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Carlotta Gautero, tra determinazione e serenità: “Essere organizzati e mantenere una vita al di fuori degli allenamenti aiuta un atleta”

La lancetta del tempo non smette di muoversi e l’autunno ormai avanza, iniziando a far intravedere una stagione tutto da vivere per gli appassionati di sport invernali. Poco prima della partenza per la Val Martello, dove è appena iniziato il primo raduno sulla neve e in cui le atlete potranno finalmente appendere al chiodo gli ski-roll, abbiamo raggiunto telefonicamente la giovane promessa cuneese Carlotta Gautero per fare un punto della situazione su come ha trascorso questi mesi e su quali siano gli obiettivi per le gare in arrivo. L’intervista all’atleta classe 2006 delle Fiamme Oro:

“La preparazione è andata molto bene; a differenza del passato, le squadre maschili e femminili sono state divise, e il fatto di essere in poche ci ha permesso di essere seguite meglio. Mi sono concentrata specialmente sulla costanza al tiro: negli ultimi due anni ho migliorato le mie percentuali, ma continuando a commettere alcune serie negative. Anche a livello atletico sono soddisfatta: sono sicuramente aumentate le ore di allenamento e i carichi di lavoro, sono molto fiduciosa del percorso che stiamo facendo”.

I dolori alla gamba che hanno condizionato le ultime stagioni sono stati definitivamente risolti?

“Dopo tante visite specialistiche ho finalmente scoperto che il problema era a livello di nervi. Ho effettuato fino a giugno una neuromodulazione alla gamba e la situazione è decisamente migliorata. Non ho più avuto il fastidio, tuttavia sappiamo che nei periodi di forte carico è possibile che possa ripresentarsi ed è quindi giusto rimanere vigili. Gli allenatori sono stati molto disponibili a personalizzare il mio allenamento tenendo conto di questo aspetto”.

Gli obiettivi per la stagione in arrivo sono ben chiari: “Mi piacerebbe riuscire a fare qualche presenza in IBU Cup per fare esperienza, anche se sarà difficile perché abbiamo in squadra molte ragazze forti e i posti sono pochi. Sicuramente l’appuntamento più importante per me sono ancora i Mondiali Junior di marzo ad Arber: ho già fatto dei buoni risultati in queste competizioni, però mi piacerebbe riuscire a salire sul gradino più alto del podio. A livello di margini di miglioramento, invece, vorrei per davvero affinare la mia costanza al tiro e perfezionare la mia tecnica sugli sci sotto sforzo”.

Quanti sacrifici deve compiere una ragazza giovane come te per essere un’agonista?

“Più che parlare di sacrifici, credo si debba prendere atto della divergenza come stile di vita e esperienze rispetto ai miei coetanei. Si fa una vita diversa perché si hanno obiettivi diversi. A me è pesato poco perché sono riuscita a conciliare, per quanto possibile, lo sport con le amicizie e la scuola; credo sia importante mantenere una vita al di fuori degli allenamenti per avere la testa più lucida e non pensare solo al biathlon.

Bisogna essere bravi ad organizzarsi, ritengo che fino a quando quello che fai ti piace, significa che non pesa così tanto. Il nostro, in definitiva, è uscire un po’ prima dalla nostra zona di comfort rispetto agli altri, che lo dovranno poi fare quando si approcceranno al mondo del lavoro e sceglieranno la loro strada”.

Uno sguardo, infine, all’importanza del gruppo di allenamento: “E’ fondamentale. Passiamo tanto tempo insieme e riuscire a continuare a divertirsi come quando eri piccolo perché sei in un bell’ambiente è una grande fortuna. Ormai siamo grandi e durante gli allenamenti siamo focalizzati sul nostro lavoro, ma affrontare con un po’ più di leggerezza i momenti di condivisione in albergo e nelle trasferte aiuta molto a stemperare la tensione per le gare e le pressioni che si creano. Io sono sempre capitata bene, mi reputo fortunata”.

Foto: Sportissimus