Giochi Olimpici, Milano Cortina 2026: le dichiarazioni delle azzurre dopo l’individuale femminile
Dorothea Wierer si prende l’abbraccio di Anterselva e risponde con una prestazione di altissimo profilo. Nel teatro che l’ha vista crescere e diventare una delle grandi del biathlon mondiale, la 35enne altoatesina chiude quinta nell’individuale dei Giochi di Milano-Cortina 2026, a un solo errore da una medaglia che avrebbe avuto il sapore dell’impresa.
La finanziera paga un bersaglio mancato al secondo poligono, episodio che pesa in una gara tiratissima vinta dalla francese Julia Simon. “Sono contenta – ha spiegato ai microfoni di Giorgio Capodaglio –. Il biathlon è uno sport durissimo, il livello è altissimo e oggi si sono viste anche delle sorprese. Sulle sci ho faticato parecchio, soprattutto dal terzo giro in poi. L’errore? Probabilmente un po’ di fretta. Era una gara in cui si poteva fare quattro zeri, ma può succedere”.
La difficoltà sugli sci ha radici fisiche ben precise, che l’azzurra non ha nascosto con sincerità: “Ho sofferto, purtroppo una volta al mese noi donne dobbiamo stringere i denti. Nei prossimi giorni andrà meglio”. Nonostante questo, Wierer ha trovato energie inattese lungo il tracciato, sospinta da un pubblico straordinario: “È stato bellissimo. Tantissimi tifosi, ma anche tecnici stranieri che facevano il tifo per me. Non me l’aspettavo, mi ha dato una spinta incredibile”.
Il quinto posto, a fine carriera e in un contesto olimpico, non è motivo di rammarico: “Onestamente poteva andare peggio. Qualcuno sarà deluso, ma io no. Ho ritrovato fiducia al tiro, che ultimamente mi aveva dato qualche dubbio. Questo era il modo migliore per dimostrare che posso ancora lottare”.
Capitolo Francia: la supremazia transalpina è evidente, ma Dorothea la riconosce senza esitazioni. “Sono la nazione più forte in questo momento. Bisogna accettarlo: lavorano tutte per essere le migliori e ora lo sono. Ogni squadra ha alti e bassi, adesso tocca a loro”. E sulle sorprese, come il bronzo della bulgara Hristova: “Mi piace quando nazioni più piccole salgono sul podio. È la miglior pubblicità possibile per il biathlon”.
La sprint è già nel mirino: l’obiettivo è una medaglia che potrebbe rendere ancora più speciale l’ultima danza olimpica davanti alla sua gente
Se Wierer può sorridere, Lisa Vittozzi mastica amaro. La friulana, tra le principali candidate al podio alla vigilia, scivola al 37° posto con quattro errori – uno per serie – che la estromettono presto dalla lotta per le medaglie.
“Non era la mia giornata al poligono – ha ammesso –. Ci ho provato, ma è andata così. I bersagli a volte entrano, a volte no. Bisogna accettarlo”. Un’analisi lucida, senza alibi: “Non faccio errori grossolani, quindi non sono colpi fuori misura. Sono lì, appena fuori, ma nel biathlon conta solo prenderli”.
Paradossalmente, il dato più confortante arriva dagli sci: Vittozzi ha mostrato uno dei migliori passi in pista, almeno finché è rimasta in corsa. “Avevo un buon ritmo. Quando ho capito di essere fuori dai giochi ho mollato un po’, ma fino a quel momento le sensazioni erano positive”.
Le francesi restano il riferimento tecnico del momento, ma Lisa mantiene il focus su sé stessa: “Erano le atlete da battere e sono state forti. Io però posso controllare solo la mia prestazione. Le altre non contano”.
La reazione è già tracciata: “Gareggiare con la rabbia mi ha sempre portato bene. Userò questa energia per le prossime gare”. La sprint rappresenta l’occasione immediata per cambiare inerzia”.
Per Hannah Auchentaller l’individuale di Anterselva è stata molto più di una gara: è stato l’esordio olimpico davanti al pubblico di casa. La 24enne altoatesina chiude 30ª con due errori e una delle migliori prestazioni stagionali.
“Essere qui non era scontato – ha raccontato –. Quando ho saputo che avrei gareggiato, mi sono detta che dovevo godermi ogni metro. Ho cercato di raccogliere tutte le energie positive degli ultimi giorni e portarle in gara”. Missione compiuta, in un’atmosfera definita “stratosferica”.
Il rammarico per i due errori c’è, soprattutto perché le sensazioni al tiro erano buone: “Mi sentivo sicura, il quattro su quattro sarebbe stato possibile. Però nel complesso sono soddisfatta, è una delle mie migliori gare dell’anno”.
L’aspetto emotivo ha avuto un peso rilevante: famiglia presente lungo il tracciato, un giro di pista condiviso con il padre nei giorni precedenti e la consapevolezza di vivere qualcosa di unico. “Gareggiare in casa è speciale. Questo ricordo me lo porterò per sempre”.
Sul caso Passler, Auchentaller mantiene prudenza: “Bisogna attendere gli ultimi accertamenti. Non me la sento di commentare”.
Giornata complicata per Michela Carrara. Sei errori al poligono la relegano al 65° posto, un risultato lontano dalle aspettative.
“Già nei giorni scorsi ho fatto fatica nella gestione dell’entrata al poligono – ha spiegato –. Non mi sembrava di sentire particolarmente la pressione, ma dovremo capire su cosa lavorare”.
Il dato incoraggiante arriva dalle sensazioni fisiche: “Sugli sci non stavo male, anzi mi sono sentita meglio rispetto ai giorni precedenti”. Un elemento su cui costruire la ripartenza già nella sprint.
Carrara non intende lasciarsi abbattere: la condizione è in crescita, ora serve ritrovare solidità al tiro per tornare competitiva.
Foto: Pentaphoto

