Mirco Romanin: “Avere una squadra che può mettere tutte sotto pressione è importante per mantenere alto il livello”
Mirco Romanin è da diverse stagioni alla guida della nazionale italiana femminile di biathlon. L’ allenatore friulano, classe 1989, che in precedenza si è distinto alla guida della nazionale Juniores e Giovani, è l’allenatore responsabile della parte atletica e fa parte del gruppo di lavoro con i tecnici del tiro Jonne Kähkönen e Alex Inderst. In un intervista alla vigilia di questa stagione cruciale per le azzurre, in vista dei Giochi Olimpici del 2026, abbiamo chiesto le sue impressioni:
Romanin buongiorno, innanzitutto parto dalla composizione del suo gruppo di lavoro che è si è ridotto con la suddivisione tra squadra A e B, sul quale avete potuto lavorare da diverse stagione anche individualmente. I carichi di lavoro sono variati in vista poi dei Giochi Olimpici della prossima stagione?
“Certo, c’è stata una modifica abbastanza importante rispetto agli ultimi due anni. Innanzitutto il numero delle atlete è qualitativamente parlando migliore. Quando hai meno atleti da gestire, puoi fare un lavoro migliore rispetto al passato. Nei volumi complessivi c’è stato un cambiamento nell’approccio alla stagione. Quest’anno siamo andati a Vuokatti (Finlandia) a ottobre per i raduni sulla neve, abbiamo preferito anticipare la trasferta al Nord piuttosto di cercare neve sul ghiacciaio come l’anno scorso. Il lavoro è stato simile a quello degli ultimi due anni, con un piccolo richiamo rispetto al passato. Adesso a fine preparazione è tutto più o meno sulla falsa riga degli ultimi anni”.
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Partiamo da forse la notizia più difficile, Lisa Vittozzi dovrà saltare per un problema alla schiena la prima tappa di Coppa del Mondo. Un peccato perderla proprio per l’inizio della stagione, come sta procedendo il recupero?
“Sì, è stato un problema che probabilmente in estate si sarebbe risolto in molto meno tempo. Quando manca poco alle gare non è mai facile gestire queste situazioni per gli atleti. A fine raduno, cercando di fare dei lavori di intensità, ha riposato un po’, sembrava stesse meglio. Poi il dolore si è ripresentato, non così forte, ma comunque presente. Ha continuato ad allenarsi ad una buona intensità, soffrendo un po’. Questa decisione mi ha permesso di farla stare un po’ tranquilla e recuperare definitivamente il problema per farla allenare di nuovo. Il lavoro è stato di alta qualità e quindi si è deciso di fare così. Speriamo che possa esprimersi al meglio e crescere durante la stagione. L’idea è che non fosse il caso di forzarla, perché aveva anche bisogno di recuperare mentalmente e gestire bene gli allenamenti, sarebbe diventato tutto un rincorrere la condizione durante le gare, cosa che non è semplice”.
A proposito di assenze, anche Rebecca Passler ha dovuto dare forfait per prime gare del weekend a causa di un attacco influenzale. Sarà una stagione importante per lei e Hannah Auchentaller, da loro ci si aspetta quel salto di qualità che per motivi fisici o di salute è mancato lo scorso anno: le premesse sono buone, saranno all’altezza?
“Hanno svolto un’ottimo lavoro durante la preparazione, chiaramente è il momento di fare quel salto e sarò importante non dover rincorrere la condizione a causa di problemi fisici e malattie, per permettere loro di rimanere competitive”.
Michela Carrara e Samuela Comola sono le atlete con più esperienza in campo internazionale del gruppo femminile. La scorsa stagione hanno alternato delle belle gare a giornate difficili, sentendo forse un po’ troppe responsabilità e/o aspettative su di loro.
“Durante la preparazione, tutte le ragazze sono state molto vicine come livello. Michela ha avuto una marcia in più, soprattutto d’estate, ma fa ancora fatica al tiro. Le altre sono molto vicine rispetto alla scorsa stagione. Per questo motivo, si è deciso di far partire Beatrice Trabucchi dall’Ibu Cup. A Martello ha dimostrato di essere lì con le altre e di poter continuare a crescere, mettendo pepe in situazioni dove niente è scontato. Le porte sono sempre aperte sia per entrare che per uscire. Avere una squadra che può mettere tutte sotto pressione è importante per mantenere alto il livello. La stessa Martina Trabucchi è andata molto bene a Martello, dimostrando che il livello è praticamente pari. Potenzialmente, può mettere pressione alle altre, speriamo la faccia. Purtroppo, altre ragazze hanno avuto qualche problema, come Carpella, Sara e Ilaria Scattolo. Sono sicuro che anche loro potranno dire la loro durante la stagione, mettendo pressione a chi compete in Coppa del Mondo”.
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Chi sono per lei le atlete da battere per la sfera di cristallo per quanto riguarda le altre nazionali?
“La Francia ha uno squadrone, l’abbiamo già visto l’anno scorso e negli anni passati. Sono una squadra che è cresciuta molto, soprattutto per quanto riguarda le atlete che passano dalle categorie giovanili, molto forti. In Coppa del Mondo è un po’ come la Norvegia al maschile. Hanno un ricambio impressionante e sono tutte molto forti. Simon e Braisaz su tutte: Julia potrebbe essere una di quelle che potrebbero arrivare a grandi risultati. Potrebbero arrivare belle cose ma sappiamo che ogni tanto ci sono sorprese.
Dal mio punto di vista, ci saranno sempre le diverse atlete che si inseriranno al vertice. Davidova vedremo come andrà, l’Austria che ha un bel team. Le tedesche sono una squadra molto giovane che sta facendo bene e poi ovviamente le svedesi, soprattutto Elvira Oeberg, che ha già fatto vedere il suo valore”.
A Martello si è distinto tuo fratello Nicola Romanin, che con grande determinazione si è guadagnato un pettorale per partire fin da subito in questa stagione di Ibu Cup. Forse uno degli esempi più rappresentativi della passione per questo sport.
“Nicola è stato molto bravo a tenere duro in questi ultimi anni, nonostante i problemi di lavoro. Una volta entrato nel mondo sportivo avendo così molta disponibilità per allenarsi, cosa che è stata fondamentale. Sarebbe impossibile competere con il biathlon senza una buona preparazione. Gli allenamenti sono stati una bella soddisfazione per me la scorsa stagione. Abbiamo avuto buona continuità e quest’anno possiamo ottenere ottimi risultati. È importante avere tanta voglia di lavorare e metterci del proprio. Il valore aggiunto è anche la famiglia.
Nicola è anche papà, ma diventerà presto zio, giusto?
“Esatto, è così. Io e la mia compagna Eugenia stiamo aspettando una bambina che dovrebbe nascere entro la fine dell’anno, spero di tornare in tempo a casa”.
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