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intervista Riccardo Romani allenatore ibu cup Italia

IBU Cup, Riccardo Romani: “Alzare il livello del biathlon deve essere l’obiettivo principale dei nostri ragazzi”

Dopo il primo weekend di staffette di Coppa del Mondo a Oestersund, anche l’IBU Cup è ai nastri di partenza. Abbiamo raggiunto telefonicamente il responsabile e tecnico della squadra maschile Riccardo Romani prima della partenza per Obertilliach, dove si svolgeranno le gare d’esordio della serie cadetta.

La prima domanda riguarda un bilancio degli allenamenti svolti durante l’estate e l’autunno con la Squadra B: “Io e Daniele (Piller Roner ndr) siamo molto soddisfatti e siamo riusciti a rispettare grossomodo tutti gli obiettivi preposti. C’è stato qualche intoppo con malanni vari e problemi fisici da parte di qualche atleta e in quel caso abbiamo adattato la preparazione a queste esigenze. E’ andata molto bene per merito dei nostri ragazzi, che hanno dimostrato alto spirito di sacrificio e una grandissima motivazione, agevolando il nostro lavoro”.

Un percorso condiviso iniziato già l’anno scorso: “Questo è il secondo anno che alleniamo questo gruppo; sicuramente poter svolgere un progetto pluriennale è importante, sia dal punto di vista dell’allenamento per dare continuità e progressione ai volumi di carico, sia dal punto di vista psicologico. Cambiare spesso la guida tecnica potrebbe spiazzarli, dovendo variare le metodologie di allenamento e lo stare in gruppo. Si è creata molta sintonia con i ragazzi: è anche un piacere condividere tutte le giornate di raduno che svolgiamo insieme”.

I test in Val Martello hanno decretato l’organico definitivo dei biathleti che parteciperanno alle prime tappe di IBU Cup: “Credo che i test in Val Martello siano stati un buon punto di partenza per l’inverno, ho già intravisto aspetti molto interessanti. La convocazione di Compagnoni, Perissutti e Lozza, tutti classe 2004 e l’anno scorso Juniores, dà una certa soddisfazione e una spinta in più al gruppo per conquistarsi il posto. La selezione di atleti che questa estate si sono allenati con il loro gruppo sportivo dimostra la sinergia tra i vari corpi e le squadre nazionali; tutti remano nella stessa direzione per rendere questi ragazzi pronti a competere tra alcuni anni a livello mondiale”.

Quali sono gli obiettivi che ti poni per questa stagione? “In linea generale per i componenti del nostro gruppo l’obiettivo principale deve essere quello di alzare il livello del loro biathlon senza fermarsi ai traguardi a breve termine. Per l’inverno in arrivo, invece, lo scopo è quello di metterli nella migliore condizione possibile di esprimersi e farli trovare pronti per le convocazioni in Coppa del Mondo.

Il valore dell’IBU Cup è molto alto, ci sono atleti di grosso calibro e chi arriva nelle prime posizioni sarà probabilmente competitivo anche nel circuito superiore: senza citare il blocco dei sei norvegesi, partiranno dalla serie cadetta i tedeschi Rees e Kuehn e anche la squadra francese è di alto spessore. Per i piazzamenti, proveremo a replicare agli Europei di quest’anno in Norvegia il numero di medaglie ottenuti l’anno scorso in Val Martello, ma non sarà facile”.

E le Olimpiadi? “Ogni atleta ha nel suo inconscio lo stimolo di questo evento e come allenatori non abbiamo forzato la mano su questo punto di vista. Sicuramente il loro obiettivo olimpico sarà quello del 2030, ma credo che se alcuni di questi ragazzi dovessero guadagnarsi con i risultati la convocazione, allora vorrà dire che saranno anche pronti per l’esordio in questo palcoscenico”.

Foto: Federico Angiolini