Giacomel protagonista al Festival dello Sport assieme ai fondisti azzurri bronzo ai Giochi: “Mi trovo in una situazione nuova”
Sci nordico protagonista questa mattina al Festival dello Sport di Trento. Al Palazzo della Regione si è svolto l’evento “Sogni Olimpici”, che ha visto protagonisti il campione del biathlon azzurro, Tommaso Giacomel, argento nella staffetta mista a Milano Cortina 2026, e il quartetto azzurro della staffetta maschile di sci di fondo che ha riportato sul podio olimpico l’Italia dopo 20 anni.
Presentati dal giornalista della Gazzetta dello Sport, Pierfrancesco Archetti, sono saliti sul palco, assieme al biatleta della nazionale azzurra, anche i fondisti Federico Pellegrino, che si è ritirato al termine della passata stagione, Davide Graz, Elia Barp e Martino Carollo.
Olimpiadi dalle emozioni contrastanti per Giacomel, come l’azzurro delle Fiamme Gialle ha ricordato: «È stato bello vincere la medaglia di squadra, ma da una parte è stato un po’ un peccato per come l’ho vissuta io, perché non potevo lasciarmi troppo andare e dosare le energie, avendo ben sei gare. Ma sono orgoglioso, perché è stata anche la prima medaglia olimpica per la Valle del Primiero. Dov’è la medaglia? Su una mensola a casa, ma non la guardo mai».
“WIERER È STATA L’ATLETA PIÙ IMPORTANTE NELLA STORIA DEL NOSTRO BIATHLON”
A Giacomel è stato poi chiesto di parlare di Dorothea Wierer, con la quale ha un rapporto sincero: «Andiamo d’accordo, nonostante due caratteri non semplici, che ci portano a scontrarci parecchio. Siamo buoni amici. Lei dice che devo ridere di più? Lei ride fin troppo, io rido meno, ma sono così, è il mio modo di essere. Doro, con i suoi pregi e i suoi difetti, è stata senza dubbio la persona più importante in assoluto nel biathlon italiano, senza di lei la non immagine del nostro biathlon sarebbe diversa. Inoltre, Doro ha fatto tantissimo per me. Quando io e Dido (Bionaz) siamo entrati in squadra, si è subito presa cura di noi. Le siamo molto riconoscenti a per quanto insegnato».

Sogni olimpici
Nella foto: Martino Carollo; Davide Graz; Elia Barp; Federico Pellegrino; Tommaso Giacomel; Pierfrancesco Archetti
Foto credit: Daniele Paternoster
PAROLA AI FONDISTI.
Tra i fondisti, il primo a prendere la parola è stato Pellegrino. Il campione valdostano ha ricordato del suo intervento di un anno fa, quando sempre nella stessa sala era stato protagonista assieme a Klaebo. Allora disse che il suo grande obiettivo prima di chiudere la carriera era la medaglia olimpica in staffetta. È arrivata. «Mi mancava vivere un’emozione di squadra alle Olimpiadi. Dopo Pechino era il mio grande obiettivo. All’inizio non tutti credevano fosse possibile, ma tutti assieme siamo cresciuti e il giorno prima della gara ero certo che ce l’avremmo fatta, perché eravamp tutto pronti fisicamente e mentalmente».
Graz ha aggiunto: «L’obiettivo dell’ultimo quadriennio era l’Olimpiade casalinga. Le aspettative erano alte ed è stata una grande soddisfazione raggiungere questo traguardo».
Martino Carollo ha parlato di quanto sia stato importante questo risultato anche in ottica futura: «Per me è stata la prima gara vissuta da protagonista. Mi ha cambiato, dandomi consapevolezza. Mi ha fatto capire come si vive e si corre una gara quando si gareggia per ottenere un grande risultato».
Quindi Barp, che con Pellegrino ha vinto anche la medaglia di bronzo nella team sprint: «È stata un’emozione indescrivibile. Qualcosa di pazzesco. Alla vigilia sapevamo di potercela fare e ora speriamo di riuscirci ancora anche senza Chicco. Alla fine siamo noi tre, ne basta un altro».
PELLEGRINO ELOGIA IL BIATHLON.
Si è poi parlato del rapporto tra biathlon e sci di fondo, con Pellegrino che ha speso belle parole per la disciplina: «Mi piace il sistema biathlon, sono riusciti ad andare incontro alle esigenze anche di spettacolo, su alcuni aspetti che la FIS non è riuscita a fare in toto con tutte le discipline. Nel biathlon, hanno strutturato il calendario in una maniera tale da investire su delle località che ospitano tappe che si ripetono nel tempo. Inoltre hanno organizzato i format di gara in maniera tale da avere i big sempre in pista. Poi c’è il fattore suspence che è bello».
Nel corso dell’incontro, Martino Carollo ha raccontato di aver anche gareggiato nel biathlon: «Ho provato il biathlon, ma ho poi scelto lo sci di fondo. So che tanti giovanissimi sono innamorati del biathlon, perché la componente del biathlon è spettacolare. Lo Sci Club Alpi Marittime mi ha dato questa possibilità, ma poi sono rimasto sul fondo, perché mi piace avere tutto sotto controllo. Mio fratello Michele ha però scelto il biathlon».
DAVIDE GRAZ RICORDA ELISEO SARTOR.
Belle le parole di Davide Graz, che insieme a Lisa Vittozzi nel biathlon, prosegue la grande tradizione di Sappada: «Da noi c’è una grande passione per gli sci stretti e c’è una grandissima cultura per questo sport, che è stata avviata da Eliseo Sartor, venuto a mancare poco fa. Dobbiamo ringraziare a lui, che si è impegnato tanto affinché diventasse lo sport madre a Sappada. Penso che questa tradizione stia ora proseguendo».
GIACOMEL: “NON PENSO DI LOTTARE PER LA GENERALE”
In chiusura si è parlato di obiettivi. Giacomel è quindi tornato sulla sua situazione fisica: «Dopo quanto successo alle Olimpiadi e l’intervento, il corpo era ripartito anche molto bene. Poi a giugno ho avuto questa caduta in mountain bike e mi sono lussato la spalla sinistra, un problema serio e invasivo. Mi girano le scatole, sono stufo di questo anno dall’inizio alla fine. Ritirarsi ai Giochi da primo è una sensazione orribile. Inevitabilmente, sono ancora un po’ indietro fisicamente, ma mancano ancora sette settimane e spero di tirarmi su. Sarà difficile lottare per la generale, mi trovo in una situazione per me nuova, perché in questo periodo andavo sempre forte. Ora non è così, sono un po’ indietro. Vedremo come si metterà, magari a novembre volo».
