Johannes Dale nell’intervista a Biathlon Azzurro: “È stato un lungo viaggio dall’IBU Cup all’oro olimpico”
Ci sono campioni che sono ancor prima delle belle persone, per i quali è impossibile non provare simpatia ed essere anche felici quando ottengono risultati positivi. Johannes Dale è uno di questi. Sorridente e disponibile, il campione norvegese è proprio quell’esempio di biathlon family che nell’IBU è molto più di uno slogan.
Diventato papà nel settembre di un anno fa, il vemtinovenne ha vissuto una stagione splendida, partita dall’IBU Cup e conclusasi con il fantastico oro olimpico vinto nella mass start di Anterselva. Un risultato arrivato in un giorno difficile per gli appassionati italiani, in quanto Giacomel era stato costretto al ritiro per un aritmia, quando era in testa alla gara.
Nel giorno più bello, davanti al trionfo che vale una carriera, Dale allora pensò proprio a Giacomel, chiedendo subito ai media presenti aggiornamenti sulle condizioni dell’azzurro, per poi scrivergli. Un gesto bello, per nulla scontato, sul quale è stato inevitabile tornare in occasione dell’intervista che Biathlon Azzurro gli ha fatto nel corso del raduno a Passo di Lavazè.
«Quel giorno gli ho scritto perché mi ero reso conto subito che gli era successo qualcosa – ha detto il campione olimpico – e dopo aver saputo cosa era successo, mi ero preoccupato, perché non sono certo belle situazioni. Per me era importante, perché siamo umani e ci prendiamo cura l’uno dell’altro. Soprattutto con Tommaso abbiamo un rapporto molto buono. Per me è importante nello sport prendersi cura l’uno dell’altro, che non contino solo i risultati, ma ci sia soprattutto amicizia, rispetto. Per tutti questi motivi sentivo fosse importante scrivergli subito, volevo sapere come si sentisse».
Dale ha parlato della sua stagione: «È stato un lungo viaggio dall’IBU Cup all’oro olimpico. La mia stagione è stata molto positiva. Ho avuto un inizio molto difficile, poi dall’IBU Cup in poi ho fatto solo buone gare. È stato un anno incredibile, nel quale sono diventato padre e arrivato fino all’oro olimpico».
Il norvegese guarda anche avanti, perché gli obiettivi sono sempre molti. Allontanarsi da casa sta diventando però sempre più difficile: «Mi concentro stagione per stagione, ma pensando comunque a lungo termine, perché sento di avere ancora tanto da dare nel biathlon. Insomma se guardo al ciclo olimpico, penso che farò questi quattro anni. Certo, penso che quando in futuro mio figlio inizierà a crescere e capire di più quando vado via, allora sarà più difficile lasciare casa. Diciamo che viaggiare era più facile prima di diventare papà. Ma anche questo fa parte del gioco, bisogna farlo e stare con il gruppo se si vuole essere competitivi».
Guarda l’intervista video completa su Biathlon Azzurro, attivando anche l’apposito tasto per i sottotitoli.

