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Giacomel e Pellegrino commentano la scelta di Jacquelin di puntare un anno sul ciclismo

In occasione del loro intervento al Festival dello Sport di Trento, evento organizzato da La Gazzetta dello Sport, Tommaso Giacomel e Federico Pellegrino hanno commentato la scelta di Emilien Jacquelin, di gareggiare nel ciclismo, saltando anche la prossima stagione del biathlon.

 

«Io ed Emilien siamo dei buoni amici – ha detto Giacomel – ci sentiamo spesso. È un ragazzo che ha una personalità particolare. Ha intrapreso questo percorso con Decathlon e da quanto ho sentito, ha trovato un contratto anche per il prossimo anno. Lui ha sempre avuto questa malattia per il ciclismo che definirei incurabile (ride, ndr), tanto che prima delle Olimpiadi si è fatto anche dare l’orecchino di Pantani dalla famiglia».

 

L’azzurro non farebbe la stessa scelta. O meglio, non sceglierebbe il ciclismo. «Non farei mai il suo percorso, non nel ciclismo. Se dovessi fare un altro sport? Pilota di Formula 1 (ride, ndr)».

 

Pellegrino ha aggiunto: «È ammirevole l’impegno di Jacquelin in questa avventura. Avrei scommesso che da settembre sarebbe tornato nel biathlon, invece ha deciso di dedicarsi al ciclismo un altro anno. Tornerà, perché le Olimpiadi 2030 fanno gola e lui avrà comunque il tempo di recuperare al meglio in vista dei Giochi di casa».

 

Anche gli altri fondisti della staffetta azzurra hanno commentato la scelta di Jacquelin. Elia Barp: «Mi piacerebbe farlo. Fino ai sedici anni ho praticato anche ciclismo, ma poi ho scelto il fondo. Il ciclismo è sempre nel mio cuore, guardo tutte le gare. Diciamo che per tornare a farlo dovrei perdere almeno venti chili».  

 

Davide Graz sceglierebbe un altro sport: «Mi piace tanto il ciclismo, ma da guardare in tv, perché mi accorgo che a praticarlo non è il mio sport. Ho preso delle belle crisi. Non riuscirei a imitare Jacquelin. Se dovessi cambiare sport, sceglierei la corsa in montagna».

 

Martino Carollo si darebbe invece al ghiaccio: «Prima di praticare fondo facevo proprio ciclismo. Diciamo che non tornerei indietro e soprattutto non credo che cambierei sport perché ho obiettivi che voglio ottenere nello sci di fondo. Ma se tra qualche anno dovessi cambiare, mi piace tanto il pattinaggio su ghiaccio che mi ricorda alla fine lo skating. Certo, in Italia avrei una bella concorrenza».