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Oestersund

Östersund 2025, si alza il sipario sulla Coppa del Mondo

Finalmente ci siamo. Dopo una lunghissima attesa durata più di otto mesi, si aprono le danze di una stagione invernale davvero speciale che culminerà a febbraio con le Olimpiadi ad Anterselva. E’ di nuovo tempo per gli atleti di indossare i pettorali, è di nuovo tempo per noi appassionati di guardare i nostri beniamini alla televisione o provare l’ebbrezza di vederli sfrecciare dal vivo.

La Coppa del Mondo ricomincia da Östersund, che ospita dopo un anno di stop “l’opening season”. Teatro di mille battaglie e punto di riferimento dell’IBU, la località svedese ha regalato numerose soddisfazioni negli anni recenti agli Azzurri: come dimenticare due anni fa il successo di Lisa Vittozzi nell’Individuale di esordio per un solo decimo di secondo su Franziska Preuss in quella che sarebbe stata la sua stagione trionfale? O la doppietta di Dorothea Wierer a marzo 2023 nell’Individuale e nella Mass Start, o ancora la sua prima vittoria in Coppa del Mondo nel 2015, sempre nell’Individuale? O infine, i trionfi clamorosi di Dominik Windisch in mezzo a una bufera di neve e sempre di Wierer nelle Mass Start dei Mondiali 2019?

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Il calendario rimane sulla falsariga di quello dell’anno scorso: il primo weekend di gare sarà dedicato esclusivamente alle staffette (in ordine invertito, con le tradizionali che precedono le miste), a cui seguirà un’intera settimana rivolta alle discipline singole, con Individuali, Sprint e Inseguimento. Quest’ultima competizione cancella la novità dell’anno scorso in cui erano previste già le prime Mass Start e si fa ritorno a un ordine più tradizionale.

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La prima tappa rappresenta sempre un’incognita per tutti gli addetti ai lavori: è il momento in cui gli allenamenti svolti durante l’estate e l’autunno vengono messi sotto esame, emerge la curiosità e la pressione dettate dal comprendere finalmente a quale punto ci si trova rispetto alle altre squadre, a quanto si è competitivi, indietro o avanti di preparazione. Vincere, soprattutto in uno sport con un’elevata componente psicologica come il biathlon, aiuta a vincere, e partire con il piede giusto può dare sicuramente una grande iniezione di fiducia in questo inverno così fuori dal comune.

Nella squadra femminile, la curiosità maggiore è rappresentata dal rientro di Lisa Vittozzi dopo un’intera stagione di stop; le premesse sono ottime con il successo conseguito al Loop One Festival di Monaco, ma le gare ufficiali, complice anche quella pressione aggiuntiva che si instilla nel corpo e nella mente, sono tutta un’altra cosa. Accanto a lei Dorothea Wierer, che a Geilo ha dimostrato di essere in un ottimo stato di forma e che può sempre dire la sua in una delle piste a lei più congeniali. E poi le valdostane Michela Carrara e Samuela Comola, biathlete diverse, ma reduci dalla loro stagione più brillante e consapevoli di poter crescere ancora; infine, la giovane Hannah Auchentaller, da cui ci si aspetta un ulteriore salto di qualità.

Per il comparto maschile, la speranza è quella di vedere Tommaso Giacomel lottare per le posizioni di vertice e confermare il percorso intrapreso a partire da Ruhpolding, in cui ha dimostrato di poter essere un concreto pretendente per la Sfera di Cristallo. L’augurio è anche quello di vedere riuscire a voltare pagina dopo un anno complicatissimo la coppia Didier Bionaz ed Elia Zeni e battagliare in ogni gara il gatto a sette vite Lukas Hofer. Come dimenticare poi Daniele Cappellari e Patrick Braunhofer, capaci di togliersi alcune soddisfazioni preziose l’anno scorso e attesi ora a dimostrare di poter rimanere saldamente in Coppa del Mondo, raggiungendo con continuità la zona punti ed esprimendo il loro biathlon migliore.

E per quanto riguarda le altre nazioni? Le incognite in seno a ogni squadra sono molteplici e sarebbe impossibile elencarli tutti. Sia in campo maschile con il ritiro di Johannes Boe, sia in quello femminile, non esiste alla partenza un atleta nettamente dominante sugli altri. Inoltre, ai principali pretendenti si aggiungono numerosi outsiders, cosa che renderà ogni contesa almeno all’inizio particolarmente incerta e appassionante.

Tra l’ampio numero di favoriti e di domande che si pongono alla vigilia, è giusto evidenziare il gruppo svedese, impegnato sulle nevi di casa e tradizionalmente conosciuto per essere in ottima condizione a inizio stagione. Elvira Oeberg e Sebastian Samuelsson, autori di un impressionante preseason, sono i condottieri del nutrito collettivo scandinavo che vanta tra le frecce a disposizione anche Martin Ponsiluoma e Hannah Oeberg (reduci da una stagione sottotono) e, specialmente in campo femminile, giovani di belle speranze.

Altra questione interessante riguarda le due corazzate della scorsa stagione, entrambe con tutte le carte in tavola per mantenere l’egemonia, ma con alcune incognite sopraggiunte: la Norvegia maschile orfana dei fratelli Boe e la Francia femminile, sconquassata dal caso Simon e da una convivenza difficile tra le numerose atlete di spessore, saranno in grado di confermarsi al vertice ancora una volta?

Un cenno, infine, alla giovane coppia tedesca Selina Grotian e Julia Tannheimer, pronte a spiccare il volo e compiere il definitivo salto di qualità. Si alza il sipario.

Se non sapete dove guardare il Biathlon, potete accedere gratuitamente alla piattaforma Eurovisionsport dove sarà disponibile tutta la stagione di Coppa del Mondo:

https://eurovisionsport.com/en/explore/sports/biathlon?&utm_campaign=IBUWorldCupOstersund25&utm_medium=Referral&utm_source=Publisher