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Pircher Romanin Obertilliach

IBU Cup, Obertilliach: Le dichiarazioni di Christoph Pircher dopo l’Inseguimento maschile

La prima tappa di IBU Cup a Obertilliach si è conclusa e ha portato in dote alla squadra azzurra un podio con Rebecca Passler e diversi piazzamenti nelle prime posizioni che fanno sperare in un roseo futuro nelle prossime competizioni.

Il giovane biathleta classe 2003 Christoph Pircher, autore oggi di uno splendido quarto posto nell’Inseguimento maschile, traccia un bilancio su come sono andati questi primi giorni di gara:

“Nel complesso è andata bene, veramente bene. Sono partito come volevo e come avevo in testa nelle due settimane di ritiro e di test in Val Martello. In quell’occasione mi sono concentrato ad allenarmi con la giusta intensità ed è bello quando funziona ciò che programmi e si vedono i risultati”.

Tanta delusione dopo la seconda Sprint di ieri, nonostante il prestigioso ottavo posto al traguardo: “La prima gara è andata bene, ma non benissimo, anche se come inizio può starci. Ieri invece c’era molto rammarico alla conclusione, perché dopo il primo poligono ero nelle posizioni di testa e in piedi ho sbagliato l’ultimo bersaglio come un principiante”.

Oggi, invece, solo molta soddisfazione personale: “Siamo partiti bene, ho chiuso subito il buco su Nicola (Romanin ndr) e abbiamo fatto il primo giro assieme; dopo il primo poligono, in cui entrambi abbiamo sbagliato un bersaglio, abbiamo continuato a darci una mano. Andando avanti sono rimasto un po’ indietro, ma sono contento di essere rimasto concentrato al tiro e fare quello che dovevo fare. Al quarto poligono sono uscito sesto e l’ultimo giro è stato una battaglia. Avevo un piano in testa su come volevo interpretarlo; c’era molta fatica, ma ero sotto controllo e sono partito dove volevo. Sono molto felice”.

Appuntamento per l’IBU Cup tra pochi giorni in Val Ridanna per la seconda tappa: il menù prevede, sia per gli uomini, sia per le donne, l’Individuale giovedì, una nuova Sprint sabato e gli Inseguimenti la domenica.

Foto: Riccardo Romani