Biathlon Azzurro

Mirco Romanin: “Lisa Vittozzi viene da due stagioni non facili, abbiamo trovato un ottimo feeling”

Recentemente promosso tra i tecnici della squadra A di biathlon, Mirco Romanin è stato intervistato da Bruno Tavosanis per Studio Nord News.
Il tecnico carnico di Forni Avoltri, accompagnato da Klaus Höllrigl, seguirà inizialmente il gruppo di lavoro nel quale sono inseriti Lisa Vittozzi, Rebecca Passler, Michela Carrara, Thomas Bormolini, Patrick Braunhofer e Daniele Cappellari, in una trade union di continuità con la precedente esperienza nella nazionale giovanile e dove ritroverà in squadra diversi degli azzurri allenati nelle precedenti stagioni.

Tanti i temi toccati da Tavosanis con il tecnico classe 1989, dalla sua grande passione per lo sport ai grandi risultati ottenuti negli ultimi anni quale responsabile delle squadre nazionali giovanili, alle ambizioni e le prospettive di Lisa Vittozzi e in vista della stagione che porterà Mirco Romanin alle Olimpiadi di Pechino 2022 nel ruolo di allenatore:

“La passione per lo sci è nata sicuramente da quanto mi è stato trasmesso in famiglia, perché comunque mio papà è sempre stato uno sciatore di fondo e all’età di sei anni mi ha messo sugli sci e da lì mi sono innamorato e non li ho più staccati dai piedi. Sognavo di diventare un atleta azzurro, sicuramente è l’obiettivo di ogni atleta. Purtroppo per diversi motivi non è andata così, io ho intrapreso a 19 anni praticamente la strada da tecnico iniziando con lo sci club del mio paese, la Monte Coglians, per poi passare ad allenare anche il comitato locale di biathlon, fino ad approdare poi tre anni fa nelle squadre nazionali nel ruolo da responsabile del settore giovanile della squadra juniores e da quest’anno ho avuto questa importante promozione nella squadra A. Sono molto contento, soddisfatto di questo percorso e speriamo di continuare a fare un ottimo lavoro.

I primi anni non sono stati semplici perché comunque ruolo dell’allenatore è un ruolo molto autoritario e a quell’età lì è difficile avere quel tipo di caratteristica, però con l’andare del tempo mi sono reso conto che faceva per me. Con i giovani mi sono sempre trovato molto bene, adesso proviamo questa esperienza nell’alto livello: dopo praticamente 12 stagioni di esperienza penso di essere pronto e speriamo che che vada tutto bene. Ho praticato biathlon nel settore aria compressa, poi ho deciso di fare fondo facendo parte della squadra del comitato regionale. Colpito da problemi di salute, tra i quali la mononucleosi, ho deciso di smettere ma fondamentalmente non ho mai smesso perché mi alleno molto tra fondo, corsa in montagna e bici. Diciamo che la fatica sempre una mia grande passione, però non sono riuscito a fare l’atleta professionista ma sono riuscito però a trasformare la mia più grande passione in un lavoro dalla parte del tecnico.

Non è stato facile ritagliarmi questo spazio da civile (Mirco Romanin non è inserito in un gruppo sportivo militare ndr), ho avuto l’opportunità grazie alla Monte Coglians e al Comune di Forni Avoltri negli anni di combinare il ruolo di tecnico di comitato anche alla gestione del centro Carnia Arena. In particolare ora sono anche sono anche istruttore nazionale per lo sci di fondo, dirigo corsi per maestri di sci di aggiornamento e formazione e quindi sono riuscito a creare una vera e propria professione attraverso la mia passione.

Riguardo l’esperienza con la squadra juniores giovani siamo partiti il primo anno con un gruppo nuovo composto da tre tecnici con Fabio Cianciana e Edoardo Mezzaro: seguivamo 12 ragazzi che conoscevamo umanamente ma non professionalmente. Il gruppo aveva del potenziale, abbiamo lavorato il primo anno un po’ con le “pinze”, cercando di capire quali fossero i margini di miglioramento per apportare e abbiamo avuto dei risultati ottimi soprattutto con gli atleti nati nel 2000 che si sono rilevati lo scorso nella scorsa stagione degli ottimi talenti anche per il circuito di Coppa del mondo. L’anno successivo diciamo che abbiamo accelerato ancora di più perché abbiamo capito come gestire i ragazzi e al tempo stesso i risultati poi sono cresciuti ancora e quest’anno abbiamo avuto l’apoteosi con i Mondiali di Obertilliach dove abbiamo raccolto addirittura dieci medaglie in tutta la rassegna iridata, quindi è una soddisfazione grandissima.

Il biathlon è cresciuto moltissimo a livello sia nazionale ma anche internazionale: abbiamo la fortuna di avere una Federazione Internazionale IBU che tiene soprattutto alla crescita del movimento agonistico e quindi ad allargare anche questa crescita anche al popolo degli appassionati, di conseguenza anche le federazioni nazionali stanno investendo molto su questa disciplina che sta diventando veramente internazionale. In più abbiamo la fortuna a livello nazionale di avere un ottimo Direttore Tecnico come Fabrizio Curtaz, che ringrazio della fiducia, ma anche a livello di comitato che di società abbiamo molte persone che lavorano con tanta passione.

Le squadre sono state create in maniera intelligente perché comunque la è squadra composta da undici componenti per quanto riguarda la Coppa del mondo: seguitò sei atleti tra cui Lisa Vittozzi e Daniele Cappellari anche per una questione organizzativa visto che comunque viviamo molto vicini e saranno seguiti da me anche quando saremo al di fuori dei raduni, per cui avranno la mia attenzione al 100%.

Lavoreremo io e Klaus per poter innalzare il loro livello che potenzialmente potrà crescere ancora, per alcuni è già altissimo soprattutto se parliamo di Lisa Vittozzi: tutti conosciamo quello che è riuscita a raccogliere negli anni, purtroppo viene da due stagioni non semplici e sicuramente uno dei nostri obiettivi principali sarà quello di riuscire a farla tornare ai suoi livelli. Siamo molto amici ma comunque nel momento in cui lavoriamo assieme i ruoli sono definiti, nel senso che c’è la distanza e il rispetto giusto. Per me può essere anche un vantaggio perché comunque l’aspetto umano sicuramente migliora anche l’aspetto professionale. Terrò lo stesso metodo di coaching di allenamento che ho sempre utilizzato anche con gli atleti che ho allenato quindi io sono abbastanza tranquillo, con lei ho parlato tanto in questo periodo e abbiamo trovato un ottimo feeling fin dall’inizio. Siamo partiti col piede giusto e speriamo di andare avanti così”.