Lukas Hofer: “Abbiamo lavorato tutti molto e bene, ora voglio riuscire ad esprimere quanto sono capace di fare”
L’inizio della Coppa del Mondo è alle porte e Lukas Hofer ha tanta voglia di cominciare. Le trentacinque primavere rendono il carabiniere altoatesino uno degli atleti più esperti del circuito, ma l’entusiasmo e la grinta che lo contraddistinguono fanno invidia alle leve più giovani. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente appena prima dell’imbarco per il volo che, ieri sera, lo ha portato da Milano ad Helsinki, da cui poi raggiungerà oggi Kontiolahti.
“La preparazione è andata molto bene. Ho avuto solo un piccolo problema muscolare a Livigno, ma che si è risolto facilmente. Ad eccezione di qualche raffreddore, fino ad adesso le malattie mi hanno risparmiato, quindi sono davvero contento di come sono andati questi mesi. Abbiamo lavorato assiduamente, tantissime ore. Io mi sono focalizzato soprattutto ad incrementare la forza fisica, e i carichi di lavoro delle ultime settimane di allenamento sono stati impegnativi”.
Fondamentale è stato l’ultimo raduno a Sjusjøen, dove gli atleti azzurri hanno potuto finalmente esercitarsi sulla neve:
“L’importante per me era trovare confidenza e fiducia sugli sci stretti e ho fatto molti chilometri nei giorni in cui ero in Norvegia. Ho cercato di lavorare bene, senza prestare particolare attenzione alle gare, che ho visto solo come un allenamento; l’importante è farsi trovare pronti per quelle di Coppa del Mondo e ai Mondiali”.
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Qual è il clima in squadra, c’è la pressione di dover confermare i risultati dell’anno scorso?
“Abbiamo tutti un buono stato di forma, l’ambiente è sereno e c’è determinazione a continuare il percorso di crescita intrapreso negli ultimi anni. Un po’ di tensione è presente ed è giusto così, perché è proprio quel pizzico di nervosismo che permette di tenere alta la concentrazione”.
Uno sguardo agli obiettivi stagionali, personali e di squadra:
“Per il gruppo è sicuramente quello di fare bene nelle staffette e come collettivo; per me stesso non pongo traguardi precisi: il rischio di farlo è di perdere l’attenzione su tutto il resto. Essenziale è stare bene a livello di salute, riuscire a fare tutte le gare e potere esprimere quanto sono capace di fare e per cui mi sono allenato tutta l’estate”.
E’ proprio a Kontiolahti che il pusterese ha raccolto il suo primo podio in Coppa del Mondo (Staffetta Mista nel 2010 con De Lorenzi, Katja Haller e Karin Oberhofer) e l’ultimo individuale (Inseguimento nel 2022): “E’ una località che mi è sempre piaciuta; è una pista impegnativa, ma che si adatta alle mie caratteristiche. Speriamo di trovare temperature più fredde nei prossimi giorni, visto che ora fa abbastanza caldo, e vedremo cosa si ottiene. Più riusciamo a divertirci, più si raccolgono i risultati”.
Escludendo gli atleti azzurri, chi può essere la sorpresa di questa stagione?
“Dico due nomi che non sono più una novità: Eric Perrot e Johan-Olav Botn. Hanno già fatto vedere che sono pronti a dare battaglia”.

