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Johan-Olav Botn a Biathlon Azzurro: “Lavoro sui miei punti deboli per puntare alla Coppa del Mondo”

Pattina a tutta velocità sulla pista da skiroll di Passo di Lavazé, dando l’impressione di essere in grande condizione. Ma non solo, perché Johan-Olav Botn dà anche la sensazione di essersi leggermente velocizzato al tiro, dove è comunque sempre molto preciso. Il campione olimpico è reduce da una stagione 2025/26, che da una parte è stata quella della consacrazione, tra vittorie in Coppa del Mondo e oro olimpico nell’individuale, ma dall’altra è stata anche la più brutta, con la scomparsa del compagno di squadra e amico, Sivert Bakken, mentre i due stavano soggiornando proprio a Passo di Lavazè, per passare un periodo di quota durante il Natale. Ovviamente, ben meno importante di fronte a quanto accaduto, Botn ha avuto anche la sfortuna di essersi ammalato, dovendo così saltare due tappe di Coppa del Mondo, perdendo punti e condizione fisica.

Quello visto nelle prime tre tappe della passata stagione è però un atleta altamente competitivo, forse l’uomo da battere in Coppa del Mondo, con un grande ritmo sugli sci e un tiro ben diverso rispetto all’atleta che aveva fatto capolino nel massimo circuito internazionale nel 2023/24. Un tiro preciso, seppur un po’ lento, quindi da migliorare se vuole imporsi con continuità su atleti capaci di tenergli testa sugli sci, come Perrot e Giacomel nei periodi di forma, che sono però molto più veloci al tiro.

Biathlon Azzurro lo ha incontrato al termine di un allenamento, prima che rientrasse all’interno del Dolomiti Apart & Rooms, sede del raduno norvegese. Dopo aver fatto il punto della situazione sul raduno in corso, il ventisettenne ha risposto a Simon Fourcade, che ha pronosticato un duello tra lui e Perrot per la classifica generale. «Penso ci siano molti atleti che vogliono competere per quell’obiettivo – ha detto – per esempio ognuno all’interno della nazionale norvegese. Ma se inizio come ho fatto lo scorso anno, riuscendo ad avere una stagione normale senza ammalarmi ed altre cose che sono accadute, penso che sarò almeno in competizione per vincerlo. Questa estate mi sto concentrando sui miei punti deboli, tanto che mi sto allenando di più sulla forza e negli scatti, ma soprattutto sto cercando di sparare più velocemente. Voglio essere un atleta competitivo in tutti gli aspetti del biathlon, anziché essere un atleta che scia veloce e spara lento».

Botn ha vissuto tre mesi che sono stati un condensato di emozioni contrastanti, difficili da gestire ed elaborare, come la tragedia accaduta a Sivert Bakken. Su questo argomento, il ventisettenne norvegese è stato molto aperto e sincero, ammettendo tutte le difficoltà che sta provando ancora oggi: «Ripensandoci ora, penso che allora fossi in uno stato di shock. Si, ero triste, ma non mi era possibile riuscire ad elaborare il tutto quello che era successo. Finita la stagione, tutte quelle emozioni sono venute fuori. Credo che sto ancora cercando di elaborare quanto è accaduto, ci sono delle giornate positive ed altre meno. È un processo che ancora non ho concluso e su cui dovrò lavorare a lungo».

L’intervista completa qui sotto.