Coppa del Mondo, Östersund 2025: le dichiarazioni degli azzurri dopo il sesto posto
Dopo l’entusiasmo per il podio della staffetta femminile, l’Italia maschile sperava di replicare il risultato nella gara di Östersund. Per buona parte della prova gli azzurri sono rimasti nel gruppo di testa, mostrando solidità sugli sci e precisione al tiro. Ma alcune incertezze nel momento decisivo da parte di Didier Bionaz nelle serie in piedi hanno compromesso una gara che sembrava indirizzata verso un piazzamento in zona podio.
Al traguardo resta l’amaro in bocca per un’occasione sfumata, ma anche la consapevolezza che il potenziale per competere ai massimi livelli c’è.
Patrick Braunhofer:
“Io sono contentissimo, già a Geilo avevo buone sensazioni, oggi le ho ripetute e sono abbastanza contento di quello che ho fatto. Temevo di soffrire il ritmo nel primo giro, invece ho finito tenuto e ho finito bene, non al top, però sono soddisfatto. Ho ritrovato la grinta, che ogni giro lotto fino alla fine, ho trovato quella cattiveria in me e sono contento di com’è andata.
Ero d’accordo con Fabio Cianciana che se ci fosse stato vento di andare in prima piazzola, così avrei avuto almeno uno o due atleti che mi coprivano un po’ da dietro, ma alla fine non ha inciso. Tremavo tanto in piedi, il primo l’ho mollato abbastanza veloce però dopo è arrivata una follata di vento. Ho combattuto con gli ultimi quattro colpi e con la riserva l’ho chiuso, alla fine è andata bene. Una prestazione che mi da tanta fiducia in me stesso perchè non ho mai cominciato così bene come oggi, spero che per le prossime vada avanti così“.
Lukas Hofer:
“Adesso che ho rotto il ghiaccio, sono abbastanza contento per com’è andata perché non sapevo di preciso dove ero rispetto agli altri a livello di condizione perché a Idre ho avuto la sorpresa di non poter gareggiare con il mio materiale, per cui oggi era importante riuscire a fare una prestazione che mi conforta. Peccato qualche errore commesso a terra, devo parlare con Fabio adesso su dove sono andati perché ero molto stabile e sicuro anche negli ultimi giorni, però direi alla fine ho chiuso subito con le prime ricariche che erano importanti.
Le sensazione sugli sci erano buone, adesso non so ancora come era il ritmo ma sicuramente il primo giro mi avevano detto che stavo guadagnando sul primo e stavo anche aumentando i distacchi su quelli dietro, mi sentivo bene perché riuscivo anche ad ascoltare bene gli allenatori: nel secondo giro ho provato a risparmiare energie e poi nell’ultimo giro, ho cercato di dar tutto. Sapevo che dietro c’era subito Fillon Maillet.
Spero di essere al top a febbraio, quello è l’appuntamento clou di quest’anno per cui al momento ci vorrà un po’ per entrare nel ritmo, però sono convinto che l’allenamento è stato fatto, è stato svolto come volevamo per cui dobbiamo solo crederci e poi aspettare quello che verrà. L’età avanza ma mi diverto ogni volta che posso, è importante rimettere un pettorale con il quale posso mettermi alla prova soprattutto contro i migliori al mondo per cui essere qua adesso anche con tutto il pubblico e uno stadio pieno oggi era molto emozionante e non vedo l’ora di continuare questa stagione.
Il podio delle ragazze ha dato fiducia, ha fatto vedere il lavoro che è stato svolto si è visto proprio il gruppo che c’era dietro di questo risultato ha dato una bella spinta anche a noi, infatti eravamo motivati al 100% direi la gara non è finita perché può succedere di tutto”.
Tommaso Giacomel:
“La gara inizialmente si era messa bene, poi purtroppo ha girato male, quindi mi sono trovato dietro e ho cercato di fare un buon allenamento sia per domani che per l’individuale di mercoledì. E’ stata una giornata difficile? No, Brauni è stato veramente bravo, andava e veniva, bisognava stare un po’ attenti. Cosa direi a Dido oggi? Non lo so, è difficile perché fare tre giri così è molto brutto.
Vorrei dire che so quello che prova, ma non posso perché ho girato tante volte, anche io nella mia vita, girerò ancora, ci mancherebbe, succederà ancora anche a me. E’ una situazione veramente difficile perché va avanti purtroppo per lui da moltissimo tempo e questa cosa mi fa stare male. E’ bruttissimo essere il suo compagno di camera, il suo miglior amico e vederlo far così male mi fa stare male.
Abbastanza bene sugli sci, sono stato da solo quasi tutta la gara e non ho avuto un metro di paragone concreto. Sono andato un po’ forte al primo giro per sentire come andava, poi sono andato un po’ tranquillo.
Ho visto bene le ragazze, domani la gara sarà una gara divertente. E’ chiaro che la mista è veramente imprevedibile perché quasi ogni nazione ha due ragazzi molto forti e anche due ragazze. Quindi bisogna sempre stare lì davanti e farsi trovare pronti sempre.“
Nonostante l’amarezza, la staffetta maschile azzurra esce da Östersund con diversi segnali positivi. Le prime frazioni hanno dimostrato competitività e presenza nel gruppo dei migliori, e la preparazione sembra aver dato risposte incoraggianti.
Ora la parola d’ordine è ripartire, già da domani nelle staffette miste.
Foto: Gioele Natoli
Redazione: Giovanni Molinari, Nicolò Persico

