Giochi Olimpici, Milano Cortina 2026: le dichiarazioni degli azzurri dopo l’individuale maschile
Il 25enne di Imer paga caro i tre errori al poligono – due dei quali nella prima metà di gara – che gli impediscono di restare agganciato alla lotta per le medaglie, nonostante una condizione generale che lascia aperti spiragli importanti in vista delle prossime prove olimpiche.
“Per molti un sesto posto alle Olimpiadi è qualcosa di molto buono, per me è una delusione cocente, non ho altro da dire” ha spiegato Giacomel ai microfoni di Giorgio Capodaglio.
“È un peccato perché oggi, sia fisicamente che al tiro, non mi sono sentito benissimo. Sugli sci ho faticato dal primo giro, mentre al tiro mi dà fastidio non essere riuscito a fare una serie in piedi come so fare. In allenamento sbaglio quasi mai, mentre in gara mi scappa sempre qualcosa e questa cosa mi fa parecchio arrabbiare”.
Nonostante l’amarezza personale, Giacomel non ha nascosto l’emozione per la vittoria di Johan-Olav Botn, che ha dedicato l’oro a Sivert Guttorm Bakken, scomparso lo scorso dicembre a Passo Lavazé.
“L’ho abbracciato in mixed zone e spero di vederlo poi con calma. È stata una bella emozione: sono fiero di lui, ha dimostrato una fibra impressionante” ha aggiunto il finanziere trentino.
“Ora devo recuperare in vista della sprint: fisicamente non è andata come speravo, devo riposare e mangiare un po’ di più, però sono molto deluso”.
Un po’ di amaro in bocca anche per Lukas Hofer, sedicesimo al traguardo dopo aver accarezzato il sogno medaglia per buona parte della gara. Due errori nella seconda serie in piedi lo hanno estromesso definitivamente dalla lotta per le prime posizioni.
“L’errore a terra è l’unico vero rammarico perché era un errore da principiante, l’ultimo da portar via” ha spiegato Hofer a Giorgio Capodaglio.
“In piedi ho sentito più fatica nelle gambe e ho cercato di limitare i danni. Il resto della gara è stato molto buono e prendiamo la prima metà come riferimento. Per fortuna la sprint ha solo due poligoni e magari lì possiamo stare tra i migliori”.
Il carabiniere altoatesino guarda con fiducia ai prossimi appuntamenti, consapevole di non essere ancora al massimo della condizione.
“Non sto ancora ottimamente, ma c’è tempo fino alla sprint. Dipende da come si recupera e ci si prepara, però sono fiducioso. Eliminiamo gli ultimi errori e poi vediamo cosa riesco a costruire”.
La vera sorpresa di giornata è però Patrick Braunhofer. Il 27enne della Val Ridanna chiude quattordicesimo, secondo azzurro al traguardo, con un solo errore al poligono e una prestazione solida soprattutto sugli sci.
“Non me l’aspettavo davvero, sono molto contento. Al tiro ho finalmente fatto il mio poligono, cosa che nelle ultime individuali mi mancava” ha raccontato Braunhofer.
“Sugli sci ho sfruttato bene la scia degli altri, oggi stavo molto meglio rispetto alle altre gare. I francesi erano imprendibili, l’unico che sono riuscito a tenere è stato Claude”.
Determinante anche la gestione mentale, soprattutto nell’ultima serie in piedi.
“Le gambe tremavano, dopo il terzo colpo ho dovuto ritrovare la posizione. Sono già contento di aver colpito la sagoma giusta. Quell’errore ci può stare”.
Parole di stima anche per il vincitore: “Botn è uno di poche parole, ma si impegna come pochi. Come squadra siamo felici che l’oro sia andato a lui. Per le prossime gare darò il 110%”.
Buon debutto olimpico infine per Elia Zeni, venticinquesimo con tre errori ma autore di una prova in crescita, soprattutto nella seconda parte di gara.
“Ho iniziato forse troppo leggero e quei due errori al secondo poligono hanno compromesso la gara, però poi mi sono ripreso bene” ha spiegato il 24enne di Tesero.
“In pista ho gestito molto bene, mi sono attaccato alle persone giuste. Ringrazio anche i tecnici perché avevamo sci molto buoni”.
A colpirlo è stato soprattutto il grande tifo di Anterselva, vissuto senza eccessive pressioni.
“Se non sei Tommy Giacomel, non senti tutta questa pressione. È stato bello vedere la mia famiglia e gli amici” ha concluso Zeni.
“In chiave staffetta farò sempre il mio. Se Zezzo sarà più bravo, mi concentrerò su me stesso e poi vedremo cosa verrà”.
L’individuale maschile lascia dunque sensazioni contrastanti per l’Italia, ma anche la consapevolezza di poter ancora recitare un ruolo da protagonista nelle prossime gare olimpiche.
Foto: Giuseppe Giugliano/CONI

