Mirco Romanin saluta la squadra femminile: “La mia priorità ora è la famiglia”
A Holmenkollen, tra la nebbia che lentamente si dissolve alla vigilia dell’inseguimento femminile, arriva un altro annuncio destinato a segnare la fine di un ciclo per il biathlon azzurro. Dopo quello di Jonne Kähkönen, anche Mirco Romanin comunica alla squadra la decisione di lasciare il ruolo di allenatore del team femminile, incarico ricoperto negli ultimi cinque anni.
Un momento carico di emozione, come raccontato dallo stesso tecnico azzurro nell’intervista rilasciata da Giorgio Capodaglio a Fondo Italia.
La scelta nasce da motivazioni personali, profondamente legate alla sfera familiare. Diventato padre da poco più di un anno, Romanin ha maturato la volontà di ridurre un impegno che, tra raduni e Coppa del Mondo, comporta lunghi periodi lontano da casa.
«Questi saranno i miei ultimi giorni in Coppa del Mondo – ha spiegato Romanin a Fondo Italia – almeno in questa fase, poi non si potrà mai dire in futuro. Provo un mix di emozioni: sono contento perché è stata una mia richiesta, ma la priorità in questo momento è la famiglia». Una decisione condivisa con la compagna e accolta positivamente anche dal direttore tecnico Klaus Höllrigl.
Non si tratta però di un addio definitivo al mondo del biathlon. Romanin ha infatti confermato la disponibilità a proseguire il proprio percorso in FISI, seppur con un ruolo meno impegnativo: nei prossimi mesi si valuterà quale potrà essere il suo futuro all’interno della Federazione.
Il distacco dal gruppo resta comunque il passaggio più difficile. «È stato un momento molto intenso – ha raccontato – negli ultimi otto anni con alcune di loro ho passato più tempo che con la mia famiglia. Per me era una seconda famiglia». Un legame costruito nel tempo, anche grazie al lavoro iniziato nel settore giovanile, come nel caso di Rebecca Passler, seguita per diverse stagioni consecutive.
L’annuncio ha colto di sorpresa parte della squadra, generando emozione e consapevolezza dell’importanza del percorso condiviso. «È stato un colpo per tutte – ha aggiunto – ma vedere quella reazione mi ha fatto capire che qualcosa ho lasciato, non solo dal punto di vista professionale, ma soprattutto umano».
Il saluto di Romanin si intreccia inevitabilmente con quello di Kähkönen, con cui ha condiviso quattro anni di lavoro e vita quotidiana: «È stato un grande professionista e una grande persona. Abbiamo vissuto momenti belli anche fuori dal contesto sportivo. Tra un mese andrò a trovarlo in Lapponia, sarà un modo per chiudere questo cerchio insieme alle nostre famiglie».
Un doppio addio che apre ora una nuova fase per il biathlon azzurro, mentre Romanin guarda avanti con la consapevolezza di aver lasciato un segno profondo, dentro e fuori la pista.
Il team di Biathlon Azzurro ringrazia Mirco Romanin per la professionalità, la serietà, la simpatia e i risultati raggiunti in questi anni di lavoro con la nazionale italiana e in precedenza con le nazionali giovanili.
Fonte: intervista a Mirco Romanin a cura di Giorgio Capodaglio per Fondo Italia.

