Fabio Cianciana: “Se facciamo un buon biathlon, i risultati arriveranno di conseguenza”
Quando mancano pochi giorni alla partenza della Coppa del Mondo di biathlon, abbiamo raggiunto telefonicamente Fabio Cianciana per fare il punto della preparazione. L’allenatore valdostano del CS Esercito è al terzo anno alla guida della squadra A maschile ma anche di Dorothea Wierer, responsabile per quanto riguarda il tiro. Cianciana aveva già seguito Wierer e Hofer quando erano ancora nelle nazionali giovanili e ha avuto modo di collaborare nelle ultime stagioni praticamente con tutti o quasi gli azzurri delle squadre nazionali senior. Esperienze e competenze sviluppate anche nel comitato ASIVA ed ora sta lavorando per far crescere questi ragazzi, sia giovani che più esperti, anche in Coppa del Mondo.
Cianciana buongiorno, innanzitutto le chiedo un’impressione generale sulla preparazione, conclusa nelle scorse settimane con le gare di Sjusjoen che hanno aiutato a rompere il ghiaccio: “La preparazione è andata molto bene. C’è stato l’unico intoppo per Braunhofer che ha avuto dolore a un ginocchio fino a fine luglio. L’abbiamo gestito con la fisioterapia e medicina ma non abbiamo avuto problemi, perchè a Maggio, giugno e luglio non poteva correre. Abbiamo fatto un sacco di skiroll. È stato molto tenace perché non poter cambiare mezzo è veramente logorante. In estate abbiamo questa possibilità di poter cambiare mezzo a prezzo di allenamento. Il problema è stato risolto e quindi ci siamo riusciti. Tutti gli altri stanno bene, niente da segnalare. Abbiamo fatto un buon passo avanti e poi dopo la prossima settimana si vedrà”.
Dopo l’esperienza delle scorse stagioni con la nazionale svedesi, hanno potuto seguire da vicino anche per tutta la preparazione Lukas Hofer. Penso che con gli altri ragazzi abbia trovato comunque gli stimoli giusti all’interno della squadra azzurra e il contributo che può dare, in gara e non solo, è fondamentale.
“Luki ha fatto 5 raduni con noi durante l’estate. In alcuni periodi è andato con la squadra femminile perché voleva fare un percorso di quota diverso dal nostro ed ha aggiunti del periodi di allenamento in quota a Lavazè e a Livigno. Sicuramente è un valore aggiunto all’interno della squadra, a livello di esperienza e come esempio di lavoro”.
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I riflettori al maschile sono puntati sul rendimento di Tommaso Giacomel e Didier Bionaz: sugli sci hanno mostrato un grande rendimento, ma lo step in avanti passerà per forza di cose dal poligono, dove devono trovare maggiore continuità. Tommaso ha concluso brillantemente la scorsa stagione, chiudendo ottavo nella generale e andando vicino al successo, che è il suo grande obiettivo per questa stagione, da abbinare alla top 5 in classifica. Obiettivi concreti e nemmeno troppo distanti, cosa gli manca?
“Tommaso quest’anno è maturato tantissimo ed è molto meno istintivo, soprattutto nel tiro in piedi. È un grande talento, ma è sempre stato troppo istintivo. Adesso, avendo lavorato sulla tecnica, ha una percezione molto più precisa di ciò che sta succedendo e riesce a fermarsi se commette un errore. Questo è il punto fondamentale della stagione: se riesce a mantenere il controllo e a gestire queste situazioni, raggiungerà entrambi gli obiettivi. Chiaramente, se dovesse succedere come l’anno scorso, quando si lasciava trasportare dall’euforia e lavorava poco, i risultati potrebbero essere altalenanti. Abbiamo visto che ci sono state più volte in cui le cose non sono andate bene. È una questione di equilibrio mentale e tecnico.
Per quanto riguarda Dido è più una questione emotiva che tecnica. Deve riuscire a mantenere la concentrazione e la serenità per sparare con un alta percentuale. Stiamo cercando di raggiungere questa consapevolezza: essere sereni e sparare bene. Spesso non si accorge di cosa sta facendo perché è così immerso nel lavoro che non riesce a percepire quello che sta accadendo. A mio parere, dovrebbe riuscire a mantenere la presenza mentale e non pensare solo all’obiettivo del risultato. Se ti concentri sul bersaglio, tutta la tecnica e il tempo vengono messi da parte”.
C’è curiosità anche per valutare la crescita di Elia Zeni, che nel finale della passata stagione ha fatto dei bei passi in avanti entrando anche con continuità in zona punti, ma sarà più importante per lui concentrarsi sul lavoro piuttosto che sui risultati.
“Elia aveva molti margini di miglioramento, soprattutto nel tiro, dove c’era tanto spazio per crescere in velocità, precisione e quantità di colpi sparati. Fisicamente, è un atleta ben strutturato, con un “motore” potente, e in questi due anni ha tratto grandi vantaggi, raggiungendo un livello nettamente superiore”.
Daniele Cappellari e Patrick Braunhofer, stanno provando a scalare le gerarchie in Coppa del Mondo. Sicuramente non manca il feeling con il poligono, ma possono dare qualcosa di più in pista soprattutto in ottica staffetta.
“Braunhofer ha migliorato molto la gestione della gara. Il tiro è il suo punto di forza, ma ha lavorato molto anche sull’allenamento e la fiducia nel proprio lavoro. Quest’anno lo vedo costantemente nelle prime trenta posizioni, soprattutto nelle gare adatte a lui, come l’Individuale. Con il suo tiro, e capace di fare ottime prestazioni anche in condizioni difficili. Cappellari a Sjusjoen ha fatto una buona gara sotto condizioni difficili, gestendo bene il vento, il che è il suo miglior punto di forza. Durante l’estate ci siamo visti poco, ma sugli sci ha fatto buone cose”.
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Chi sono per te gli atleti da battere per quanto riguarda le altre nazionali?
“Tra gli atleti che mi hanno impressionato di più ci sono i norvegesi della seconda fila, prontissimi a giocarsi l’unico posto disponibile. Abbiamo lavorato in prospettiva della Coppa del Mondo, non per preparare una singola gara, quindi potrebbero sembrare sottotono, ma non mi stupirei se questa settimana facessero grandi cose. Devi mantenere la forma per quattro mesi, mentre alcuni si giocavano il posto in tre giorni; quindi, devono essere pronti come una corda di violino”.
Dulcis in fundo, per come abbiamo imparato a conoscere Dorothea Wierer siamo certi che sia in cerca di riscatto in questa stagione e in Norvegia ha effettivamente rubato l’occhio. Tu come l’hai vista e secondo te può togliersi ancora delle belle soddisfazioni in vista dell’appuntamento più evidente che è quello della prossima stagione:
“Dorothea si è comportata molto bene. Abbiamo fatto dieci giorni di carico, quindi non è arrivata ai test preparando una gara specifica. Il giorno della sprint è stato sfortunato: dopo tre colpi, il vento è girato completamente nel lato opposto rendendo tutto più difficile. La nota positiva è che sugli sci è competitiva. Grintosa e determinata, ha sempre avuto la voglia di soffrire e questo la porta a rendersi conto di quando può spingere e quando deve rallentare. Speriamo bene, anche in ottica della prossima stagione”.
A fine stagione sarai soddisfatto se…
“Se facciamo un buon biathlon, il risultato arriva sicuramente. Non posso dire se arriveranno i risultati che ci siamo fissati. Dobbiamo fare un buon biathlon, come sappiamo fare, e saremo tutti soddisfatti. L’obiettivo non è oggi, stiamo lavorando per il 2026”.

