Tommaso Giacomel, un’esultanza “alla Conca”: quando il biathlon incontra lo spirito di Solowattaggio
Tommaso Giacomel sta aggiungendo nuovi tasselli alla propria identità sportiva. Non solo risultati in crescita e una crescente autorevolezza nel circuito internazionale, ma anche un modo di stare in gara che inizia a definire un marchio personale. L’ultima perla è arrivata con l’esultanza al termine della gara di oggi vinta ad Hochfilzen e già mostrata a Ostersund, un gesto esplosivo e istintivo che ha immediatamente richiamato alla memoria la vittoria al campionato italiano di Filippo Conca, ciclista ed ex atleta Solowattaggio, ora passato alla tra i professionisti con la Jayco Alula, una figura ormai iconica nel mondo dell’allenamento di potenza.
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Non è quindi un riferimento al calcio, ne per quanto riguarda Giampaolo Pazzini e tantomeno Paulo Dybala. Nel ciclismo “alternativo” di Solowattaggio (SWATT), Conca è diventato negli anni un simbolo: grinta fuori scala, linguaggio diretto, prestazioni da “full gas” e un repertorio di esultanze che più volte hanno travalicato la disciplina per diventare espressione culturale del mondo endurance. È un’atmosfera fatta di watt, sudore, carattere e attitudine. Ed è esattamente questa impronta che Giacomel ha evocato con il suo gesto.
In un biathlon sempre più mediatico, dove la personalità degli atleti diventa parte del racconto sportivo, Giacomel ha portato sul campo una scintilla di quella energia: una celebrazione che comunica identità, carisma e capacità di coinvolgere il pubblico anche oltre il mero risultato.
Sul piano tecnico, l’azzurro sta dimostrando consolidamento sia al tiro sia sugli sci. Ma ciò che oggi ha fatto parlare è stato qualcosa di più: un gesto che unisce mondi contigui, quello del biathlon e quello del ciclismo. Due discipline diverse, ma unite dalla stessa matrice competitiva e dal valore assoluto della prestazione.
E mentre Solowattaggio continua a influenzare il modo in cui gli appassionati percepiscono non solo il ciclismo ma la fatica e la performance, il biathlon azzurro trova in Giacomel un volto giovane capace di intercettare questo linguaggio contemporaneo. Un ponte naturale tra due mondi che oggi, anche solo per un istante, si sono toccati.
Occhio perchè quelli sono gli occhi della tigre, gli avversari sono avvertiti…perchè i sigari sono stati appena accesi
Foto: Federico Angiolini

