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Most improved of the year: i biathleti più migliorati della stagione

A due settimane dalla tappa conclusiva della stagione di Coppa del Mondo di biathlon si prova a riavvolgere il nastro per valutare, a bocce ferme, gli atleti che hanno meglio figurato nell’arco dell’inverno. Se la classifica finale di Coppa del Mondo sancisce in modo quasi inequivocabile i risultati e la costanza di prestazioni, vogliamo provare ad evidenziare in questo approfondimento chi è riuscito maggiormente ad alzare l’asticella nelle proprie performance, andando a compiere il cosiddetto salto di qualità rispetto alle precedenti stagioni.

Per usare un’espressione anglofona, vi proponiamo i Most Improved biathletes of the year, ovvero i biathleti più miglliorati della stagione sia in ambito maschile che femminile.

I parametri di cui abbiamo tenuto conto per fare un confronto con la stagione 2022/23 includono:

  • piazzamenti tra i migliori 20 considerando Coppa del Mondo e Mondiali rispetto alla scorsa stagione;
  • punti complessivi nella classifica generale di Coppa del Mondo;
  • percentuali di tiro a terra e in piedi
  • prestazione sugli sci, in proporzione al più veloce in pista

Vogliamo quindi premiare la costanza di risultati più che il singolo exploit e pur facendo un confronto con l’inverno precedente, consideriamo anche il miglioramento espresso dall’atleta rispetto ai risultati ottenuti nel corso della sua carriera.

MOST IMPROVED BIATHLETE – UOMINI

1- Eric Perrot. Nella sua prima stagione intera in Coppa del Mondo, il francese classe 2001 è arrivato a ridosso dei primi dieci in classifica generale, lottando fino alla fine per la conquista del pettorale blu di miglior under 25, ben difeso dal nostro Tommaso Giacomel. Proprio nel finale di stagione Perrot ha espresso tutto il suo potenziale, centrando il primo successo nel circuito maggiore nella sprint di Soldier Hollow e poi un gran terzo posto nell’inseguimento di Canmore.

Un contributo importante è arrivato anche nei Mondiali di Nove Mesto, dove ha preso parte alla staffetta mista e alla staffetta maschile, cogliendo un oro e un bronzo. In Repubblica Ceca ha disputato complessivamente un ottimo Mondiale, giungendo quarto nella sprint, ottavo nell’inseguimento e nono nella gara con partenza in linea.

Le percentuali di tiro complessive sono tuttavia scese rispetto alla stagione precedente (81% contro 83% nel tiro a terra; 84% contro 86% nel tiro in piedi), ma Perrot ha dimostrato di aver un gran motore sugli sci stretti sciando con un gap di 3,0 secondi al km rispetto al più rapido in pista contro i 5,8 s/km dello scorso inverno. Ci sono naturalmente ulteriori margini di miglioramento in tutte le componenti statistiche e questo non può che proiettare il giovane transalpino come potenziale protagonista in tutte le gare la prossima stagione.

Manzoni/NordicFocus

2- Didier Bionaz. Il valdostano del Centro Sportivo Esercito ha mostrato fin dalle prime tappe di aver lavorato molto bene durante l’off-season e ha saputo portare in gara quanto di buono, a detta di molti, faceva già in allenamento. Non è arrivato il primo podio individuale in Cdm, ma i piazzamenti tra i migliori venti sono complessivamente dieci al termine di questa stagione.

Bionaz ha saputo mantenere un buon livello nell’arco di tutto l’inverno, scontando solo un calo fisiologico nella parte centrale della stagione. A testimoniare il miglioramento complessivo è anche la posizione finale nella classifica generale. I 348 punti complessivi valgono la 21esima piazza, mentre nella scorsa stagione non si era spinto oltre 78 punti e la 46esima posizione nella generale. La stagione del classe 2000 è sicuramente impreziosita dalle ottime performance nelle gare a squadre dove è stato impiegato, suggellate da tre podi con la staffetta maschile due con la staffetta mista.

Le percentuali al tiro sono tuttavia peggiorate rispetto all’annata precedente, sia a terra (83% contro 86% del 22/23) che in piedi (73% contro 79%). Sugli sci il miglioramento è stato evidente: 3,9 secondi al km distante dal più veloce quest’anno contro 6,6 s/km nell’inverno precedente. Siamo fiduciosi che Didier saprà lavorare bene nel corso dell’estate per colmare le lacune al poligono e compiere un ulteriore passo in avanti.

3- Campbell Wright. Il neozelandese classe 2002 gareggia da quest’anno con bandiera statunitense e ha dimostrato di essere uno dei talenti più interessanti del circuito. Dopo essere cresciuto costantemente di condizione nell’arco dell’inverno, Wright ha raggiungento ottimi risultati soprattutto nelle tre tappe conclusive.

Dopo il debutto in Coppa del Mondo nel 2021/22, Campbell Wright è riuscito quest’anno a chiudere 31esimo nella classifica generale, con 216 punti complessivi (l’anno scorso i punti si erano fermati a 55), spingendosi spesso in zona punti e conquistando per due volte la top-ten in gare individuali. Il sesto posto ottenuto nella sprint di Soldier Hollow lo ha portato per la prima volta in flower ceremony e ha confermato il suo enorme potenziale.

I miglioramenti al tiro sono stati lievi, ma le percentuali sono influenzate da un’inizio di stagione poco incisivo: alla fine registriamo un più che discreto 84% a terra e 85% in piedi contro 87% a terra e 75% in piedi dello scorso inverno. Sugli sci però Campbell Wright ha alzato notevolmente l’asticella, arrivando a dimezzare il distacco medio dal più veloce in pista: 4,9 secondi al kilometro contro i 10,2 s/km dello scorso anno.

MOST IMPROVED BIATHLETE – DONNE

1- Lou Jeanmonnot. Non ci sono dubbi ad affermare che la francese classe 1998 abbia compiuto un salto di qualità definitivo che l’ha proiettata tra le assolute protagoniste della stagione, vedendola chiudere al secondo posto nella classifica generale, oltre che trionfare nella classifica di specialità della mass start.

La prima Coppa di specialità suggella una stagione di altissimo livello, condita da 4 vittorie e 12 podi individuali, oltre a due ori mondiali con la single mixed e la staffetta femminile. Le percentuali al tiro della transalpina, già vicine al 90% complessivo, sono migliorate ulteriormente. Jeanmonnot ha chiuso la stagione infatti con il 94% a terra e il 90% in piedi (rispettivamente contro 92% e 86% della stagione 2022/23). Sugli sci ha alzato ancora l’asticella, arrivando a sciare con un ritardo medio di 2,9 secondi al km rispetto alla più veloce in pista (nel 2022/23 il dato era +3,2 s/km).

A inizio stagione, Lou Jeanmonnot non era considerata tra le principali contendenti per la sfera di Cristallo, ma al termine ha addirittura superato i 1000 punti complessivi e ora non può non essere considerata tra le maggiori favorite per la conquista della classifica generale 2024/25.

Foto: Federico Angiolini

2- Lena Haecki-Gross. Non si è mai messo in discussione che l’elvetica avesse un gran motore, ma che potesse mettere assieme i pezzi e riuscire ad essere supportata da un’ottima condizione fisica e buone percentuali al poligono non era affatto scontato. Il sesto posto finale nella classifica generale, con 853 punti, certifica una stagione di altissimo livello, considerando che il tridente francese unito a Vittozzi e Tandrevold ha lasciato ben poco spazio alle altre interpreti nelle posizioni che contano.

Nelle gare individuali Lena Haecki ha colto 5 podi, di cui 2 vittorie (nella short individual di Anterselva e nella mass start di Oslo). Andando a vedere i dati statistici riguardo la velocità sugli sci non notiamo un miglioramento (siamo sostanzialmente sempre attorno a 4 secondi al kilometro di distacco dalla più veloce), ma si sapeva che non era questo il punto debole di Haecki. Al poligono invece i miglioramenti sono stati evidenti: 86% a terra e 77% in piedi contro rispettivamente il 78% e il 75% fatti registrare l’anno precedente. Il tutto sempre abbinato a uno dei migliori shooting time del circuito, specialmente a terra.

Viste le percentuali, c’è ancora margine di crescita, e chissà che con l’ulteriore step al poligono, la svizzera possa diventare una contendente per la classifica generale a partire dalla prossima stagione. Certamente, Haecki potrà essere l’atleta di punta per la nazionale elvetica nei mondiali di casa di Lenzerheide.

3- Janina Hettich-Walz. E’ difficile giudicare l’annata della squadra femminile di biathlon tedesca. Complice una Preuss a mezzo servizio, le gerarchie a inizio anno non erano ben chiare e non c’era un’atleta su cui puntare per la classifica generale di Coppa del Mondo. Tuttavia, Janina Hettich-Walz, è riuscita a portare a casa molti piazzamenti importanti, alcuni anche sorprendenti.

Hettich è forse uno dei migliori esempi di come il duro lavoro possa portare pian piano a ottimi risultati e grandi soddisfazioni. A 27 anni e dopo diverse stagioni passate a cavallo tra IBU Cup e Coppa del Mondo, nell’inverno appena concluso Hettich ha dimostrato di meritare ampiamente il posto nel circuito maggiore, concludendo addirittura in decima posizione nella classifica generale con 543 punti. La consacrazione della biathleta nativa di Schramberg è avvenuta ai Mondiali di Nove Mesto, dove ha conquistato un’inaspettata medaglia d’argento nell’individuale con una prova senza errori al tiro. A Canmore, nella gara con partenza in linea, è arrivato anche il primo podio individuale in Coppa del Mondo. Il secondo posto è stato decisivo per agguantare la top-ten in classifica generale, superando atlete ben più dotate come Franziska Preuss e Hanna Oeberg.

Le percentuali al tiro sono migliorate leggermente (93% a terra e 80% in piedi contro 92% e 78% del 2022/23) e sugli sci sostanzialmente si attesta sempre sui 6,3 secondi al kilometro di ritardo dalla più veloce in pista. La complessiva costanza di rendimento, tuttavia, le ha permesso di fare il salto di qualità, soprattutto nelle gare con 4 poligoni, e diventare una pedina importante nelle staffette.

Foto principale: Kevin Voigt

Mirko Chiaradia