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Missione compiuta per Lisa Vittozzi: la tripla corona del biathlon è sua, completato il Grande Slam

Il tendone di Anterselva e il pubblico all’interno dello stadio non può che invocare la sappadina sulle note di “Seven Nation Army” dei The White Stripes: questa è una sinfonia tutta azzurra, il primo oro olimpico individuale della storia del biathlon italiano. Con ogni probabilità avrebbe preferito una hit commerciale anni Duemila – anche se l’abbiamo vista cantare in azzeramento “Pedro” di Raffaella Carrà – e ci ha fatto venire la pelle d’oca quando ha cantato l’inno durante la cerimonia delle medaglie. Oggi Lisa Vittozzi può dire di aver vinto tutto.

Una giornata storica per il Centro Sportivo Carabinieri, che poco prima aveva celebrato il secondo oro del Maresciallo Federica Brignone e ora può festeggiare anche l’Appuntato Scelto Lisa Vittozzi. A scrivere la storia del biathlon azzurro è stata ancora lei, Lisa Vittozzi che ha conquistato il primo storico oro.

Una predestinata Lisa, a cui madrenatura, mamma Nadia e il papà hanno fornito un dono, quello del biathlon. Classe 1995: Alta e forte, da piccola le ha provate tutte da tifosa juventina: calcio, sci alpino, fondo e quindi biathlon. Dopo aver dominato nella categoria giovani, togliendosi grandissime soddisfazioni ai Mondiali Youth di Obertilliach e Presque Isle. A 18 anni proprio a Nove Mesto sale sul podio agli Europei nell’individuale e basta una gara di Ibu Cup per capire che l’atleta della Forestale (ora Carabinieri) dello sci Camosci di Sappada è pronta per la Coppa del Mondo. In tutta la sua carriera agonistica, speriamo ancora lunga, non le è mai mancato il supporto della famiglia, del centro sportivo e dei tifosi, in particolari sostenitori del Lisa Vittozzi Fan Club, tifosissimi della “Plodar Sniper”, che la seguono nelle tappe italiane e internazionali del massimo circuito.

Un apprendistato quello del massimo circuito che la vede eccellere come percentuali e nella stagione 2016/2017 raggiunge il primo obiettivo: dopo diversi podi e vittorie in staffetta, conquista a Kontiolahti il primo podio in Coppa del mondo. L’Italia sa che ha tra le mani un talento puro e non tarda a sbocciare, tanto che a PyeongChang 2018 va vicino alla medaglia in diverse occasioni, togliendosi la grande soddisfazione nella staffetta mista. Una stagione costante quella dell’azzurra che la rende consapevole dei suoi mezzi.

Nella stagione 2018/2019 è già tra le favorite per la sfera di cristallo, al pari di Dorothea Wierer, da diverse stagioni nella top 5 del circuito per la classifica generale. Una sfida interna a suon di podi e vittorie, con Lisa che a Oberhof non solo conquista la prima vittoria in carriera con una sprint magnifica, ma resiste anche al ritorno delle avversarie nell’inseguimento. Una doppietta che la porta alle stelle, rendendola una delle favorite per i Mondiali di Oestersund e non solo.

In Svezia però si inceppa qualcosa all’interno della squadra, dopo l’argento conquistato nell’individuale, il primo iridato alle spalle di Hanna Oeberg, Lisa sembra in vantaggio su Wierer nella lotta per la sfera di cristallo, difendendo il pettorale giallo. Wierer non è al meglio in quel mondiale e salta la staffetta per motivi di salute, con lei l’Italia sarebbe stata sicuramente da medaglia con Gontier e Sanfilippo. La finanziera recupera in tempo per la mass start conclusiva e conquista un’oro memorabile, a cui poche ore dopo bisserà un incredibile doppietta per l’Italia con Dominik Windisch.

Lisa non ci sta ed è nervosa, tanto da compromettere le sue chance nella sprint di Oslo dove non si qualifica nell’inseguimento ed anche Kuzmina sembra tornarle sotto nella lotta per la generale, vinta nella gara conclusiva proprio dalla compagna Dorothea Wierer.

Da lì in poi Lisa entra in un tunnel, dove non riesce a esprimersi con continuità al poligono, sebbene riesca in staffetta comunque ad esprimersi al meglio. Tra Anterselva e Pechino nella stagione 2022 il suo punto più basso, con serie nelle quali non riusciva nemmeno a coprire un bersaglio. Il supporto di uno psicologo è stato utile ma non basta, serve serenità.

Nello staff tecnico, con la regia di Klaus Hollrigl e Fabrizio Curtaz c’è prima l’introduzione di Mirco Romanin, promosso al pari di Fabio Cianciana dalle categorie giovanili dove hanno ottenuto ottimi risultati: Mirco è conterraneo di Lisa vivendo a Forni Avoltri, sede del centro biathlon dove si allenano tuttora. Poi la rivoluzione al tiro, con l’inserimento di Jonne Kahkonen, tecnico di valore internazionale con esperienze in Finlandia e negli USA, disposto a tutto, anche a tagliarsi i capelli, per vederla felice.

Con il loro ingresso Lisa ritrova la fiducia, il divertimento e la fame per fare biathlon. Il supporto della Fisi e della squadra femminile, composta anche da Edoardo Mezzaro, le permettono di lavorare nel migliore dei modi. Oggi è in grado di emozionare i tifosi e le compagne di squadra, che la ritengono un modello da seguire. Lo stesso Mezzaro, dopo un periodo di inattività e dedito al suo lavoro di Ingegnere, è rientrato nei quadri FISI in questa stagione e insieme a Alex Inderst hanno ricostruito Lisa da un punto di vista fisico e psicologico per poterle permettere di performare come nell’ultimo anno.

 

La stagione 2023/2024 rimarrà scolpita negli annali come il capolavoro assoluto di Lisa Vittozzi, l’annata in cui la fuoriclasse di Sappada ha raggiunto la definitiva maturità agonistica, trasformandosi in una “macchina da guerra” di precisione e freddezza. Il culmine della sua cavalcata trionfale è arrivato sulle nevi di Nove Mesto, dove Lisa ha conquistato un pesantissimo Oro Mondiale nell’Individuale, dominando i 15 km con una gestione magistrale. Ma è stata la costanza a renderla leggendaria: attraverso una rimonta furibonda nelle tappe finali della stagione, Vittozzi ha piegato la resistenza delle avversarie Tandrevold e Jeanmonnot conquistando la sua prima Coppa del Mondo generale. Alzando al cielo la Sfera di Cristallo sul podio di Canmore, Lisa non ha solo riportato il titolo in Italia dopo quattro anni, ma ha consacrato se stessa come la biatleta più completa del circuito, capace di unire una precisione chirurgica al poligono a una solidità mentale che non ha lasciato scampo a nessuno.

Un successo che poi è costato dal punto di vista fisico e mentale, tanto che la sappadina ad inizio della scorsa stagione non è riuscita a trovare il setup giusto e rincorrere una condizione per poter difendere ciò che aveva conquistato nell’annata precedente e domenica la fenice, così come ha fatto ad Hochfilzen nello stesso format, è riuscita a rimontare fino al successo, quello più pesante della sua carriera, superando al poligono la norvegese Kirkeeide.

A celebrarla c’è anche Pieralberto Carrara, argento a Nagano 1998, che con una lettera emozionante consegna a Lisa un testimone virtuale per aver aggiornato con il metallo più prezioso il medagliere Italiano di un Biathlon Azzurro che non è legato solo all’Alto Adige e ad Anterselva, ma vanta 800 iscritti distribuiti in tutto l’arco alpino e non solo. Gli azzurri di punta sono atleti con caratteristiche e personalità diverse e chiedono e meritano con ogni probabilità anche la visibilità di un emittente che possa emettere le loro gesta in chiaro, in modo tale da arricchire la fan base e, ovviamente, attirare sponsor aggiuntivi.

 

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Con la conclusione delle gare individuali ai Giochi di Milano-Cortina 2026, il firmamento del biathlon mondiale ha aggiornato i suoi registri più prestigiosi. Entrare nell’albo d’oro olimpico è un sogno per molti, ma completare la Tripla corona del biathlon, o per gli amanti del tennis, il “Grande Slam” — vincere la Coppa del Mondo generale, un oro mondiale individuale e l’oro olimpico individuale — è un’impresa riservata a pochissime elette. Prima di questa rassegna, solo nove giganti del passato (da Magdalena Neuner a Marte Olsbu Røiseland) sedevano a questo tavolo. Oggi, quel club accoglie due nuove regine: Julia Simon e la nostra Lisa Vittozzi.

La francese ha rotto gli indugi l’11 febbraio, dominando l’Individuale da 15 km e aggiungendo l’ultimo tassello a un palmarès che già vantava la Sfera di Cristallo 2023 e i titoli mondiali di Oberhof e Nove Mesto. Ma l’emozione più grande è arrivata il 15 febbraio ad Anterselva, quando Lisa Vittozzi ha riscritto la storia dello sport italiano. Con un 20/20 magistrale nell’Inseguimento, la sappadina ha chiuso il cerchio iniziato con il trionfo in Coppa del Mondo 2024 e l’oro iridato di Nove Mesto. Lisa diventa così la decima atleta della storia (e la prima italiana di sempre) a completare la triade perfetta, elevandosi a leggenda assoluta del biathlon mondiale.

Atleta Nazione Coppa del Mondo (Generale) Oro Mondiale (Individuale) Oro Olimpico (Individuale)
Kati Wilhelm 🇩🇪 GER 2005/06 Sprint (2001), Inseg., Indiv. (2009) Sprint (2002), Inseg. (2006)
Andrea Henkel 🇩🇪 GER 2006/07 Indiv. (2005), Mass Start (2007) Individuale (2002)
Magdalena Neuner 🇩🇪 GER 3 titoli (2008-2012) 6 titoli individuali Inseg., Mass Start (2010)
Tora Berger 🇳🇴 NOR 2012/13 3 titoli individuali Individuale (2010)
Darya Domracheva 🇧🇾 BLR 2014/15 Inseg. (2012), Mass Start (2013) 3 titoli individuali (2014)
Laura Dahlmeier 🇩🇪 GER 2016/17 5 titoli individuali Sprint, Inseguimento (2018)
Marte O. Røiseland 🇳🇴 NOR 2021/22 5 titoli individuali Sprint, Inseguimento (2022)
Julia Simon 🇫🇷 FRA 2022/23 Inseg. (2023), Sprint/Inseg. (2024) Individuale (Milano-Cortina 2026)
Lisa Vittozzi 🇮🇹 ITA 2023/24 Individuale (2024) Inseguimento (Milano-Cortina 2026)

Si tratta dell’élite assoluta della disciplina: atlete che hanno saputo imporsi nel grande appuntamento olimpico, confermarsi ai Mondiali e dominare un’intera stagione di Coppa del Mondo, certificando superiorità tecnica, continuità e solidità mentale. Con questo traguardo, Vittozzi non solo completa il proprio palmarès, ma si colloca stabilmente tra le più grandi di sempre del biathlon internazionale.

Per il momento, grazie Lisa…ma non è ancora finita

Foto: Pentaphoto