Lisa Vittozzi, la serenità dell’oro: “Ho ritrovato me stessa”
La chiusura di un cerchio, forse anche qualcosa di più. Per Lisa Vittozzi, l’oro olimpico non è stato soltanto un traguardo storico per il biathlon italiano, ma un passaggio interiore, quasi liberatorio. Nell’intervista rilasciata a Giorgio Capodaglio per Corriere dello Sport, l’azzurra racconta una stagione che ha il sapore della consapevolezza ritrovata.
Il momento più simbolico arriva lontano dalle piste, durante l’incontro con il Presidente della Repubblica. «È sempre un’emozione essere accolti al Quirinale – spiega – ma questa volta aveva un significato speciale. Ho percepito davvero quanto quello che ho fatto sia stato importante».
Dietro quel sorriso, però, c’è un percorso meno lineare di quanto il risultato finale possa far pensare. La serenità, parola chiave della sua stagione, è arrivata solo dopo. «Durante l’anno non è stato semplice. Ho dovuto affrontare momenti complicati, ma vincere mi ha tolto un peso. È stato come chiudere un cerchio».
Un oro che cambia la prospettiva, ma non cancella la fatica. Anzi, la rende più leggibile. Vittozzi ammette che anche un argento avrebbe avuto valore, ma con un significato diverso: «Non sarebbe stato un fallimento, ma non avrei avuto la stessa sensazione di completezza. L’oro mi ha dato qualcosa in più, dentro».
Determinante, nel suo percorso, è stato anche il sostegno dell’ambiente. Dai tecnici ai Carabinieri, fino al lavoro mentale: «Nei momenti difficili non mi hanno mai lasciata sola. Ho imparato a conoscermi meglio e a gestire le pressioni».
E proprio la pressione è stata uno degli snodi principali della sua carriera. Dopo stagioni altalenanti e aspettative pesanti, l’azzurra ha trovato un nuovo equilibrio: «Ora so quanto valgo. Questa è la mia forza. Riesco a esprimermi con più continuità e anche a divertirmi».
Lo sguardo, inevitabilmente, si sposta in avanti, ma senza ossessioni: «Le Olimpiadi sono lontane. In questo sport tutto cambia in fretta, bisogna restare concentrati sul presente».
Un traguardo è fissato però, quello di tornare a vincere la Coppa del Mondo tutt’altro che irraggiungibile, come sottolinea la stessa Lisa Vittozzi, capace di chiudere al terzo posto nonostante un calendario incompleto. Un segnale chiaro: il margine c’è, e l’Italia può tornare a giocarsi tutto. Anche perché, dopo il dominio francese — con la conquista della Sfera di Cristallo generale sia al maschile che al femminile — la squadra azzurra ha le carte per rispondere.
Accanto a Vittozzi, cresce infatti Tommaso Giacomel, talento in ascesa e figura centrale nel futuro del gruppo. Tra i due c’è sintonia, dentro e fuori dalla pista, e proprio l’azzurra non ha dubbi sul suo potenziale: «Avrà modo di rifarsi, è giovane e competitivo».
Il riferimento è alla Mass Start olimpica, un episodio ancora vivido. «Stavo guardando la gara in tv e quando si è fermato così mi sono preoccupata, ho temuto qualcosa di serio. In realtà era solo rabbia per come stava andando la gara — racconta — e in quel momento mi sono immedesimata. Ma la cosa che conta davvero è che stia bene. Per fortuna non è stato nulla di grave».
Foto: Pentaphoto

