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Sochi 2014: Il risveglio del biathlon azzurro e l’Olimpo dei Giganti

Il complesso “Laura” di Sochi rimarrà per sempre scolpito nella memoria del biathlon azzurro. Non solo per la bellezza dei tracciati russi, ma perché i XXII Giochi Olimpici Invernali hanno segnato il ritorno dell’Italia sul podio a cinque cerchi dopo 16 anni di digiuno, consacrando una generazione di talenti che avrebbe poi cambiato la storia di questo sport in Italia.

La consacrazione: Un Bronzo che vale Oro

Il 19 febbraio 2014 è la data che ha riscritto la geografia del biathlon azzurro. Al debutto assoluto nel programma olimpico, la Staffetta Mista regala all’Italia una medaglia di bronzo epica. Il quartetto composto da Dorothea Wierer, Karin Oberhofer, Dominik Windisch e Lukas Hofer mette in scena una prova di carattere monumentale.

Dorothea lancia la squadra con una frazione solida, Karin Oberhofer conferma la sua forma strepitosa (già quarta nella Sprint) mantenendo l’Italia nel vivo della gara. Dominik Windisch trema al tiro ma si salva con le ricariche, lasciando a Lukas Hofer il compito di chiudere l’opera. “Luki” è una macchina: glaciale al poligono e fulmineo sugli sci, difende il podio dall’assalto della Germania e regala all’Italia il settimo sigillo di quella spedizione. Davanti a noi solo i giganti di Norvegia e Repubblica Ceca.

Karin Oberhofer: L’Olimpiade della vita

Se la staffetta è stata il coronamento, le gare individuali hanno mostrato una Karin Oberhofer in stato di grazia. L’altoatesina sfiora il podio nella Sprint 7.5 km, chiudendo al 4° posto a soli 6 secondi dal bronzo di Vita Semerenko. Una prestazione che, unita al 8° posto nell’inseguimento, ha dimostrato come l’Italia femminile fosse ormai stabilmente nell’élite mondiale.

I giganti internazionali: Domracheva è “leggenDarya”

Mentre l’Italia festeggiava il ritorno al vertice, il mondo celebrava la dominatrice assoluta: Darya Domracheva. La bielorussa ha letteralmente “asfaltato” la concorrenza vincendo tre ori (Inseguimento, Individuale e Mass Start), un’impresa senza precedenti per una biatleta in una singola edizione.

In campo maschile, il testimone è passato tra passato e presente:

  • Ole Einar Bjørndalen: Il “Re” ha scelto la Sprint di Sochi per la sua ultima recita da solista d’oro, vincendo a 40 anni e eguagliando il record di medaglie di Bjørn Dæhlie.

  • Martin Fourcade: Il cannibale francese ha iniziato la sua leggenda olimpica conquistando l’oro nell’Inseguimento e nell’Individuale, marchiando a fuoco il Laura Center con la sua classe cristallina.

Il riassunto delle gare: Sochi 2014

Gara Podio (Oro-Argento-Bronzo) Miglior Azzurro/a Altri piazzamenti azzurri
Sprint M Bjørndalen (NOR) – Landertinger (AUT) – Soukup (CZE) D. Windisch (11°) L. Hofer (12°), C. De Lorenzi (47°), M. Windisch (81°)
Sprint F Kuzmina (SVK) – Vilukhina (RUS)* – V. Semerenko (UKR) K. Oberhofer (4ª) D. Wierer (6ª), M. Ponza (38ª), N. Gontier (54ª)
Inseguimento M M. Fourcade (FRA) – Moravec (CZE) – Béatrix (FRA) L. Hofer (17°) D. Windisch (25°), C. De Lorenzi (42°)
Inseguimento F Domracheva (BLR) – Berger (NOR) – Gregorin (SLO) K. Oberhofer (8ª) D. Wierer (17ª), M. Ponza (48ª), N. Gontier (LAP)
Individuale M M. Fourcade (FRA) – Lesser (GER) – Garanichev (RUS) L. Hofer (14°) C. De Lorenzi (31°), D. Windisch (65°), M. Windisch (71°)
Individuale F Domracheva (BLR) – Gasparin (SUI) – Skardino (BLR) K. Oberhofer (14ª) D. Wierer (16ª), M. Ponza (39ª), A. Runggaldier (72ª)
Mass Start M Svendsen (NOR) – M. Fourcade (FRA) – Moravec (CZE) D. Windisch (25°) L. Hofer (DNF)
Mass Start F Domracheva (BLR) – Koukalová (CZE) – Eckhoff (NOR) K. Oberhofer (13ª) D. Wierer (25ª)
Staffetta Mista Norvegia – Rep. Ceca – ITALIA BRONZO (3°) Wierer, Oberhofer, M. Windisch, Hofer
Staffetta F Ucraina – Norvegia – Rep. Ceca 6ª Wierer, Gontier, Ponza, Oberhofer
Staffetta M Russia* – Germania – Austria 5ª De Lorenzi, Windisch D., Windisch M., Hofer

*Risultato poi oggetto di revisioni per vicende legate al doping.

Sochi non è stata solo un’Olimpiade di record, ma il trampolino di lancio per quella che oggi chiamiamo la nuova era del biathlon azzurro. Da quelle nevi russe (e dai Mondiali di Nove Mesto) è partita la rincorsa che ci sta portando, dodici anni dopo, verso il sogno di Milano-Cortina 2026.

Foto: © Simone Ferraro / GMT