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Camille Bened si racconta a Biathlon Azzurro: “La strada per arrivare dove sono oggi è stata lunga e tortuosa”

La tappa di Östersund ha aperto la stagione 2025/2026 della Coppa del Mondo. A dominare la scena, in Svezia, sono stati le esplosioni definitive nel massimo circuito di due biatleti con grande palmarés giovanile: Johan-Olav Botn e Camille Bened. Dopo il ritiro dei fratelli Boe e lo strascico della vicenda Braisaz-Simon, si pensava ad un inizio complicato per le due squadre più forti del mondo (quella maschile norvegese e quella femminile francese). Camille Bened, tuttavia, ha dimostrato come il contingente transalpino sappia lavorare in modo strepitoso; Biathlon Azzurro, dunque, è riuscita ad intervistarla per farla conoscere anche al pubblico italiano.

Camille Bened protagonista nel weekend di Ostersund

La carriera di Camille Bened inizia in tenera età, quando i genitori le fanno scoprire il mondo dello sci di fondo.

“Ho iniziato a praticare lo sci di fondo all’età di 8 anni e il biathlon a circa 9 – ha dichiarato la ragazza transalpina – Sono stati i miei genitori a propormi di provare questo sport, dato che mio padre è uno dei cinque fondatori del mio sci club”.

Indubbiamente, l’ascesa verso i vertici del biathlon inizia molto presto. Nel 2016/2017, la classe 2000 esordisce in Ibu Junior Cup, al fianco di quelle che oggi sono le sue compagne di squadra (Simon, Jeanmonnot). Dal 2019/2020, poi, Bened passa in IBU Cup ma deve farsi largo all’interno di un contingente forte e preparato. Il primo podio a questi livelli arriva nella sprint di Arber, nella stagione 2020/2021.

Nella medesima annata, Camille Bened gareggia ai Mondiali Giovanili di Obertilliach e vince la medaglia d’oro sia nell’Individuale che nella Staffetta (insieme a Botet, Chauveau e Bouvard), battendo le ragazze del biathlon azzurro Auchentaller, B. Trabucchi, Brunetto e Passler. Dal 2021/2022, invece, è in pianta stabile in IBU Cup, partecipando soltanto ai Campionati Europei e non più alle manifestazioni giovanili.

L’acuto che le apre le porte della nazionale maggiore, però, è quello dell’annata sportiva 2024/2025, con la vittoria della Sfera di Cristallo in IBU Cup e il piazzamento nella Top-10 in 19 gare su 22 disputate.

“Vincere la classifica generale di IBU Cup è stata una grande soddisfazione per me. Era il mio obiettivo principale della scorsa stagione – ha affermato Camille Bened – Mi ci è voluto molto lavoro per tornare al livello giusto e vincere questa classifica, ma sono orgogliosa di non aver mai mollato”.

L’esordio in Coppa del Mondo e la preparazione estiva

Il grandissimo 2024/2025 di Camille Bened la fa entrare di diritto nel mirino dei selezionatori francesi che, ad Oslo, decidono di farla esordire e di regalarle la prima grande occasione. È il 21 marzo 2025 quando la classe 2000 prende parte alla sprint norvegese e si piazza 13^. Nel successivo inseguimento si conferma come vera outsider (15^) e anche nella Mass Start si piazza 16^. Per questa ragione, riesce a guadagnarsi la conferma con la Nazionale A, con la quale ha svolto parte della preparazione estiva.

“Le mie belle gare a Oslo mi hanno aiutata a capire che potevo dare il meglio di me nel circuito di Coppa del Mondo e mi hanno dato un po’ di fiducia per l’inizio di questa stagione. La preparazione è stata un po’ movimentata per me, con l’operazione alla spalla sinistra ad aprile. Ma ho lavorato sodo per tornare al livello giusto ed essere pronta per l’inizio della stagione. La preparazione con la squadra A e B mista ha contribuito a questi buoni risultati, perché ci ha messo alla prova durante tutta la preparazione, quindi è stata una bella novità”.

L’infortunio ha rallentato la preparazione di Bened che, però, è ripartita dalla squadra B e ha subito convinto in queste prime apparizioni ad Östersund.

“Non mi sono prefissata obiettivi chiari in termini di risultati per questa stagione. Voglio non pormi limiti e soprattutto dare il meglio di me stessa ogni giorno”.

Camille Bened è chiara e determinata quando parla con noi di Biathlon Azzurro. Queste dichiarazioni fanno capire in modo evidente quale sia la mentalità della biatleta francese: la volontà di non porsi limiti per raggiungere i traguardi più grandi.

 

Anche quando si parla di Olimpiadi, che andranno in scena a febbraio 2026 sul tracciato di Anterselva, Bened non si sbilancia. L’unico indizio che possiamo cogliere dalle sue parole è quello relativo al format di gara preferito, che ci fa comprendere quanto questa ragazza sia portata a spendersi per il bene del gruppo.

“Non conosco Antholz in versione invernale, quindi vedremo, spero che si adatti alle mie caratteristiche. Il mio format di gara preferito, comunque, è la staffetta. Mi piace perché è una gara di confronto ma è anche una competizione che si condivide con la squadra. Non si è soli sul podio e, se si raggiungono grandi risultati, tutti sono felici; è una bella gara”.

La tappa di Östersund è stata, senza dubbio, fonte di soddisfazione per la ragazza di Évian-les-Bains: “Ho provato grande emozione e soprattutto orgoglio. Il percorso fino a qui è stato molto lungo e irto di ostacoli, quindi quando i risultati premiano il lavoro fatto è una grande soddisfazione. Credo che quando sono arrivata ad Östersund sapevo di poter ottenere ottimi risultati, bisognava solo essere in grado di farlo”.

Camille Bened ha stupito tutti gli appassionati e, nelle gare in terra scandinava, ha dimostrato di essere la transalpina più in forma, almeno al momento. L’Individuale le ha regalato il primo podio singolare della carriera in Coppa del Mondo (3^ con un solo errore al tiro, 0+0+0+1). La Staffetta Single Mixed di due giorni prima, insieme a Fabien Claude, invece, le aveva regalato la prima medaglia nel massimo circuito.

Il 13° posto nella sprint e il 4° posto nell’inseguimento hanno proiettato Bened nei posti di prestigio della Classifica Generale.

La (non) competizione interna e il sogno di confermarsi ai vertici

Grazie ai 148 punti conquistati, la classe 2000 è terza nella Classifica generale, alle spalle delle sole Suvi Minkkinen e Anna Magnusson. Bened, infatti, è la migliore delle francesi e precede Michelon e Jeanmonnot. Le gare sono appena cominciate ma Östersund ci ha consegnato una biatleta di altissimo livello. Con il 97% nel tiro a terra e il 92% in quello in piedi, Camille Bened è la migliore del circuito per precisione (considerando la top-20 della classifica, dati IBU).

Quando le viene chiesto su chi punterebbe in ottica Sfera di Cristallo, i nomi forniti sono due: “Direi che Lou (Jeanmonnot, ndr.) è la favorita, ma Suvi Minkinnen ha fatto vedere grandi cose questo fine settimana e sarà una ragazza da tenere d’occhio quest’inverno”.

La carriera in Coppa del Mondo di Camille Bened, dunque, è appena cominciata. Dopo poche gare, però, la ragazza francese ha dimostrato di possedere le qualità necessarie per rimanere in questi contesti di gara e per essere una delle biatlete di punta per il prossimo futuro.

Fonte Fotografie: IBU Media, Nordic Mag

Riccardo Pascucci & Carlo Marziali