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Tommaso Giacomel: “dopo i problemi avuti, sarà dura lottare per la generale”

Anterselva sta ospitando il raduno delle squadre “A” ed “Elite” maschili, al quale stanno partecipando Didier Bionaz, Patrick Braunhofer, Elia Zeni, Christoph Pircher, Nicola Romanin e Tommaso Giacomel, sotto la guida dei due allenatori Fabio Cianciana e Andrea Zattoni.

Gli occhi sono inevitabilmente puntati su Tommaso Giacomel e sul suo recupero, dopo che – oltre allo stop anticipato la scorsa stagione – ha dovuto fare i conti con la lussazione alla spalla ad inizio estate. In quel di Anterselva dunque Giacomel ha fatto il punto della situazione a Biathlon Azzurro.

Dopo lo stop anticipato della passata stagione e l’infortunio ad inizio estate, come stai?

“L’estate è stata la peggiore in assoluto, ho avuto problemi abbastanza gravi nel giro di 4 mesi, è stato tutto tranne che ottimale. Sono state cose che mi hanno dato fastidio ma bisogna cercare di estrarre il massimo da ogni situazione e credo di averlo fatto, soprattutto dopo la lussazione alla spalla che si è rivelato essere un infortunio veramente fastidioso e molto invasivo. Essendo un biatleta la spalla mi serve per spingerci sopra e ci ho lavorato veramente tanto”.

Quanto è stato importante avere pazienza e cercare di non forzare i tempi?

“Tantissimo, ho la fortuna enorme di avere mia zia che credo sia la fisioterapista migliore che abbia mai avuto. Mi sono fatto seguire da lei in questo periodo, essendo un membro della famiglia è stata molto d’aiuto. Devo ringraziare soprattutto lei se oggi sono qui a spingere con entrambe le braccia”.

Nonostante tutte queste problematiche con quali certezze parti per la prossima stagione?

“Non lo so, credo di essere ancora un po’ indietro rispetto agli altri, non penso di gareggiare a Monaco. Purtroppo di allenamenti di biathlon ne ho fatti pochissimi avendo iniziato a metà agosto, preferisco impiegare  il tempo allenandomi piuttosto che fare gare. Visti tutti gli inconvenienti che ci sono stati quest’anno la vedo dura lottare per la classifica generale. Devo vedere come arriverò a novembre”.

Ci sono ancora un po’ di dubbi, soprattutto riguardo al problema alla spalla.

“Sì perché alla fine ho perso due mesi di skiroll che sono molti, mi sono allenato in bici ma non è la stessa cosa. Sento infatti di aver perso un po’ di elasticità e di dinamismo quando provo a spingere sugli skiroll. Spero di recuperare ma mi dà molto fastidio non performare come vorrei”.

Hai comunque la certezza di sapere ciò che vali quando stai bene.

“Sicuramente, per l’infortunio che ho avuto e per il poco tempo che mi sono allenato sugli skiroll, credo di andare già forte in questo momento. Credo comunque che mi manchi un po’ di consistenza. Se sto bene so che posso andare molto forte e che posso vincere le gare. La stagione però dura 4 mesi e fare bene solo una gara non è nel mio interesse”.

Per un obiettivo come la Coppa del Mondo dobbiamo riparlarne alla vigilia della stagione?

“Sì, sarà un ottobre impegnativo come sempre. Spero di lavorare veramente bene a Geilo e di farmi trovare pronto per la prossima stagione, ci spero veramente tanto”.

In questo periodo difficile quanto sono state importanti tutte le persone che ti sono state vicino?

“Elisa (la sua fidanzata, ndr) credo mi abbia tenuto sui binari più di una volta, già dopo l’operazione al cuore quando veniva a trovarmi in ospedale. Il problema della lussazione alla spalla l’ho gestito un po’ meglio, è chiaro che ho avuto dei momenti molto difficili in cui non riuscivo neanche ad alzare il braccio e ho iniziato a dubitare di tornare a fare biathlon”.

“Quando sono andato in raduno ad Obertilliach e ho provato a sdraiarmi a terra, a legare la cinghia al braccio e a mettere il calcio sulla spalla, ho sentito tirare tantissimo e mi faceva molto male tanto che pensavo che mi uscisse nuovamente la spalla. Poi per fortuna grazie a mia zia le cose si sono sistemate, è stato molto importante avere a fianco le persone giuste”.

Intervista a cura di Giorgio Capodaglio

Foto: Giorgio Capodaglio