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Hochfilzen 2025, la Coppa del Mondo prosegue in Austria

Dopo l’”opening season” in terra svedese, la Coppa del Mondo di biathlon si sposta nelle Alpi per la tappa austriaca di Hochfilzen, tradizionalmente posizionata dall’IBU nel mese di dicembre.

Anch’essa diventata nel corso dei decenni un appuntamento fisso per la massima serie del biathlon, la località tirolese è situata vicino alla rinomata Kitzbühel e ospiterà nel 2028 per la quarta volta nella sua storia i mondiali. Sede di mille battaglie con ogni condizione atmosferica possibile, Hochfilzen, a differenza di Östersund, non è mai stata così favorevole alla compagine azzurra: sono soltanto due le vittorie individuali arrivate, entrambe targate Dorothea Wierer nelle gare sprint del 2018 e del 2019. In campo maschile, invece, si registra un unico podio ottenuto da Johann Passler nel 1987.

                                                                         

 

Il calendario prevede le stesse tipologie di competizioni dell’anno scorso, un trittico racchiuso in sole tre giornate da vivere tutto d’un fiato poiché non sono previsti giorni di riposo; si inizia con le Sprint il venerdì, a cui succedono la staffetta femminile e l’Inseguimento maschile il sabato, per concludere con la staffetta maschile e l’Inseguimento femminile la domenica.

         

 

Il contingente italiano si presenta in Austria con dodici atleti, sei uomini e sei donne, uno in più rispetto alla trasferta in Svezia. Nel comparto maschile si evidenzia l’esordio assoluto in Coppa del Mondo per il giovane Christoph Pircher, reduce dai convincenti piazzamenti della scorsa settimana a Obertilliach in IBU Cup. L’altoatesino ha preso il posto di Daniele Cappellari, la cui condizione sugli sci complice anche un malanno autunnale, appare ancora inferiore rispetto a quella dell’anno scorso. Guidati da Tommaso Giacomel e Lukas Hofer, sempre solidi e costanti in Svezia, gli altri azzurri proveranno a trovare maggiori conferme e riprendere il percorso iniziato, chi con la staffetta, chi con l’Individuale, dopo il passo falso nella Sprint di sabato.

In campo femminile, grazie agli ottimi risultati ottenuti nella serie cadetta, in aggiunta al quintetto già operativo a Östersund è stata convocata anche Rebecca Passler. Siccome per le gare individuali il numero massimo di atlete schierabili è cinque, si favorirà il turnover interno, con una delle sei che rimarrà esclusa dalla Sprint e due nella staffetta di sabato. La scelta, presumibilmente dettata dalla presenza di numerose atlete che possono competere per un posto in Coppa del Mondo e alle Olimpiadi, permette a ognuna di giocarsi le proprie carte per il futuro. Rimangono aperti gli interrogativi su quali saranno le azzurre a non partecipare ai vari format: tra il ventaglio di opzioni, è possibile che anche Dorothea Wierer o Lisa Vittozzi non siano della partita nella gara a squadre, per garantire eventualmente loro un po’ più di riposo per l’Inseguimento di domenica.

Quanto auspichiamo all’Italia è di continuare l’ottimo avvio mostrato nella prima settimana di gara, sia a Östersund, sia a Obertilliach; gli aspetti maggiormente positivi sono la consapevolezza che al momento, grazie ai nostri atleti di punta, possiamo essere competitivi in ogni format di gara e che il nostro ritmo sugli sci è notevole. Se da questo solido punto di partenza si aggiungerà anche una maggiore precisione al poligono, allora potremmo avere davvero un ampio numero di biathleti capace di conquistare punti e ambire a piazzamenti importanti.

Per quanto riguarda le altre nazioni, segnaliamo il rientro in Coppa del Mondo della fuoriclasse transalpina Julia Simon, reduce dalla squalifica comminatale. Riusciranno le atlete francesi a oltrepassare le diatribe interne e soffermarsi esclusivamente sugli obiettivi comuni, mettendo davanti la professionalità lavorativa alle difficili vicende personali?

Nella Norvegia maschile, salta all’occhio l’esclusione del giovane Isak Frey, nonostante indossi il pettorale blu di migliore Under 23 e le prove eseguite in Svezia possano essere giudicate positivamente, almeno per qualsiasi altra nazione. Tuttavia, la concorrenza in seno alla squadra scandinava è spietata e con il numero contingentato di pettorali ogni mezzo passo falso è già fatale. Infine, con il forfait per malattia di Preuss e Grotian, continua il periodo complicato per la Germania femminile, una delle squadre apparse più brillanti l’inverno precedente, ma il cui avvio della stagione olimpica è stato decisamente in salita.

La lotta per la Sfera di Cristallo è per il momento indecifrabile, sia tra le donne, dove le principali big hanno perso qualche punto di troppo e sono invece emerse alcune potenziali outsiders come Minkkinen, Hauser e Magnusson (le più regolari fino ad ora), sia tra gli uomini. Oltre a Botn, attuale pettorale giallo e rivelazione di Östersund, hanno dato segnali impressionanti anche Samuelsson, Fillon Maillet e Uldal, con Lagreid, Perrot e il nostro Giacomel distanziati nella graduatoria di poche lunghezze.

Allo stato attuale quindi, ogni gara è una roulette russa e il roster dei principali contendenti al successo finale deve ancora stabilirsi; l’imprevedibilità è una delle caratteristiche intrinseche del biathlon e siamo solo all’inizio: magari, già in Austria, si potranno avere segnali più chiari e posizioni più definite nelle gerarchie.

Servus Hochfilzen!