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Oestersund

Biathlon azzurro, il punto della situazione dopo la prima settimana di gare

L’arbitro ha fischiato l’inizio della partita e per i colori azzurri un avvio migliore di questo era difficile da immaginare. I nostri ragazzi sono stati autori di prove superlative, che hanno già fatto emozionare tutti gli appassionati in una stagione importante come quella delle Olimpiadi di Milano-Cortina.

Saltano subito all’occhio le differenze rispetto alla precedente stagione, orfana di Vittozzi: in Coppa del Mondo, sono già tre i podi all’attivo, mentre l’anno scorso era stato necessario attendere la splendida vittoria nella Mass Start di Ruhpolding di Tommaso Giacomel a gennaio. I segnali a Östersund, inoltre, sono diversi rispetto alle difficoltà percepite a Kontiolahti nell’inverno 24-25, dove l’organico era apparso un po’ sottotono rispetto ad altre compagini.

Oltre ai risultati che sicuramente rappresentano l’esito di un esame, ma non descrivono completamente il percorso intrapreso, ciò che risalta è l’impressione che, grazie ai nostri atleti di punta, possiamo essere competitivi in ogni gara di ogni format. Certo, è sempre possibile che qualcosa vada storto o che gli avversari effettuino prestazioni migliori, ma la consapevolezza di non partire battuti a priori è stimolante e dà sicuramente fiducia.

Accanto a ciò, un altro elemento positivo è l’ottimo ritmo sugli sci che gli Azzurri, coadiuvati da un notevole lavoro degli skimen, hanno saputo tenere in ogni gara (come evidenziato anche dal direttore tecnico Klaus Höllrigl dopo le staffette). Se da questo solido punto di partenza si accompagnerà anche una maggiore precisione al poligono, allora potremmo avere davvero un ampio numero di biathleti capace di conquistare punti e, perché no, ambire a piazzamenti importanti. Hannah Auchentaller e Michela Carrara valgono molto di più di quanto mostrato nelle gare individuali dell’ultimo fine settimana, così come in campo maschile anche Didier Bionaz e tutti gli altri.

Oltre al tenore (Giacomel) e alle due principali soprano (Wierer e Vittozzi) che hanno certamente preso più spazio nelle copertine, una menzione particolare è doveroso farla per il veterano Lukas Hofer, una garanzia nelle gare svedesi e sui livelli dei migliori nel fondo nonostante le trentasei candeline spente. Encomiabile la sua capacità di trovare sempre nuovi stimoli dopo così tanti anni in Coppa del Mondo, di analizzare i propri errori e di volere sempre tenere alta l’asticella.

Le notizie sono più che positive anche in IBU Cup, dove gli azzurri hanno dimostrato di poter competere per le posizioni di testa. Certo, “una rondine non fa primavera” ed è necessario avere ulteriori conferme nelle prossime settimane, ma il vivaio azzurro è ricco e vivo, dimostrando che c’è linfa su cui costruire il futuro e completare il ricambio generazionale quando alcuni dei nostri big si ritireranno nei prossimi anni. I segnali positivi non sono arrivati solo dal podio di Rebecca Passler e dal quarto posto di Pircher di cui accogliamo con piacere la convocazione in Coppa del Mondo, ma anche le sorelle Trabucchi e Nicola Romanin hanno ottenuto diversi piazzamenti importanti.

Ora, però, non c’è tempo per rifiatare: alle porte ci attende un nuovo ricco e intenso weekend di gare con la Coppa del Mondo a Hochfilzen e l’IBU Cup nella nostra Val Ridanna. Prenderà il via anche la IBU Junior Cup nella località svizzera di Goms, dove tuttavia l’Italia, impegnata nelle proprie selezioni interne in Val Martello, non sarà presente.