausa natalizia mi sono allenato molto ed è il modo migliore per iniziare l’anno”.
Rientro in Coppa del Mondo per Didier Bionaz: “Devo dire che la prima parte di gara è stata buona, ho bene i primi giri, peccato per i tre errori in piedi dove mi è mancata un po’ di lucidità ma punto a fare meglio sabato. Prima di Natale abbiamo deciso di fare un passo indietro e di resettare con l’Ibu Cup e le tre buone prestazioni mi hanno aiutato molto”.
Un successo che resterà nella memoria del biathlon italiano, non solo per il peso storico, ma per la profondità del messaggio che lo ha accompagnato.

