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Lukas Hofer Fabio Cianciana

Chiusa Pesio, Lukas Hofer scalda i motori: “Da Anterselva in poi ho cambiato marcia, punto a ritrovare le sensazioni giuste”

Il sole splende a Chiusa di Pesio, località del cuneese che ospita da alcuni giorni il primo ritiro stagionale della squadra nazionale maschile di biathlon e di Dorothea Wierer. Quest’anno, a differenza dei precedenti in cui aveva svolto alcune sessioni di allenamento con la nazionale svedese, si è unito fin da subito alla truppa azzurra anche Lukas Hofer.

Il trentaquattrenne altoatesino del Cs Carabinieri è reduce da alcune settimane di meritato riposo per ricaricare le batterie e di dettagliata pianificazione della preparazione per la prossima stagione: “L’inizio è sempre utile per ritrovare il gruppo e, a parte il diluvio che abbiamo preso il primo giorno, tutto procede al meglio. E’ stata una buona scelta quella di venire a Chiusa di Pesio: una nuova pista di ski-roll, un nuovo poligono, un nuovo ambiente rispetto al solito”.

Uno sguardo alla stagione appena trascorsa, autentica resurrezione dopo il calvario di infortuni che lo ha tenuto fuori dalle competizioni per un anno: “Ero consapevole che all’inizio poteva essere una montagna russa in termine di risultati, perché non è facile trovare subito la strada giusta dopo quattro interventi chirurgici. Successivamente ad Anterselva, la mia forma è cambiata e sono riuscito a ottenere buoni piazzamenti; è stato importante mentalmente per avere una spinta a continuare ancora”.

Continuare ancora e arrivare competitivi a Milano-Cortina 2026:

“Il proposito per il prossimo inverno è quello di non avere nuovi guai fisici e non farsi male; se tutto procede bene i risultati vengono da se’. Sullo sfondo, l’obiettivo clou rimangono certamente le Olimpiadi”.

Quanto è importante l’esperienza maturata nel corso degli anni per affrontare i momenti difficili nella carriera di un atleta?

“E’ fondamentale. L’ho notato in alcune situazioni accadute nella stagione trascorsa: nelle staffette di Ruhpolding e Oberhof per esempio, oppure nelle gare individuali con condizioni meteo avverse. Sei più consapevole, e questo cambia il tuo comportamento in pista; mi ha anche aiutato a ritrovare le sensazioni giuste dopo tutte le difficoltà che ho avuto”.

L’attenzione verso il biathlon in Italia è cambiata rispetto al tuo esordio?

“Assolutamente. Sta crescendo di anno in anno in tutto il mondo, specialmente nei giovani. Credo che ciò che è stato costruito in passato siano state le basi per cosa stiamo vivendo ora. Speriamo continui così, perché il calore del pubblico è uno stimolo essenziale”.

 

Giovanni Molinari