Giochi Olimpici, Milano Cortina 2026: le dichiarazioni delle azzurre dopo la staffetta femminile
«Inutile negarlo, se ognuna di noi avesse fatto pienamente il proprio dovere potevamo essere non dico in lotta per il podio, ma almeno tra le prime cinque. Dispiace, però le staffette sono così, imprevedibili e spesso piene di sorprese. Si chiude questa e si riparte con la prossima».
La altoatesina ha poi raccontato le proprie sensazioni nella delicata frazione d’apertura: «Ero piuttosto tesa, non capita tutti i giorni di aprire una staffetta olimpica, per di più in casa. Ho cercato di gestire le emozioni e fino al primo colpo in piedi ci sono riuscita. Poi le gambe hanno iniziato a tremare. Sono soddisfatta – e forse anche un po’ sorpresa – di essere riuscita a chiudere rapidamente le due ricariche, non era affatto scontato. L’obiettivo era lasciare l’ultimo poligono il prima possibile, prima che la situazione potesse trasformarsi in un incubo. Nell’ultimo giro ho spinto al massimo per permettere a Dorothea di rientrare su qualcuno».
Per Auchentaller resta comunque un bilancio positivo alla sua prima esperienza a cinque cerchi: «Mi sono goduta appieno questa Olimpiade. Ho vissuto momenti che non dimenticherò mai. Nel complesso sono soddisfatta delle mie prestazioni: credo di aver mostrato un biathlon solido. Ora avanti tutta con le prossime gare».
Se Auchentaller ha aperto tra tensione ed orgoglio, per Dorothea Wierer la staffetta ha rappresentato un pomeriggio particolarmente amaro. Dopo lo splendido recupero nell’inseguimento, la 35enne di Anterselva è incappata in una giornata complicata al tiro in piedi, con quattro errori che hanno estromesso definitivamente l’Italia dalla corsa alle medaglie nell’ultima staffetta olimpica della sua carriera.
«Non me l’aspettavo. Non è stata una bella esperienza, ma questo è il biathlon. Non so dove siano finiti i colpi. Forse nel primo giro ho forzato troppo per recuperare su chi stava già finendo di sparare, magari ho esagerato – ha spiegato ai microfoni in mixed zone –. Non c’era vento, ho provato a ricontrollare tutto, ma non riesco a spiegare quegli errori. Stando in scia è anche difficile valutare gli sci, avevo pochi riferimenti».
Per la finanziera altoatesina ora l’orizzonte è la mass start di sabato 21 febbraio, ultima pagina della sua avventura olimpica. «Per fortuna ci sono due giorni di recupero, perché sono stanca e credo che farò fatica a dormire. Sarà una gara diversa: ci saranno aspettative, ma voglio anche godermela. Non so se piangerò o riderò. Anche se sarà l’ultima, darò il massimo come sempre. Spero soprattutto di divertirmi».
Situazione complicata anche per Michela Carrara, chiamata a partire con un distacco già pesante. La 27enne di La Salle ha pagato a caro prezzo il poligono in piedi, incappando in una serie di errori culminati in un giro di penalità.
«Fare tutta la frazione da sola non mi ha aiutata, ma onestamente non ho fatto un granché. Ho perso ancora molto in piedi e mi spiace. Sugli sci stavo bene, al poligono ero tranquilla, quindi dispiace per quel giro di penalità. Non so se ho anticipato i colpi, ma è andata così. Al di là dei risultati che non mi soddisfano, sono comunque felice di aver vissuto questa Olimpiade».
Infine Lisa Vittozzi, lanciata in quarta frazione con un distacco ormai incolmabile dalla Francia, ha affrontato la propria prova con un approccio pragmatico, trasformando la staffetta in un banco di prova in vista della mass start.
«Partendo così indietro non potevo fare miracoli, quindi l’ho presa come un allenamento. Ho fatto il mio tiro a terra come lo avrei fatto davanti. Ci aspettavamo qualcosa di più come squadra, ma oggi qualcosa non ha funzionato. Faremo le nostre analisi e penseremo alle prossime gare. In staffetta si vince e si perde insieme».
Nonostante il contesto, Vittozzi ha scelto di vivere il momento con leggerezza: «Non è divertente partire così lontano, ma il mio obiettivo qui è anche godermi l’esperienza. Ho sentito il pubblico, ho scherzato un po’ con loro. Questo resta».
Resta il rammarico per non aver potuto condividere un ultimo acuto con Wierer in staffetta, ma lo sguardo è già rivolto alla mass start, dove l’azzurra – forte dell’oro nell’inseguimento – potrà tornare a giocarsi le sue carte: «Speravo di fare qualcosa insieme per l’ultima staffetta, non è andata. Sabato faremo comunque l’ultima gara fianco a fianco. Oggi ho gestito le energie, penso di averne ancora, soprattutto a livello mentale. Poi, dopo sabato, penserò eventualmente alle feste a Sappada».
Foto: Pentaphoto

