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Primiero abbraccia Tommaso Giacomel: «L’argento olimpico è speciale, ma ora voglio la Coppa del Mondo»

La sua stagione si è chiusa tra emozioni contrastanti, con la gioia della prima medaglia olimpica della carriera e il rammarico per un finale condizionato dai problemi fisici. Per questo la festa organizzata a Primiero aveva un significato particolare. Venerdì sera l’Auditorium Intercomunale ha accolto centinaia di appassionati per celebrare Tommaso Giacomel, protagonista dell’inverno 2025/26 e primo atleta della valle a conquistare una medaglia ai Giochi Olimpici.

Il 26enne di Imèr è salito sul secondo gradino del podio nella staffetta mista di Milano Cortina 2026 insieme a Lisa Vittozzi, Dorothea Wierer e Lukas Hofer, regalando all’Italia il miglior risultato olimpico di sempre nella specialità dopo i bronzi conquistati a Sochi 2014 e PyeongChang 2018.

L’evento, promosso dalla Comunità di Primiero in collaborazione con il Tommy Giacomel Fun Club, ha visto la partecipazione dei vertici dello sport trentino e nazionale, della Guardia di Finanza, del CONI e di numerose autorità locali. Nel corso della serata è stato inoltre reso omaggio a due atleti che hanno rappresentato per anni il Primiero e l’Italia nello sci di fondo internazionale, Giandomenico Salvadori e Dietmar Nöckler, entrambi ritirati al termine dell’ultima stagione agonistica.

Giacomel: «Ho dimostrato che la Coppa del Mondo è un obiettivo raggiungibile»

Moderato da Giuseppe Giovanelli, Manuela Crepaz e dalla voce della Coppa del Mondo di Anterselva Luis Mahlknecht, l’incontro ha permesso a Giacomel di ripercorrere una stagione intensa, culminata con il pettorale giallo di leader della classifica generale e cinque successi nel massimo circuito internazionale.

«La medaglia d’argento olimpica rappresenta un risultato straordinario e mi fa piacere che sia la prima anche per il mio Primiero, dove sono cresciuto sportivamente con la Polisportiva», ha spiegato il biathleta trentino. «Allo stesso tempo non posso nascondere che le aspettative fossero leggermente superiori. Nelle gare individuali ho commesso alcuni errori e ad Anterselva non c’è margine per recuperarli. Bisogna essere perfetti».

Un riferimento inevitabile anche alla mass start olimpica, conclusa anzitempo a causa del problema fisico che ha caratterizzato le ultime settimane della sua stagione.

«Lo sport è questo. Ho ormai superato quel problema e oggi sto bene, pronto per nuove sfide. Il pettorale giallo? È rimasto sulle mie spalle per buona parte della stagione. Questo mi ha fatto capire che la Coppa del Mondo è un obiettivo raggiungibile e che proverò a conquistarla già dal prossimo inverno».

Nel bilancio dell’ultimo anno non sono mancati i ricordi più difficili, a partire dalla scomparsa dell’amico e collega norvegese Sivert Guttorm Bakken.

«È stata una stagione ricca di soddisfazioni ma anche di momenti dolorosi. Adesso però guardiamo avanti: il lavoro per il nuovo inverno è già iniziato, con il primo raduno della nazionale e con uno staff tecnico confermato. Ci aspettano nuove sfide e i Mondiali in Estonia».

Classe 2000, Giacomel ha iniziato il proprio percorso agonistico nello sci di fondo prima di scegliere definitivamente il biathlon durante gli anni trascorsi al liceo sportivo di Malles. Dopo i primi risultati internazionali nelle categorie giovanili, tra cui l’argento nella sprint ai Mondiali Junior del 2018, è entrato stabilmente nel circuito di Coppa del Mondo nel 2020.

La definitiva consacrazione è arrivata nelle ultime due stagioni. Nel 2025 ha conquistato la prima vittoria individuale in Coppa del Mondo nella mass start di Ruhpolding e l’argento mondiale individuale nella 20 km di Lenzerheide. Nell’inverno olimpico ha compiuto un ulteriore salto di qualità, vincendo cinque gare di Coppa del Mondo e indossando per diverse settimane il pettorale giallo di leader della classifica generale.

Risultati che hanno portato più volte i rappresentanti delle istituzioni e della FISI Trentino a sottolineare come Giacomel sia diventato un modello per le nuove generazioni, non soltanto per i successi ottenuti ma anche per il modo in cui ha affrontato le difficoltà e gli ostacoli incontrati durante la stagione.

L’omaggio a Salvadori e Nöckler

La serata ha dedicato un momento speciale anche a Giandomenico Salvadori e Dietmar Nöckler, due protagonisti dello sci di fondo italiano che hanno deciso di chiudere la propria carriera agonistica.

Presente sul palco, Salvadori ha ripercorso un cammino iniziato sulle piste dell’US Primiero e proseguito con i colori delle Fiamme Gialle, che lo ha portato a partecipare a due Olimpiadi, quattro Campionati Mondiali e a conquistare numerosi successi in campo nazionale e continentale.

«Sono felice di poter condividere questo momento con la gente della mia terra», ha raccontato il fondista trentino. «Chiudo a 34 anni senza rimpianti. Ho sempre cercato di dare il massimo e ho vissuto esperienze straordinarie come le Olimpiadi di PyeongChang e Pechino e le partecipazioni ai Mondiali. Porterò con me tanti ricordi, dalle convocazioni in nazionale alle vittorie in Europa e ai titoli italiani».

Il rapporto con lo sci, però, non si interromperà.

«Rimarrò nelle Fiamme Gialle come allenatore e skiman. Sarà una nuova sfida che affronterò con entusiasmo, cercando di mettere la mia esperienza al servizio dei giovani».

Una festa che ha celebrato il presente e il futuro dello sport di Primiero, rendendo omaggio ai suoi campioni e a una comunità che continua a crescere nel segno degli sport invernali.

Foto: FISI Trentino

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