Christoph Pircher a Biathlon Azzurro: “Mi serviva fare esperienza per abituarmi alla Coppa del Mondo”
È sempre stato un atleta molto determinato e sicurò di sé, con tanta voglia di arrivare al massimo livello. Nella passata stagione, Christoph Pircher è arrivato in Coppa del Mondo. Il trentino, nato nel Primiero come Giacomel, che ha poi gareggiato nel comitato Alto Adige dopo essersi trasferito alla scuola di Malles, ha fatto fatica alle prime uscite, risentendo un po’ del salto di categoria. Nel finale di stagione le cose sono per cambiate.
Ad Anterselva, nel precedente raduno della nazionale A maschile, Biathlon Azzurro lo ha incontrato per un’intervista nella quale Pircher ha parlato dell’ingresso in Squadra A, per poi tornare sull’esperienza in Coppa del Mondo maturata nella passata stagione.
«All’inizio è stato troppo – ha detto Pircher – non ero abituato a gareggiare in quel contesto, con così tanta gente. A fine stagione le cose sono cambiate, ti abitui e non fai più tanto caso a certe cose. Alla fine mi era accaduto lo stesso alle prime gare di Junior Cup. All’inizio è sempre tutto nuovo, poi si trasforma in routine e va meglio».
Nonostante qualche gara andata male, Pircher non si è lasciato abbattere: «Certamente il passaggio in Coppa del Mondo mi ha bloccato parecchio, tanto che lì ho fatto le mie peggiori prestazioni. In IBU Cup avevo chiuso sette volte tra i primi otto in tredici gare. In Coppa del Mondo ho tirato fuori una gara peggio dell’altra: una volta ho dato le tacche al contrario in un’individuale, poi è arrivata quella staffetta a Kontiolahti in cui mi volevo nascondere. Alla fine, però, si impara, perché più si corre e si fa esperienza, più ci si abitua. Le gare negative possono capitare, succederà anche in futuro, l’importante è guardare subito avanti».
Pircher ha poi sottolineato gli aspetti su cui si sta concentrando: «Stiamo lavorando al tiro in generale, ci sono sempre piccoli problemini, punti su cui concentrarsi in particolare. Non ci sono grandi difetti, ma sempre piccoli dettagli sui quali trovare il giusto compromesso. Sugli sci lavoriamo sempre sulla tecnica. Quest’anno volevo farlo di più, ma sono stato un po’ fermato dai miei gomiti».
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