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Jonne Kähkönen: “Ripartiti dalle basi per costruire una squadra più solida e costante”

Abbiamo contattato l’allenatore finlandese Jonne Kähkonen, coach del tiro della squadra italiana di biathlon femminile (fatta eccezione per Dorothea Wierer, seguita da Fabio Cianciana), per fare il punto sulle azzurre che hanno svolto la preparazione coordinate dall’allenatore finlandese e da Mirco Romanin. Abbiamo discusso della sua filosofia di allenamento con la nazionale italiana di biathlon, sottolineando l’equilibrio tra intensità di allenamento, recupero e salute mentale. Sottolinea l’importanza di adattare i programmi di allenamento alle esigenze individuali, promuovendo al contempo il lavoro di squadra.

Kähkönen riflette su un momento chiave della recente stagione di allenamento, il ritiro sulla neve anticipato a Vuokatti e della rifinitura a Martello, delineando i suoi piani per la futura preparazione olimpica.

Kahkonen buongiorno, innanzitutto parto dalla composizione del suo gruppo di lavoro: senza Lisa Vittozzi che ha avuto un programma individuale personalizzato, sono cinque le ragazze con le quali ha svolto la preparazione.

“Secondo me è andata bene, la prima cosa. Direi che senza Lisa forse il gruppo è stato un po’ più omogeneo, con cinque ragazze con caratteristiche simili. Penso che sia stata una bella sfida. Hanno lavorato bene insieme, tutte le ragazze, in particolare nell’ultimo periodo sulla neve, dove abbiamo fatto dei test, a Vuokatti e a Martello”.

Su cosa vi siete concentrati nell’avvicinamento in vista dell’esordio stagionale di Coppa del Mondo a Oestersund?? 

“Se valutiamo tutta la preparazione ci siamo concentrati forse un po’ più sul volume in generale, soprattutto per l’allenamento fisico. Abbiamo lavorato per lo più sulla base; coordinandomi con Mirco abbiamo poi valutato i momenti in cui si può alzare il livello dell’allenamento verso la soglia e il ritmo gara, che è quello che si usa per le gare. Secondo me la linea è più o meno uguale sia per l’allenamento fisico e per il tiro. Per il tiro, come ho detto subito dai primi confronti con le ragazze nel mese di maggio, siamo ripartiti dalle basi. Perché anche coloro che sparano bene possono migliorare grazie al miglioramento sui piccoli dettagli che si possono apportare.

Abbiamo lavorato in blocchi, come normalmente avviene in Coppa del Mondo, di tre settimane per il carico e poi una settimana di recupero. In questo modo è più facile mettere tutti gli elementi che servono per affrontare la stagione”.

Michela Carrara lo scorso anno si è rivelata la sorpresa nella squadra azzurra per l’exploit di Lenzerheide. Cosa le manca per fare questo step anche in Coppa del Mondo?

“Sì, di sicuro l’anno scorso quando ha fatto il quinto posto al mondiale è arrivata di conseguenza anche un po’ la fiducia e la consapevolezza dei suoi mezzi. Spero che quest’anno anche lei sia più costante al tiro. Ma abbiamo già visto l’anno scorso che lei ha le capacità per sparare meglio di come normalmente fa in Coppa del Mondo. Mi aspettavo che sarebbe potuta arrivare una prestazione da top dieci e adesso è arrivata e deve essere un altro punto di partenza, perchè può ripetersi con costanza”.

Samuela Comola è tra le atlete con più esperienza in campo internazionale del gruppo femminile e lo scorso anno ha sofferto di problemi fisici che ne hanno limitato le prestazioni durante la stagione

“Con Samuela abbiamo parlato molto durante la preparazione, in particolare a Martello: lei sa che deve concentrarsi sul lavoro per poter far rendere al meglio le sue doti. Lei è una tiratrice che pretende tanto da se stessa, ma qualche volta in gara pensa un po’ troppo e così di conseguenza i risultati non arrivano. Stiamo lavorando su questi aspetti e spero anche per lei che possa rendere come fa di solito in allenamento. 

Durante l’estate hanno destato una buona impressione Hannah Auchentaller e Rebecca Passler, da loro ci si aspetta quel salto di qualità che per motivi fisici o di salute è mancato lo scorso anno: le premesse sono buone, saranno all’altezza?

“Mi aspetto che alzino il livello, perché ho visto che sia Hannah che Rebecca hanno lavorato bene come le altre. Auchentaller oggi ha un livello e uno status che non aveva l’anno scorso, penso che sia anche normale per un atleta giovane avere questi sbalzi nel rendimento. Nella speranza che vada tutto liscio dal punto di vista della salute, direi che possiamo continuare da dove abbiamo lasciato l’anno scorso. Passler ha svolto un’ottima preparazione sia in estate che in autunno, sfortunatamente non abbiamo posto per tutte le ragazze ma è anche un bene che possano trovare la condizione disputando gare nel circuito di Ibu Cup”.

Partirà al pari della sorella Beatrice dal circuito cadetto anche Martina Trabucchi. La valdostana è l’azzurra che è più cresciuta sotto la sua gestione in particolare nel tiro in piedi, avrà spazio anche nel circuito in questa stagione?

“Per le ragazze più giovani secondo me è importante poter fare gare, perchè se hanno un bel livello anche in IBU Cup possono fare mettere in difficoltà le scelte dello staff tecnico e spingere per alzare il livello anche Coppa del Mondo”. 

Foto: Federico Angiolini