Bergamo a Cinque Cerchi: Battista Mismetti, dove nasce il biathlon italiano
Ci sono storie che non iniziano sotto i riflettori, ma tra la neve, il silenzio e la fatica. Storie che parlano di uomini prima ancora che di sport. Quella di Battista Mismetti è una di queste, ed è anche una delle radici più profonde del biathlon italiano.
Nato a Santa Brigida, in provincia di Bergamo, il 31 ottobre 1925, Mismetti cresce in un contesto in cui lo sci non è spettacolo, ma necessità. La montagna è casa, la fatica è quotidianità. È qui che prende forma un atleta capace di arrivare fino ai Giochi Olimpici Invernali di Cortina d’Ampezzo 1956, dove veste l’azzurro nella 50 km di sci di fondo. Un’Olimpiade storica, la prima in Italia, che segna un passaggio decisivo anche per lui.
Ma il destino di Mismetti non è quello di fermarsi al fondo. Negli anni successivi, mentre il biathlon è ancora una disciplina di nicchia, fortemente legata al mondo militare e quasi sconosciuta al grande pubblico, Battista intuisce che lì può esserci il futuro. Non solo come atleta – con il bronzo tricolore del 1959 nella 20 km individuale “grosso calibro” – ma soprattutto come uomo di visione.
È negli anni Settanta che la sua eredità prende davvero forma. Ad Anterselva, in Alto Adige, Mismetti contribuisce in modo determinante alla nascita di quello che diventerà uno dei templi mondiali del biathlon. In collaborazione con Paul Zingerle, getta le basi di un centro sportivo e di un poligono che cambieranno la storia della disciplina in Italia. Da lì passeranno generazioni di atleti, successi, medaglie e sogni olimpici.
Il passo naturale è la guida tecnica. Battista Mismetti diventa Direttore Tecnico della Nazionale italiana di biathlon, accompagnando gli azzurri in un percorso di crescita che culmina con la partecipazione ai Giochi Olimpici di Sarajevo 1984. Anni complessi, pionieristici, fatti di sperimentazione, sacrifici e costruzione silenziosa.
Oggi, mentre l’Italia del biathlon guarda a Milano Cortina 2026, la storia di Battista Mismetti assume un valore ancora più simbolico. Perché prima delle vittorie, dei podi e delle grandi arene, c’è stato qualcuno che ha creduto in questo sport quando era solo neve, sci e bersagli lontani. E spesso, come accade nelle storie più autentiche, tutto è partito da Bergamo.
Fonte: Terzo Tempo Sport Magazine
Articolo originale: “Bergamo a Cinque Cerchi: Battista Mismetti e la nascita del biathlon italiano”
A cura di: Marco Cangelli

