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Martina Trabucchi, la forza di ripartire: “Il livello tra noi ragazze è alto e questo mi motiva ancora di più”

Martina Trabucchi approccia la nuova stagione con la consapevolezza di chi lo scorso inverno ha mostrato il più grande salto di qualità nella squadra italiana. La 23enne valdostana un anno fa è partita dall’Ibu Cup e complice i problemi fisici di alcune compagne si è trovata, quasi a sorpresa, in Coppa del Mondo ad Hochfilzen. Molti pensavano che si sarebbe trattato di una temporanea apparizione e invece Trabucchi ha stupito tutti rimanendo nel massimo circuito tutto l’inverno. Ai Mondiali si è guadagnata la presenza in sprint e inseguimento, per poi calare nelle ultime tappe. Il suo anno olimpico ripartirà dall’Ibu Cup, complice il pettorale in meno e il rientro di Lisa Vittozzi, ma il sogno a cinque cerchi è vivo e l’impressione è che presto la rivedremo in Coppa del Mondo.

Buongiorno Martina, come ha vissuto la preparazione estiva e su cosa ha lavorato?

“L’ho vissuta bene. In squadra ci troviamo bene e tutte hanno voglia di lavorare. Mi sono concentrata sia sugli ski roll sia sul tiro e sono contenta di quanto ottenuto”.

Arriva da un inverno ottimo, hai già saputo se partirà in Coppa del Mondo?
“No, so già che comincerò in Ibu Cup, io e Rebecca Passler partiremo da lì. Poi si vedrà in base a come va la stagione. Partire in Ibu Cup non mi butta giù, anche perché due di noi si sapeva avrebbero dovuto iniziare dal circuito cadetto, non è una condanna. Si può salire come scendere”.

Il pettorale in meno in Coppa del Mondo immagino abbia inciso sulla scelta

“Si sia quello sia il ritorno di Lisa. C’erano dei criteri da rispettare e così sono state prese le decisioni per la Coppa del Mondo. Due sono state scelte tecniche in base all’estate, l’altra è stata presa nelle ultime prove fatte in Finlandia, a Vuokatti. Si è fatta una media tra le due classifiche e la prima si è guadagnata il posto. Io non sono rientrata in questi criteri. Ovviamente sono dispiaciuta, però non troppo, perché già sapevo che sarebbe stata dura, quindi va bene così”.

A tal proposito, siete sette/otto ragazze praticamente sullo stesso livello, la motiva questa concorrenza interna?

“Tolte Vittozzi e Wierer, che sono tra le big al mondo, noi siamo lì. C’è chi è più forte e chi meno, però il livello è più omogeneo rispetto a quello che hanno Lisa e Dorothea. C’è chi spara meglio e chi va più forte sugli sci, ma sbaglia di più al poligono. E sì questo mi motiva molto”.

Per le Olimpiadi sarà lotta serrata tra di voi, crede di poter conquistare uno dei posti disponibili?

“Ora non posso dirlo. È il sogno di tutti, tutti ci sperano e anche per me è possibile. Cercherò di fare del mio meglio in ogni gara e poi si vedrà. Al tiro mi sento più o meno sul livello dell’anno scorso. Sugli sci forse quest’anno sono un pochino migliorata. Ma non posso ancora giungere a conclusioni”.

In Ibu Cup crede di poter puntare al podio vista la crescita mostrata lo scorso inverno?

“Sinceramente penso di sì. Impossibile non lo è di certo, perché alla fine nella squadra italiana anche l’anno scorso tante ragazze sono riuscite ad arrivare sul podio. Io ero leggermente più forte di loro, quindi se un giorno dovessi fare bene sia al poligono sia sugli sci credo che sia fattibile”.

Foto: Federico Angiolini