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Coppa del Mondo, Östersund 2025: le dichiarazioni delle azzurre dopo il secondo posto nella staffetta femminile

L’Italia del biathlon apre la stagione con un risultato di grande prestigio: il secondo posto nella staffetta femminile di Östersund alle spalle della corazzata francese. Una prova solida, costruita con attenzione al poligono e determinazione sugli sci, che conferma la crescita del gruppo e la sua competitività ai massimi livelli.

Al termine della gara, le azzurre non hanno nascosto la soddisfazione per un podio che vale come un segnale forte in vista del prosieguo della Coppa del Mondo.

Dorothea Wierer

“Sono abbastanza contenta e ovviamente avevo un po’ di paura, perché gli ultimi due giorni veramente mi sentivo un po’ senza forze. Non avevo le stesse sensazioni che avevo a Geilo nei test in Norvegia, quindi ho cercato di concentrarmi solo su quello che facevo in allenamento. A terra ho fatto un po’ di fatica perché c’era un po’ di vento, ero un po’ in dubbio se usare le tacche. Invece in piedi devo dire che ho lavorato molto bene, ma devo ancora confrontarmi con i miei allenatori e vediamo cosa dicono. Secondo me avevamo ottimi sci quindi ovviamente arrivi magari un po’ meno affaticata al poligono, gli skimen hanno fatto un ottimo lavoro.

Vediamo domani, c’è subito un altra staffetta e poi prossima settimana inizia le gare individuali, è importante iniziare con le gare a squadre per non avere subito l’impatto con la 15 km. Poi le condizioni non sono così semplici perché la neve è abbastanza molle, per cui è importante rompere il ghiaccio nelle staffette”.

Michela Carrara

“Diciamo che mi sentivo bene in pista, anche molto bene direi. Sul tiro a terra volevo andare abbastanza convinta, forse li ho mollati un po’ troppo veloce, non so dove sono andati ma vedremo. Quindi in realtà per me la sensazione non era male, non è stato un gran risultato, ma le basi ci sono per fare meglio ed è buon punto di partenza. Diciamo che la staffetta è sempre un po’ particolare, quindi bello, c’è più pubblico del solito mi sembra qua, quindi bene, ha smesso anche di piovere se non ci sia il sole. Il primo podio in Coppa del Mondo è sicuramente una sensazione nuova, mi fa strano, però sono molto contenta di questo. Forse da un po’ di anni lo cercavamo, lo aspettavamo, quindi sono davvero contenta per me e per tutta la squadra“.

Lisa Vittozzi

“Mi sono goduta la gara e sono felicissima di ricominciare in questo modo, alla prima gara dopo uno stop così lungo. Non mi aspettavo di essere così veloce. Io cerco sempre di dare il massimo, mi sentivo molto bene sul tracciato. Il primo giro è stato forse un po’ veloce per me, perché volevo andare a riprendere le altre davanti, nel secondo ho controllato maggiormente le energie perché sapevo che Braisaz Bouchet è molto veloce nell’ultimo giro e sarebbe potuta risalire”.

Hannah Auchentaller

“Sicuramente non è stata una gara semplice, quando mi hanno detto che mi davano la fiducia per fare la quarta, subito l’ho presa un po’ così perché essendo una frazione nuova comunque devi un attimo entrare nel mood, però visto che gli allenatori e lo staff erano fiduciosi, mi sono detta che se mi fossi concentrata sul mio lavoro era fattibile un bel risultato.

Sono partita un po’ tesa, infatti il primo a terra mi è scappato, ho provato subito a resettare, rientrare in gara e penso che mi sia riuscito abbastanza bene. Devo dire che sono partita un po’ controllata perché il giro da due km tende ad essere un giro che sottovaluti, quindi mi sono detta di lasciare fare il lavoro alle altre visto che eravamo lì, provo a entrare un attimo in gara a fare il mio e poi andando aumentando.

Il pensiero che mi è passato per la testa nella serie in piedi è quello di andare all’attacco, non stare in difensiva perché tendi a sbagliare, a fare errori, so cosa posso fare, quindi ero abbastanza fiduciosa quando mi sono messa in piazzola e è andata bene. 

L’ultimo giro ho visto che Jeanmonnot era lì davanti ci ho provato, sono riuscita a tenerla a una buona distanza fino all’intertempo, poi dopo quando si accorta che stavo rimontando ha accellerato e insomma è andata come è andata, però ci ho provato e penso che possiamo essere più che contente di questo risultato, però è solo l’inizio e da qui si parte.

Iniziare così significa tanto perché ridà indietro tanto non solo a noi atleti ma anche a tutto lo staff, agli allenatori, allenatori di tiro, parte tecnica, ski men, fisio, dottori, ha un piccolo ringraziamento per il lavoro svolto, ti dà fiducia per quello che sta per arrivare, insomma siamo super contenti di partire così e infine ci darei anche a ringraziare non solo lo staff della squadra ma anche lo staff del Centro Sportivo Carabinieri.

Una dedica, l’anno scorso quando è mancata mia nonna mi sono giurata che avrei fatto di tutto per essere ad Anterselva, spero di continuare così e spero di renderla fiera“.

Foto: Gioele Natoli

Redazione: Giovanni Molinari e Nicolò Persico