Biathlon Azzurro

Lisa Vittozzi: “Per eccellere nel biathlon c’è bisogno di equilibrio, sono consapevole dei miei mezzi e contenta di aver chiuso il cerchio”

Decisa e determinata, Lisa Vittozzi è riuscita a conquistare il primo podio stagionale a Nove Mesto, a quasi 12 mesi dall’ultima apparizione nella top 3 avvenuta nell’inseguimento di Kontiolahti della passata stagione. L’azzurra ha raccontato i vari momenti della sua stagione così complicata, nella quale è comunque emersa la consapevolezza nei propri mezzi e la sua convinzione nel non mollare mai è stata premiata. I numerosi alti e bassi che la condizionano da due stagioni a questa parte le rendono più complicata la ricerca del proprio equilibrio, ma la sappadina dei Carabinieri è uscita con il morale alto dopo i Mondiali di Pokljuka ed è focalizzata nel voler chiudere al meglio questa stagione. Questo e molto altro nella nostra diretta Facebook:

Ciao Lisa, quanto è importante per te aver rotto il ghiaccio con il podio ed aver “chiuso il cerchio” in una stagione così complicata dimostrando di poter lottare con le migliori?

“Non ho mai dubitato del fatto che potessi farcela, riesco a fare delle belle gare perché credo nelle mie capacità: la stagione non è iniziata nel migliore dei modi ma non ho mai mollato, per cui sono doppiamente contenta del risultato. I risultati dei Mondiali di Pokljuka, dove ho sfiorato il podio in diverse occasioni, sono stati per me motivo di enorme soddisfazione, perché ho passato periodi difficili con alti e bassi e quando si hanno questo tipo di oscillazioni è sempre difficile poter chiudere quel cerchio che mi ero prefissata. Sappiamo che per eccellere nel biathlon c’è bisogno di equilibrio, quindi restare il più costante possibile e limitare le oscillazioni”.

C’è anche curiosità invece per capire ciò che è accaduto al primo poligono dell’inseguimento, quando partivi con ambizione di poter confermare il risultato della sprint, commettendo però tre errori. La gara da quel momento è stata sicuramente in salita

“Al momento non capivo nemmeno io le cause, analizzando post gara l’unico motivo poteva essere legato alla luce che entrava verso la sagoma. Abbiamo azzerato in condizioni di vento assente, all’ingresso al poligono c’era vento che spirava da sinistra, ho dato tacche ma ero ancora a sinistra, come se non le avessi date: senza aggiustamenti probabilmente sarei rimasta sul centro. Sul lato tecnico ho fatto la cosa giusta, purtroppo sono arrivati gli errori che non dovevano capitare. Non mi sono confrontata con Dorothea, ma credo che sia stata una coincidenza i tre errori per entrambe”.

Nella ricerca dell’equilibrio ci sono delle attività che pratichi, ad esempio meditazione o ascoltare della buona musica, che ti possono aiutare nell’approccio alla gara e nella gestione del tiro?

“Sinceramente puoi provare tutto, dall’ascoltare musica, la meditazione o altro ma non ti risolve di certo i problemi, ti può aiutare ma se non sei serena, tranquilla e in fiducia non sortiscono l’effetto desiderato”.

A Nove Mesto sei stata schierata in terza frazione, un cambiamento significativo rispetto alla tua classica presenza in staffetta al lancio

“Sono a favore di queste nuove sperimentazioni, perché non è positivo fare sempre le stesse cose. Per quando riguarda la disposizione di Nove Mesto penso sia stato corretta, ovviamente possono cambiare dal contesto però mi sono trovata bene e mi sono divertita, eravamo anche lì davanti a giocarci il podio fino alla fine per cui è positivo”.

Diversi atleti sono esplosi sorprendentemente in questa stagione, ad esempio il norvegese Laegreid, la bielorussa Alimbekava e l’austriaca Hauser. Pensi che i risultati di questa annata così particolare siano condizionati anche dall’emergenza sanitaria e del fatto di gareggiare senza pubblico?

“Non credo che il fattore Covid abbia influenzato questo tipo di situazione, i valori dimostrati dagli atleti citati sarebbero emersi comunque, ne sono sicura”.

Foto: Manzoni Ibu