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Christoph Pircher: “Preparazione perfetta, ora voglio partire forte”

Impegnato con la squadra B maschile nel ritiro in Val Martello, Christoph Pircher fa il punto su un’estate di preparazione scorrevole e ben riuscita, che gli ha dato fiducia in vista dell’ormai imminente inizio di stagione. Lo abbiamo raggiunto per parlare dei prossimi passi e degli obiettivi per il 2025/26.

Siamo ormai nella fase cruciale della preparazione, come stai e come valuti la tua estate di allenamenti?
“Sono veramente soddisfatto. Quest’anno è andato tutto alla perfezione: ho fatto tutti gli allenamenti previsti, avrò saltato forse due prove in tutta l’estate. È una cosa che capita raramente. Abbiamo aumentato un po’ volume e intensità e penso di aver fatto uno step importante.”

Nella scorsa stagione avevi già mostrato una crescita, soprattutto al tiro. Su cosa ti sei concentrato in particolare quest’estate per migliorare ancora?
“Al tiro abbiamo lavorato con calma. So sparare, ma l’anno scorso avevo periodi molto altalenanti: settimane in cui andava male e altre in cui andava benissimo. L’obiettivo era mantenere i periodi buoni più a lungo. Sugli sci invece abbiamo incrementato il volume e ho cercato di eseguire tutti i lavori con qualità costante. Volevo avere meno alti e bassi, e penso di averci lavorato bene.”

Guardando all’inverno, quali sono i tuoi obiettivi per l’inizio di stagione?
“In teoria dovrei partire dall’IBU Cup, anche se non è ancora ufficiale. L’obiettivo è partire forte già a dicembre, fare gare solide e migliorare rispetto all’anno scorso sia sugli sci che al tiro. Nel biathlon basta un raffreddore per cambiare tutto, quindi penso gara dopo gara.”

Pensi alla Coppa del Mondo? Ti senti vicino al tuo esordio?
“Per essere competitivo davvero lì, ci sono ancora degli step da fare. Ma se sto bene e faccio belle gare, perché no? Se arriva la possibilità, ben venga. Se non succede quest’anno, non è la fine del mondo. Però sì, sarebbe davvero bello fare le prime esperienze in Coppa del Mondo.”

Hai un biatleta preferito o uno a cui cerchi di ispirarti?
“Una volta era Tarjei Boe, ma ora che ha smesso… Devo dire che nella squadra italiana abbiamo tanti esempi: allenarsi con Tommy (Giacomel) o Didier (Bionaz) è una fortuna. Tommy soprattutto ha una costanza incredibile e un atteggiamento impeccabile. Da loro c’è davvero tanto da imparare.”

Fai parte anche del gruppo di lavoro Milano-Cortina, quanto ti aiuta allenarti con i migliori?
“Moltissimo. Quest’anno abbiamo fatto due o tre raduni insieme e spesso svolgevamo gli stessi lavori. Allenarsi fianco a fianco fa capire quanto vanno forte e cosa bisogna migliorare. È un metodo di lavoro che funziona molto bene.”

Ultima domanda, qual è il tuo sogno nel cassetto?
“Correre in Coppa del Mondo e fare bene. Quello è il mio obiettivo per i prossimi anni. Una volta lì, si pensa al prossimo step, senza mettersi troppa pressione. Si migliora anno dopo anno, step by step.”

 

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Foto: Josef Plaickner

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