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Coppa del Mondo, il 2026 ricomincia da Oberhof!

Dopo la sosta natalizia e l’avvento del 2026, la Coppa del Mondo di biathlon è pronta a ricominciare dalla Germania, in una delle località più iconiche del circuito; Oberhof rappresenta uno dei capisaldi del biathlon moderno, un tempio dove nel corso dei decenni, con già oltre trenta edizioni in massima serie alle spalle, sono state fatte la storia e l’evoluzione di questo sport.

Situata a circa ottocento metri di altezza tra i boschi della Turingia, la sede di questo fine settimana ha rappresentato uno dei centri principali dove praticare gli sport invernali nella Germania dell’Est. Il tracciato sugli sci è esigente e impegnativo (spiccano la celebre rampa del Birxsteib e la pericolosa discesa del Wolfsschlucht, semplificata negli ultimi anni) e le condizioni atmosferiche sono soventemente proibitive; questi fattori rendono la tappa una delle più complesse e imprevedibili dell’intero calendario.

A testimonianza della rilevanza che Oberhof ha avuto per il biathlon, in testa all’albo d’oro troviamo due autentiche leggende: Ole Einar Bjørdalen tra gli uomini, che con nove vittorie precede il francese Martin Fourcade, e Magdalena Forsberg tra le donne, con sei primi posti.

Sono invece tre i successi complessivi ottenuti dalla squadra azzurra: due raggiunti da Lisa Vittozzi nella celebre doppietta Sprint-Inseguimento del 2019, e uno da Willfried Pallhuber, nell’Individuale del 1995.

Sospinti da un pubblico sempre numeroso ed entusiasta, gli atleti gareggeranno a partire da domani fino a domenica, con lo stop forzato di venerdì a causa di previsioni meteo particolarmente avverse. A differenza del 2025, dopo le Sprint inaugurali non sono presenti staffette miste, ma quelle monogenere, che si alterneranno nel weekend con gli Inseguimenti.

Il contingente azzurro si presenta in terra germanica con alcune defezioni importanti: tra le donne, infatti, non sono state convocate per scelta tecnica, né Dorothea Wierer, né Lisa Vittozzi, entrambe impegnate in una settimana di allenamenti personalizzati in più per preparare al meglio l’evento olimpico. C’è dunque spazio per il ritorno di Hannah Auchentaller e di Michela Carrara, assenti ad Annecy-Le Grand Bornand, e di Linda Zingerle, al suo debutto stagionale in massima serie dopo i buoni piazzamenti in IBU Cup. In aggiunta, saranno ai nastri di partenza anche Rebecca Passler e Samuela Comola. La tappa, dunque, si rivela cruciale per il prossimo mese, con le atlete che si giocheranno in queste settimane l’opportunità di partecipare alle Olimpiadi di casa.

Tra gli uomini c’è invece spazio per il rientro di Didier Bionaz, autore di un weekend di spessore a Lenzerheide in IBU Cup, che affiancherà il rodato quartetto composto da Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Elia Zeni e Patrick Braunhofer.

Per la lotta alla Sfera di Cristallo, si segnalano le pesantissime assenze del pettorale giallo Johan-Olav Botn e di Sturla Holm Laegreid, entrambi vittime di un malanno durante lo stop dalle competizioni e non in grado di recuperare per la trasferta tedesca. Un’occasione d’oro per Eric Perrot, Giacomel e tutti gli altri inseguitori per guadagnare punti preziosi e rimescolare ancora una volta le carte in tavola.

Tra le donne, perderanno purtroppo posizioni importanti le nostre azzurre (Wierer è terza, Vittozzi settima). Dopo l’equilibrio iniziale, la transalpina Lou Jeanmonnot sta prendendo il largo rispetto alla concorrenza (481 punti) e, grazie alle solide prestazioni in Francia, ha ora quasi 70 punti di vantaggio sulla giovane Maren Kirkeeide, seconda in classifica.

E’ doveroso infine ricordare il minuto di applausi che l’intera famiglia del biathlon riserverà a Sivert Guttorm Bakken, alla partenza della Sprint Maschile. All’atleta norvegese, tragicamente scomparso al Passo di Lavazé il 23 dicembre, è stato assegnato simbolicamente il pettorale uno, con un cancelletto che, di conseguenza, rimarrà per alcuni secondi inesorabilmente vuoto.

Foto: Christian Heilwagen