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Biathlon, Rebecca Passler: “Una stagione ricca di belle esperienze, il sogno è sicuramente Milano Cortina 2026”

Abbiamo il piacere di iniziare la rassegna delle interviste post stagionali dalla giovane biathleta Rebecca Passler, nipote di Johann, due volte medaglia di bronzo a Calgary. L’azzurra classe 2001 arruolata per il gruppo sportivo dei Carabinieri si apprestava alla prima stagione da Juniores reduce dalle due medaglie d’argento conquistate a Lenzerheide nella categoria giovani, salendo sul podio in Junior Ibu Cup. In questa stagione la valligiana di Anterselva è riuscita ad alzare enormemente l’asticella: partendo dalla Coppa Italia e dall’Alpen Cup disputate a Forni Avoltri, nel mese di gennaio ha esordito in Ibu Cup ottenendo la convocazione agli Europei di Duszniki Zdroj. Le migliori soddisfazioni sono arrivate ad Obertilliach, dove si sono disputati sia ai Mondiali Junior che la tappa finale Ibu Cup, dove è stata tra le grandi protagoniste. Recentemente a Martello si è aggiudicata il titolo di campionessa italiana juniores nella mass start, mettendosi però alle spalle sia Lisa Vittozzi che Dorothea Wierer.

Ciao Rebecca, in questa stagione di gare hai fatto il pieno di medaglie. Partiamo con ordine: questa è stata la tua prima stagione da “Junior”, hai avuto l’opportunità di gareggiare direttamente in Ibu Cup nel mese di gennaio, dove sei salita sul podio nella single mixed ad Arber (Germania) con Daniele Cappellari. Che emozione è stata?

“Al momento della convocazione in Ibu Cup ho pensato di dover solo fare esperienza per imparare dagli altri compagni, ero curiosa di vedere il mio livello al confronto di atleti che gareggiano anche in Coppa del Mondo e quindi un po’ più alto rispetto alle atlete con cui mi confrontavo a livello giovanile. La single mixed è la mia gara, sapevamo già di poter far bene ma non pensavamo di poter far podio: ancor di più dopo l’ultimo poligono dato che sono incorsa nel giro di penalità in seguito alla serie in piedi, è stato un bell’ultimo giro contro la tedesca e mi sono riconquistata il secondo posto”.

Podio che avete poi sfiorato anche ai Campionati Europei di Duszniki Zdroj (Polonia), dove erano presenti anche atleti che si giocavano la convocazione per i Mondiali di Pokljuka. L’obiettivo principale della tua stagione però erano i Mondiali Junior di Obertilliach (Austria), dove sei riuscita a conquistare tre medaglie in quattro gare. E’ stata una bella lotta sia nella sprint che nell’inseguimento con Amy Baserga. Nella staffetta inoltre avete fatto un’ottima prova di squadra arrendendovi solo alle francesi.

“Esatto. Essendo il mio primo anno da juniores conoscevo il livello delle mie coetanee fino alla stagione scorsa, la junior Ibu Cup purtroppo è stata annullata a causa della pandemia e solo alcune atlete junior erano presenti come me in IBU Cup. Non sono partita bene ai Mondiali Junior nell’individuale, per cui ero un po’ nervosa prima della sprint, ma è andata bene e ho fatto una bella gara. Purtroppo dovevo attendere anche tutte le altre partecipanti per sapere il risultato finale, dopo aver colto la prima medaglia ero decisamente più tranquilla. Nella staffetta sono partita in quinta posizione nell’ultima frazione ma non avevo pressione, ero concentrata solo su ciò che dovevo fare. Poter finalizzare il lavoro della tua squadra al traguardo, festeggiando con le tue compagne e lo staff per la conquista di una medaglia, è sicuramente l’emozione più bella”. 

Obertilliach che ha regalato una gioia anche nell’ultima tappa in Ibu Cup. Sebbene non nella migliore condizione fisica, hai trovato lo zero al poligono (il primo stagionale) e tenendo duro nell’ultimo giro hai conquistato il primo podio in Ibu Cup

“Sicuramente un podio inaspettato, anche perchè il giorno prima della sprint mi sentivo malissimo, tanto che la mia presenza era in forte dubbio. Ho deciso all’ultimo, avendo la gara nel pomeriggio mi sono detta di provarci. Mi è andata bene dal momento che ho trovato il doppio zero al tiro, mi sono sentita anche meglio sugli sci per poter chiudere in forze l’ultimo giro”.

Infine sabato ai Campionati Italiani come dici tu la ciliegina sulla torta: grazie a due ottime serie in piedi sei riuscita a sopravanzare atlete del calibro di Lisa Vittozzi e Dorothea Wierer. Fortunatamente la caduta sul traguardo mentre stavi già esultando non ha influito sul risultato finale

“Ero concentrata sulla mia gara ma allo stesso tempo volevo vedere come Dorothea e Lisa l’avrebbero interpretata, è stato bello potersi confrontare nella mass start. Però mi sono concentrata soprattutto sui miei poligoni: dopo l’ultima serie mi hanno informato che avevo Lisa Vittozzi dietro di me, non sapevo se sarei riuscita a tagliare per prima il traguardo, ma ho dato tutto nell’ultimo giro. Dopo l’ultima curva ero certa di essere prima, nell’esultanza sono inciampata nel bastone e sono caduta, per fortuna avevo abbastanza margine”.

I risultati del gruppo giovani-juniores, in particolare nelle ultime stagioni ed è emerso ancor di più negli ultimi Mondiali giovanili hanno dato ancor più credito a tecnici preparati come il friulano Mirco Romanin e il valdostano Fabio Cianciana, mentre ad Anterselva sei comunque seguita dai Carabinieri

“A casa ad Anterselva c’è sempre Willy Pallhuber a seguirmi negli allenamenti, quando sono in ritiro con Mirco lavoriamo soprattutto sulla tecnica di sciata e su come gestire la gara dal punto di vista atletico e fisico. Sul lato poligono Fabio sa sempre dirmi la cosa giusta per potermi tranquillizzare sull’aspetto del tiro, è fondamentale per potermi concentrare al meglio prima di ogni competizione”.

Su quali aspetti ti stai concentrando sul lavoro per la tua crescita? Il tuo punto di forza, oltre all’ottimo passo sugli sci, è sicuramente l’approccio al poligono, dove spesso risulti tra le migliori come tempi di shooting time. Molto solida a terra e precisa anche in piedi, qual è il tuo segreto?

“Devo lavorare sia sugli sci che al poligono, però il margine sicuramente è più ampio nel passo sugli sci dove posso ancora migliorare molto. Al tiro questo è il mio l’approccio al poligono, gestisco il giro per poi guadagnare terreno sulle avversarie grazie ai tempi di esecuzione. Non sempre sono precisa ma a prescindere dal contesto questo è il mio approccio”. 

Dopo il podio ottenuto a Obertilliach ci si chiedeva se sarebbe arrivato anche il tuo esordio in Coppa del Mondo, ti sarebbe piaciuto partecipare alle gare di Östersund? Oppure dopo la doppia fatica ravvicinata tra Mondiali Junior e Ibu Cup sarebbe stato complicato volare fino in Svezia?

“Se fosse stato possibile mi sarebbe piaciuto poter fare questo tipo di esperienza e imparare dalle atlete che gareggiano in Coppa del Mondo, però so che sono ancora giovane e avrò tempo di poter fare esperienze anche in Coppa del Mondo”. 

Vedremo come saranno organizzati i gruppi di lavoro per questa stagione. Come dice spesso Dorothea nelle interviste la Coppa del Mondo è un altro mondo, ma le carte non ti mancano. Ti sentiresti pronta a questo grande salto nella prossima stagione?

“Difficile dirlo ora, dipende anche come uscirò dalla preparazione di questa estate e, come dicevi, anche in base a come saremo organizzati nei gruppi di lavoro. L’importante è poter finalizzare la preparazione senza problemi di salute o legati alla pandemia ancora in corso, poi vedremo quando sarà il momento di gareggiare il livello”.

Sarebbe bello poter continuare questo percorso di crescita anche con Hannah Auchentaller, che di recente ha compiuto 20 anni e che vi stimolate anche in allenamento a dare sempre il massimo, ma lo stesso discorso vale per Linda Zingerle. Il sogno è Milano Cortina 2026?

“Il sogno per tutte noi è sicuramente Milano Cortina 2026, sia perchè ad Anterselva, sede delle gare di biathlon, è la nostra casa e qui abbiamo i tifosi, amici e parenti. Sarebbe veramente bello per noi poter gareggiare nell’appuntamento olimpico, ma dobbiamo pensare a fare un passo alla volta”. 

Hai un idolo o un riferimento nel mondo del biathlon?

“Quest’anno mi è piaciuta molto Tiril Eckhoff, ma anche Dorothea Wierer e Lukas Hofer: è importante per noi giovani allenarsi con loro durante i ritiri come è successo ad esempio questa estate nel raduno di Anterselva”.

Ci sono dei ringraziamenti da fare al termine di una stagione per te così speciale?

“Sicuramente il Centro Sportivo dei Carabinieri, i miei genitori e il gruppo juniores-giovani del biathlon della Federazione Italiana Sport Invernali che mi supportano non solo durante la stagione agonistica”

Foto: FISI