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Anterselva 2023 inseguimento femminile

Lisa Vittozzi: “Vorrei che fosse l’anno buono per conquistare l’oro iridato individuale”

Lisa Vittozzi mette nel mirino i Mondiali di febbraio in Repubblica Ceca, con un obiettivo neanche troppo velato. Nell’intervista realizzata da Gianluca De Rosa per il Corriere delle Alpi, emerge tutta la sicurezza e l’ambizione della sappadina classe 1995 del C.S. Carabinieri:

«È giunta l’ora di aggiungere una medaglia d’oro al mio palmares personale».

Dal Passo Lavazé, dove si trova in questi giorni in ritiro (vi resterà fino al 29 settembre prima di tornare nell’amata Sappada per dieci giorni di vacanza), Lisa Vittozzi fa le carte alla prossima stagione sportiva, a due mesi dalle prime attesissime gare.

«Gli obiettivi, alla fine, sono sempre quelli. Abbiamo i Mondiali ogni anno ed ogni anno mi ripropongo di conquistare una medaglia d’oro che finora non è mai arrivata. Mi piacerebbe che quest’anno fosse la volta buona. Sto lavorando duro, sin d’ora, per arrivare pronta al grande appuntamento. Non sarà da meno la Coppa del Mondo. Il primato nella classifica generale non dev’essere un assillo ma sicuramente fa parte della sfida che ho intrapreso soprattutto con me stessa.

So che devo mantenere serenità e concentrazione, senza disperdere energie mentali inseguendo i pensieri. Sto già lavorando su questi aspetti. Voglio gestire tutto al meglio, inevitabile pressione compresa. La concentrazione è un elemento determinante nel nostro sport, il lavoro mentale è importante tanto quanto quello atletico. Poi la differenza molto spesso la fanno i dettagli. Uno su tutti? Bisogna stare sempre bene. Un semplicissimo raffreddore oppure un malanno di stagione, per noi, può significare rovinare in un attimo sforzi e relativi sacrifici. Se devo augurarmi qualcosa, dico la salute».

Che estate è stata la tua sotto il profilo professionale?

«Le sensazioni sono sempre state ottime, questo è molto importante per un atleta. A livello fisico mi sento benissimo. In questo periodo sto lavorando duramente sul tiro. È un lavoro di concentrazione, come già detto. Stiamo affinando alcuni dettagli legati al tiro, in modo particolare sulla gestione dello stress che molto speso gioca brutti scherzi quando ci si ritrova a fare i conti con il poligono. Questo non deve succedere, per questo ci sto lavorando sodo, mi sono presa del tempo da dedicare a questo aspetto. Una preoccupazione? No, non lo è. È però un aspetto di vitale importanza nel nostro sport se si vogliono raggiungere risultati importanti».

Come procederà la tua marcia di avvicinamento alla prossima stagione sportiva?

«Ci saranno vari stage, uno in ghiacciaio a Ramsau. La fase finale della preparazione la svolgeremo in Norvegia. Nel mezzo ci sarà spazio anche per trascorrere dieci giorni di vacanza a casa, a Sappada. Non vedo l’ora di tornarci, mi allenerò ma coglierò l’occasione anche per godermi il più possibile famiglia ed amici».

Cosa è cambiato rispetto alla scorsa stagione nel tuo staff?

«Fortunatamente nulla. Nessuno ha toccato nessuno ed io sono felicissima di poter continuare a lavorare con persone che mi ispirano la massima fiducia. È un particolare molto importante. Abbiamo fatto un ottimo lavoro lo scorso anno, temevo che qualcuno potesse andare via ed invece questo non è successo. Rispetto allo scorso anno stiamo modificando qualcosa nella preparazione atletica ma sono solo piccoli dettagli. La cosa più importante è la componente umana. Quando c’è fiducia reciproca si parte dalla migliore base possibile»

Ultimissima dedicata alla Fisi che ti ha inserito nella lista dei migliori atleti del 2023.

«Non lo sapevo, l’ho scoperto dai social (ride). Ovviamente è una cosa che fa piacere anche se non divento matta per queste situazioni. Diciamo che non sono queste le competizioni che punto a vincere. Ci tengo però a ringraziare chi mi da fiducia. Vedere il mio nome in quella lista è soprattutto una gratificazione. Un riconoscimento ai tanti sacrifici sostenuti in questi anni, che mi hanno fatto anche soffrire ma che adesso finalmente hanno assunto un senso di fronte al percorso che ho intrapreso e che voglio portare a compimento».

Come? Con una medaglia d’oro finalmente messa attorno al collo. Più chiaro di così.