Come una fenice, Lisa Vittozzi risorge ancora: un’impresa destinata a rimanere nella storia
Ci sono sempre meno parole per descrivere Lisa Vittozzi, sia come atleta sia come persona, dalla quale è difficile non trarre ispirazione: con la vittoria odierna nell’inseguimento femminile ad Hochfilzen la sappadina ha scritto un’altra pagina della sua emozionante storia, risorgendo ancora una volta come una fenice.
È il 16 marzo 2024 e Lisa Vittozzi ha appena vinto la Coppa del Mondo, alzando con gli occhi pieni di gioia la tanto agognata sfera di cristallo. Il percorso per arrivare a questo traguardo ha messo alla prova la biatleta azzurra, che era caduta in una spirale negativa dalla quale uscire è stato tutt’altro che facile.
Con l’aiuto di tecnici e psicologi, Lisa è ritornata piano piano a splendere e i risultati sono arrivati di conseguenza. La stagione in cui si è imposta in Coppa del Mondo rappresenta anche l’anno in cui ai Mondiali di Nove Mesto si è messa al collo la medaglia d’oro nell’individuale e altre tre medaglie d’argento.
Poi all’improvviso, nell’autunno del 2024, Vittozzi dichiara di avere dei problemi alla schiena che sembrano mettere a rischio la sua presenza a Kontiolahti per la prima tappa stagionale. Queste sensazioni purtroppo verranno poi confermate da lei stessa a dicembre tramite un post sui social. Al termine delle vacanze natalizie, arriva la decisione di saltare l’intera stagione per prepararsi al meglio per la stagione olimpica.
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Lisa ha ascoltato il suo corpo, è stata razionale nel capire la situazione e l’effettiva inutilità nel forzare i tempi di recupero, pur avendo il fuoco dentro per non essere ai suoi livelli a giocarsela con le altre. Dopo aver ingoiato questo tremendo boccone amaro e dopo aver fatto i conti con un problema deleterio per qualsiasi atleta, Vittozzi inizia la preparazione estiva.
I primi allenamenti sono volti a far ritornare in condizione il fisico con carichi graduali e a far riprendere le sensazioni al tiro. L’inizio è incoraggiante, tantoché Lisa si mostra competitiva in entrambi i fondamentali anche nelle prime uscite pre-stagionali.
Le prime gare di questa edizione di Coppa del Mondo mettono sotto gli occhi di tutti una Vittozzi pronta e agguerrita, come suggerito dal podio in staffetta femminile ad Östersund, nonché gara inaugurale. Nelle gare individuali la sostanza non cambia, l’approccio di Lisa è quello giusto e la consapevolezza di aver fatto un ottimo lavoro non è in discussione. Tra lei e il podio c’è solo qualche errore di troppo, che non preoccupa i tecnici poiché in allenamento erano cosa ben più rara.

Lisa Vittozzi è autrice di una grande frazione nella staffetta femminile di Östersund, dove torna sul podio. Foto: Gioele Natoli
Si arriva al 14 dicembre 2025, Vittozzi parte con il pettorale 14 e con 1 minuto di distacco nell’inseguimento. Già nella staffetta di ieri aveva mostrato ottimi segnali al tiro, combinando la precisione al tiro con una velocità irreale. A terra si divora i due poligoni e si proietta già in lotta per il podio: Lisa è in missione e si presenta all’ultimo poligono insieme a Jeanmonnot e Magnusson per giocarsi la vittoria.
La francese sbaglia due volte, la svedese non regge i tempi dell’azzurra che nell’ultimo giro si difende da un possibile rientro di Magnusson. Lisa taglia il traguardo in prima posizione e apre le braccia per emulare la fenice: come l’uccello mistico, anche Vittozzi è rinata (ancora una volta) dalle proprie ceneri. Nella zona di arrivo si lascia trasportare da un fiume di emozioni. Ai microfoni nel post-gara è genuinamente commossa, ha il viso bagnato da lacrime di gioia che e il cuore colmo di gioia.
Vittozzi si consegna ancora una volta alla storia, dimostrando di avere una forza di volontà e una determinazione fuori dal comune, non volendosi piegare a problemi fisici che l’hanno tenuta lontana dalle gare dopo la stagione più prolifica della carriera.
Come affermato da lei stessa, la vittoria di oggi ha un sapore incomparabile a tutte le altre: il significato che porta dentro la gara di oggi va oltre quello sportivo, andando a toccare la sfera personale dell’atleta. Lisa ha preso per mano i problemi fisici invece di combatterli, ha accettato la sua rabbia di non poter gareggiare invece di scacciarla, per incanalare tutte le energie nella sua guarigione, che era la cosa più importante.
La storia di Lisa è una fonte di ispirazione immensa, è l’esempio perfetto di resilienza e redenzione, di come una persona (prima che un atleta) possa riscattarsi e di come non sia mai tardi per farlo. Un’impresa destinata a rimanere nella storia.

Hochfilzen 2025 Inseguimento femminile – Foto di Federico Angiolini
Foto: Federico Angiolini
Gioele Natoli

