Impresa Hristova: 20 su 20 e bronzo olimpico nell’individuale, la Bulgaria torna sul podio dopo 24 anni
Non era tra le candidate al podio della 15 km individuale femminile di Milano-Cortina 2026. Lora Hristova si presentava al via con il 73° posto nella classifica generale di Coppa del Mondo e un miglior risultato stagionale rappresentato dal 23° posto centrato proprio nell’individuale di Oestersund. Eppure, ad Anterselva, la ventiduenne bulgara ha ribaltato ogni pronostico, firmando la gara della vita: 20 su 20 al poligono e medaglia di bronzo olimpica.
Un risultato che riscrive la storia del biathlon bulgaro, tornato sul podio ai Giochi a ventiquattro anni dall’ultimo squillo, il bronzo di Irina Nikulchina nell’inseguimento di Salt Lake City 2002. Per Hristova, fino a ieri accreditata come outsider, è il primo vero exploit in carriera: il precedente primato personale era stato il 13° posto nell’individuale ai Mondiali IBU della scorsa stagione.
Consapevole della portata dell’impresa, la giovane atleta classe 2003 non ha nascosto l’emozione: «Questo significa tantissimo. Sono felice di poter ispirare le atlete più giovani, di renderle orgogliose. Sono davvero grata a tutta la mia squadra». Parole che fotografano il peso specifico di una medaglia che va oltre il risultato individuale.
Il capolavoro è nato al poligono. Hristova, reduce da una stagione con il 91% di precisione al tiro, ha confermato di possedere solidità e qualità tecniche di alto livello. «Sono davvero molto contenta del mio tiro pulito. Ho cercato di non pensare al risultato, ma solo di concentrarmi sul poligono e sulla tecnica sugli sci. Sono riuscita a dare il massimo. Sono orgogliosa di me stessa, perché so di essere capace di sparare senza errori e di sciare meglio rispetto alle ultime gare. Credo di essere arrivata a queste Olimpiadi nella mia forma migliore».
La chiave, soprattutto nell’ultima serie, è stata la gestione mentale. «Prima dell’ultimo poligono mi sono detta: “Adesso dimenticati di sparare, pensa solo all’ultimo giro e non distrarti”». Un mantra semplice, ma decisivo, per completare una prova impeccabile.
Con la medaglia al collo, Hristova ha faticato persino a mettere ordine tra le emozioni: «Non sono ancora riuscita a realizzare del tutto quello che è successo. Ho fatto tante interviste e non ho avuto tempo di godermi il momento, ma sono felicissima ed entusiasta della mia prestazione». Il podio condiviso con le grandi del circuito ha amplificato la sensazione: «È stato incredibile. Non riuscivo a credere di essere lì, accanto a vere leggende del biathlon, con il mio miglior risultato olimpico».
Tra le prime a complimentarsi con lei c’è stata Dorothea Wierer, padrona di casa e quattro volte medagliata olimpica: «Sono molto felice per Hristova. È fantastico quando un’atleta di un Paese piccolo riesce a ottenere un risultato così. Sono davvero colpita».
Parole che hanno colpito nel segno anche la bulgara, che ha rivelato di aver pensato proprio a un’intervista recente dell’azzurra: «Mi è tornato in mente quello che Dorothea aveva detto sulla sua medaglia olimpica: non aveva aspettative ed era rimasta molto calma. Sono felice di essere riuscita a fare lo stesso».
E prima di chiudere una giornata destinata a restare nella memoria, Hristova ha lasciato spazio anche a un’immagine simbolica, quasi romantica: la medaglia probabilmente non la accompagnerà ufficialmente a letto, ma «forse dormirà sotto il cuscino». Un modo semplice per custodire un sogno diventato realtà sulle nevi olimpiche di Anterselva.

